Alla scoperta di Joan Verdù, “El geni de L’Eixample”. E quella particolarità che lo lega a Messi…

Verdù?”. “Ma chi è Verdù?.” “Da dove s’è preso? Ma perchè?”. Queste sono state le domande più ricorrenti che tanti tifosi viola, sbigottiti e dubbiosi a sentire questo nome, si sono posti il giorno che la Fiorentina ha ufficializzato l’arrivo del centrocampista catalano. E adesso, invece, quegli stessi che si domandavano il perché di un acquisto del genere, passato quasi in sordina, sono lì ad ammirare e rimirare il gol più bello messo a segno fino ad adesso dalla Fiorentina in questa stagione. Si, è esattamente quello di Joan Verdú Fernández all’Atalanta, pregevole per fattura e realizzazione, un gran colpo di interno al volo a seguito dell’assist no-look di Kalinic.

Ma chi è veramente Joan Verdù? Molti per esempio non sanno che il suo soprannome è “Il genio de l’Eixample“, il famoso quartiere di Barcellona dove è cresciuto. A 13 anni infatti il piccolo Joan si avvicina al calcio che conta allenandosi una volta a settimana nelle giovanili del Barça, insieme a campioni del calibro di Mikel Arteta e Pepe Reina. Ed ecco che lì comincia ad affinare la tecnica e le sue qualità, diventando con il passare degli anni molto famoso in città. Il suo carisma e l’eleganza nel muoversi gli fanno valere il soprannome già citato di “genio” assegnatogli direttamente in una trasmissione in onda su una radio catalana.

Ne ha vissute tante di avventure sportive Joan Verdù: ha esordito in Champions League con il Barça, ha disputato la Coppa Uefa con il Deportivo e l’Europa League con il Betis Siviglia. Con l’Espanyol ha trascorso le sue migliori annante, ma anche uno degli avvenimenti più tristi, dato che militava con lui il difensore Daniel Jarque, deceduto durante il ritiro con la sua squadra a Coverciano nel 2009, e che Joan ricorda sempre con amicizia e commozione nelle interviste rilasciate in passato. Joan si è sempre definito uno a cui piace stare con la famiglia quando ha tempo libero, ma anche andare al cinema, giocare a basket, a tennis o ping pong. Se non fosse stato giocatore, l’ha confessato lui stesso, avrebbe studiato scienze motorie. I suoi idoli nel mondo del pallone? Presto detto, campioni del calibro di Laudrup e più recentemente Ronaldinho, e si considera onorato di aver giocato con un vero fenomeno di allora come Riquelme. E nello sport in generale? Michael Jordan, Magic Johnson e Usain Bolt. Lo sport è uno stile di vita per Joan, che in un intervista si definisce caratterialmente un po’introverso, da sembrare timido in un primo momento ma non dopo con il passare del tempo. Il suo sogno più grande che aveva fin da bambino l’ha già realizzato, era quello che la gente lo riconoscesse come calciatore. Durante tutta la sua carriera ha sempre cercato di fare le scelte migliori per sua moglie, Nuria, e i figli: il maschio, ha affermato, ha già confidenza con il pallone, mentre la bambina la vede più come una futura cantante o ballerina. Tornando poi agli aneddoti sul Verdù calciatore, c’è ne è uno che non può essere lasciato da parte: lo spagnolo infatti, ha debuttato in Champions League lo stesso giorno di Lionel Messi, il 7 dicembre 2004 nella gara persa 2-0 dal Barcellona contro lo Shakhatar Donetsk, anche se per l’attuale centrocampista viola quella è stata l’unica apparizione nella massima competizione europea. Il “genio” Verdù e la sua famiglia a Firenze sembrano essersi trovati molto bene, fa spesso gruppo con gli altri spagnoli gigliati, e sua moglie Nuria e Rocio, consorte di Borja Valero, sono molto amiche.

Un ultimo punto: in un’intervista ai tempi del Betis Siviglia egli confessò che uno dei suoi rammarichi era quello di non aver mai vinto qualcosa di importante. Ebbene Joan, l’augurio più grande è che tu possa toglierti questa soddisfazione con la tua nuova maglia viola, dopotutto hai iniziato, è il caso di dirlo, con il piede giusto!

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13 commenti

  1. supercannabilover

    Quest’articolo ci voleva e chi vuole sapere di calcio ne vorrebbe di più

  2. Solo chi mastica calcio capisce che il gol di Verdu domenica scorsa è un gol di classe,i giocatori non di classe avrebbero tirato una botta di collo, forse in porta forse no. Lui ha piazzato il pallone dove voleva .si chiama classe!!!!!

  3. Mario da Trento

    Godo del silenzio dei poveri mentecatti tipo iG…… tifosi? No…. schifosi

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