“Un film già visto”, ha detto qualcuno dopo la partita di Udine. Forse quel qualcuno ha ragione, ma il lasso di tempo che è onesto prendere in considerazione va molto più in là di un anno fa, quando sulla panchina della Fiorentina c’era Mihajlovic. La Fiorentina vista al Friuli ha fatto decisamente un passo indietro rispetto a quella vista in casa col Bologna, è verissimo. Gli uomini di Mihajlovic sembravano essere più compassati e più poveri di idee rispetto alla squadra di Guidolin (a parer mio, uno degli allenatori più bravi che ci sono in Italia). Ammesso la brutta prestazione dei gigliati contro l’Udinese, e ammettendo alla stessa maniera, però, che la Fiorentina poteva andare in vantaggio con Gilardino al 2’ minuto di gioco, che ha subìto un gol su un rigore generoso al 7’minuto dando così la possibilità a Di Natale & Co. di mettere la gara in discesa e di agire in contropiede (l’arma migliore dell’Udinese, vista la velocità dei suoi attaccanti), e che poco dopo il gol, i viola hanno mancato il pareggio di un soffio con Cerci, è onesto ammettere che alcuni episodi sono stati favorevoli alla squadra di casa. Per episodi, non si intende il calcio di rigore, ma tutto ciò che determina una gara, indipendentemente dal gioco espresso, anche se al 69’, ci poteva stare il calcio di rigore in favore della Fiorentina per fallo di Handanovic su Gila (la squadra avrebbe perso lo stesso? Può essere, ma intanto riapriamo la partita…). È vero anche che coi “se” e coi “ma” si va da poche parti, allora archiviamo la sconfitta di Udine, dicendo pure che questo è “Un film già visto”, sì, ma non solo un anno fa, bensì… spesso. In quale anno la Fiorentina ha imposto costantemente il suo gioco in trasferta? In quale stagione la Fiorentina ha fatto dell’Udinese o di squadre tecnicamente inferiori a lei un sol boccone? Non risulta essere stata brutta fuori dalle mura amiche solo con Mihajlovic in panchina, ma da molti, molti anni. Abbiamo ricordi nel tempo di sconfitte o pareggi inguardabili a Piacenza, Venezia, Cagliari, Vicenza, Bari, Cremona, Reggio Emilia, Reggio Calabria e chi più ne ha, più ne metta. Ricordi recenti e ricordi lontani. Ricordi di una squadra che ha sempre faticato a mettere in campo la propria personalità lontano dalle mura amiche, riuscendoci solamente rare volte. Udine, poi, è un campo sul quale i viola hanno sempre sofferto e dove spesso hanno lasciato il bottino pieno ai padroni di casa. Lo scorso anno i viola persero per 2-1 acausa delle papere di Avramov. Nell’era Prandelli abbiamo assistito ad una vittoria, un pareggio bruttissimo e tre sconfitte (1-0, 3-1 e 3-1). Negli anni dei Cecchi Gori i viola si sono imposti a Udine tre volte (nel 97-98, grazie alla tripletta di Batistuta, nel 00-01 per 3-1, grazie ai suoi uomini più importanti ovvero Rui Costa e Chiesa, e nel 01-02, con Mancini in panchina, grazie ai gol di Amoroso e Baronio), sempre soffrendo oltremisura contro una squadra che non è mai stata all’altezza della Fiorentina; però, hanno subìto anche brutte sconfitte, ben quattro. Insomma Udine non è mai stato un campo semplice e i suoi giocatori, quando Muzzi, quando Paolino Poggi, quando Marcio Amoroso, quando Di Natale, hanno sempre fatto soffrire la squadra gigliata. Siamo curiosi di vedere quante squadre s’imporranno a Udine, contro una delle squadre che esprime il miglior calcio d’Italia. Nello scorso campionato, solo quattro compagini hanno vinto al Friuli: il Genoa alla prima giornata di campionato, la Juventus, la Roma e il Parma. Poi, per i bianconeri sono arrivati quattro pareggi e undici vittorie. Quindi, è vero: vedere l’Udinese mettere in difficoltà qualunque avversario, è “un film già visto”. Così, come è “un film già visto” archiviare subito i timidi entusiasmi che si erano accesi dopo il Bologna, per ricominciare a mettere nel mirino su tecnico e società. E’ un atteggiamento sbagliato, così come è sbagliato puntare il dito su Montolivo. Dobbiamo dispiacersi per la sconfitta di Udine e, se necessario, pure incazzarsi, ma stasera arriva il Parma (qualcuno dice: “Fortunata la Fiorentina, il Parma è orfano di Giovinco”, ma l’assenza di Gilardino pesa meno?) e c’è da tifare viola. Servono i tre punti e basta. Né polemiche, né chissà quali grandi giocate alla Messi. Servono solo cinismo e punti. Dopo, con sei punti in classifica e un po’ di ritrovato morale, è possibile andare a Napoli a giocarsela. E Udine sarà solo un brutto ricordo…
Foto: LF/Fiorentinanews.com