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Buso: “Il modulo di Rossi sacrifica Acosty, Salifu può fare di tutto. E su Zahore…”

15 febbraio 2012
di Michela Lanza

Ma Renato Buso è anche un grande conoscitore della Primavera della Fiorentina per aver vissuto un paio di anni importanti alla guida di questa squadra.

Passiamo alla Primavera viola che lei conosce bene e al Torneo di Viareggio: buona la partenza della Fiorentina. Pensa che possa ripetere se non migliorare il risultato dell’anno scorso?

«La Fiorentina di Semplici è una squadra che ha grandi potenzialità e otto stranieri. Certo, nell’economia del gioco, perdere giocatori come Camporese, Salifu e Babacar non è semplice perché a questi livelli sono insostituibili e determinanti, ma ho notato che i ragazzi che hanno giocato hanno offerto buone prestazioni confermando che quello viola è un buon organico che ha un buon assetto e ambizioni importanti in questo ‘Viareggio’. Le squadre che se la giocano conla Fiorentina? Roma, Inter e Juventus».

Che cosa le sta piacendo maggiormente della Primavera viola?

«Lo spirito, la dimostrazione di una crescita costante anche dei ragazzi del 1994 che si sono integrati nel gruppo molto bene. Come Magheri per esempio, che è pure italiano: è entrato, concentrato e voglioso di fare bene, ed ha anche fatto gol col Vicenza. Mi ha fatto molto piacere per lui».

Il giocatore che farà la differenza in questo Torneo di Viareggio? Chi può essere il Dell’Agnello della situazione?

«Acosty. Purtroppo ha avuto un piccolo infortunio nell’ultima gara contro il Vicenza che lo ha costretto a lasciare il campo, ma nonostante le condizioni del terreno di gioco, fino a quando ha giocato, è stato l’elemento che ha creato di più. È da lui che sono nate le azioni più pericolose. Ad un giocatore come lui non è possibile lasciare un metro di spazio, diventa temibile, letale per l’avversario».

Acosty è un giocatore che, a detta di tutti, è pronto per essere lanciato in prima squadra. Pensa che nel 3-5-2 di Rossi potrebbe ricoprire meglio il ruolo di punta o di esterno di centrocampo e quindi essere costretto a fare le due fasi? Oppure crede che il modulo più adatto per lui sia un altro e quindi con Rossi abbia poche chance?

«Nel modulo che utilizza Rossi è certamente sacrificato. Lui ha sprint e chilometraggio nelle gambe, è una punta aggiuntiva esterna, ha bisogno di spazio e si esprime al meglio sull’esterno dove è devastante ed ha la possibilità di accentrarsi e di andare al tiro in porta oppure di arrivare sul fondo e mettere la palla in mezzo. È un giocatore con propensione offensiva e si può esprimere al meglio nel 4-2-3-1, nel classico 4-4-2 o nel 4-3-3. Meno nel 3-5-2, anche se i moduli si possono cambiare anche in corsa durante l’arco di una partita e quindi tutti possono ritagliarsi il proprio spazio. Acosty oltre ad essere un giocatore potenzialmente importante, è anche un ragazzo serio che lavora con impegno e passione, merita la prima squadra».

Un parere su Zohore, l’ultimo arrivato.

«L’ho visto poco per poter dare un giudizio su di lui. È un classe 1994 e va giudicato nell’arco di una stagione. Per quello che ho visto, mi sembra che abbia qualche difficoltà a livello fisico. Nei nostri tornei Primavera ci sono ritmi elevati e lui forse è ancora un po’ lento. Del resto la sua stazza è imponente, è da raffinare e far maturare, ma ho notato che ha buone doti tecniche ed è molto bravo nel proteggere palla, nel dare profondità e nel far salire la squadra. Forse è presto per dire che è un buon investimento, ma è da tenere d’occhio».

Salifu meglio centrale o interno?

«Può fare tutto. A Vicenza giocava centrale nel  4-3-3. Con me ha fatto molto bene interno nel centrocampo a due. È un giocatore dotato fisicamente e molto forte nei contrasti, ma è anche dotato di buona tecnica».

Cosa pensa del passaggio di Babacar in Spagna?

«Un po’ mi dispiace, ma può essere l’occasione giusta per lui per maturare. Andando in un paese lontano potrà capire cosa significa andare via da Firenze, da un ambiente in cui è sempre stato coccolato e protetto. Sarà un’esperienza importante per Babacar, un giocatore dalle potenzialità infinite, incredibili, che talvolta perde per strada a causa dei suoi comportamenti. Deve fare di più. Deve mettere più entusiasmo, più cattiveria, più voglia di emergere, allora sì che potrà diventare un giocatore da prima squadra».

Fonte: Il Brivido Sportivo

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