AND THE OSCAR GOES TO… ACF FIORENTINA!

Los Angeles. Dolby Theatre. È qui che si è tenuta l’89esima edizione degli Academy Awards. Parliamo della notte degli Oscar: uno show che attira l’attenzione di tutto il mondo tra red carpet, star hollywoodiane e abiti d’alta moda. Noi, dopo la cerimonia, celebriamo questo grande evento inserendo scherzosamente giocatori e dirigenti viola in alcune delle pellicole che hanno fatto la storia del cinema. Niente paura. Vi abbiamo risparmiato «La Passione di Cristoforo» e «Kalien». Via le luci. Spengete i cellulari. Prendete i popcorn. Mettetevi comodi.

IL CORVINO

«Gli farò un’offerta di rinnovo che non potrà rifiutare.»

Miglior film. Miglior attore protagonista a Marlon Brando. Miglior sceneggiatura originale. «Il padrino» di Francis Ford Coppola del 1972 è un successo di critica e botteghino. Un lungometraggio destinato all’immortalità che apre la mitica trilogia dedicata alla famiglia Corleone. Affari, potere, tradimenti: temi cari ai gangster movie, ma anche al calciomercato. Dunque chi meglio di Pantaleo Corvino per impersonare Don Vito Corleone? Anche se immaginiamo un consigliere Della Valle decisamente poco entusiasta nel sentir parlare di offerte irrifiutabili. Dopotutto l’onore è una cosa importante, ma anche col bilancio non si scherza.

SALVATE IL SOLDATO NENAD

«Una parte di me pensa che dovremmo lasciare Tomovic in tribuna, ma l’altra dice che tra qualche anno potremmo ripensare e dire: ‘Salvare il soldato Nenad è stata una delle cose migliori che ho fatto’.»

I drammatici giorni del D-Day in un film di Steven Spielberg, premiato con l’Oscar per la miglior regia. «Salvate il soldato Ryan» ci fionda nell’inferno della Seconda Guerra Mondiale, dove una squadra di Rangers ha la missione di riportare a casa il paracadutista James Francis Ryan, ultimo sopravvissuto di quattro fratelli al fronte. Una storia di grande coraggio. Lo stesso coraggio che hanno i tifosi viola nel guardare le partite con Tomovic in campo. L’80 per cento degli errori commessi dal serbo in questo campionato ha causato un gol subito. E spesso in occasioni decisive. Non resta che una missione di salvataggio. Per lui o per la Fiorentina.

MAXI DRIVER

«Ma vuoi far giocare me? Ma vuoi far giocare me?»

«Taxi driver» è forse il capolavoro assoluto di Scorsese ma, nonostante quattro nomination, non riuscì a portarsi a casa nemmeno un Oscar nel 1977. Per ripagare in parte il maestro italoamericano, omaggiamo allora il suo film accostandolo ad un «campionissimo» come l’uruguaiano. Be’, che dire, ce lo vediamo proprio Maxi Olivera, davanti ad uno specchio, a recitare il famosissimo monologo di De Niro. L’esterno sinistro, fino adesso, non ha purtroppo brillato in maglia viola. Che di notte guidi i taxi come Travis Bickle per combattere l’insonnia? L’unica cosa sicura è che vedere dal vivo un suo cross, il sonno, tende a farlo perdere. Scusaci, Martin.

L’ASTORI INFINITA

«Perché la Fiorentina muore? Perché i tifosi hanno rinunciato a sperare. E dimenticano i propri sogni. Così il Fair-play finanziario dilaga…»

Nessuna nomination agli Oscar per «La storia infinita», ma a suo modo un film cult, che ha divertito migliaia di spettatori con le avventure di Atreyu e fatto commuovere intere generazioni per la sorte del povero cavallo Artax. Insomma, tutti i bambini nati negli anni ’80 hanno desiderato volare tra le nuvole in groppa a Falkor. Un po’ come tutti i portieri della Serie A hanno sognato, almeno una volta, di essere difesi da una sicurezza come Davide Astori. E chissà, magari nel regno di Fantàsia, tra imperatrici e giganteschi lupi mannari, la Fiorentina potrebbe pure riuscire a vincere uno scudetto. Certo, dipende dal budget a disposizione per gli effetti speciali.

BABATAR

«Adesso mi sembra lo stadio Franchi la realtà, e il mondo reale un sogno.»

Con una spesa di produzione intorno ai 240 milioni di dollari, «Avatar» ha incassato nel mondo quasi 2,8 miliardi, superando «Titanic» dello stesso regista James Cameron e diventando il film con più incassi nella storia del cinema. Non male davvero per una storiella copiata da Pocahontas, con l’aggiunta di Alfa Centauri e dell’effetto 3D. Originalità a parte, vediamo bene bomber Babacar nel ruolo di un Na’vi: potente, alto, agile come un felino e… ci piacerebbe dire con un fisico in carbonio, se il senegalese non fosse stato spesso vittima di infortuni. La coda neurale? Non ne ha bisogno. La sua unica connessione biochimica è con il gol.

ATELLO 13

«Sousa, abbiamo un problema.»
«Eh… sapessi io…»

Ron Howard ci porta fuori orbita con gli astronauti di «Apollo 13», alle prese con uno degli imprevisti più famosi dell’ingegneria aerospaziale Nasa. Nove nomination agli Oscar del 1996, con sole due statuette conquistate per questo kolossal che vede tre uomini alla prova per salvare le proprie vite. Un po’ come Paulo Sousa che ogni settimana si trova a dover contare sulle prestazioni in campo di Tello. E ve lo assicuriamo, una navicella in avaria durante un allunaggio è davvero ben poca cosa rispetto ai tentativi di dribbling dello spagnolo sulla fascia destra. «Rampa di lancio pronta. Accensione. Countdown alla palla persa. Tre… due… uno…».

L’ESORCISTALIC

«Il potere del Calcio ti espelle! Il potere del Calcio ti espelle! Il potere del Calcio ti espelle!»

Due Oscar nel 1974 per un classico del genere horror. Anzi. Per «il» classico del genere horror. William Friednik dirige la piccola Linda Blair nella parte di una bambina posseduta dal demonio. A salvarla dal diavolo, però, arrivano il giovane padre Karras e l’esperto prete Merrin, pronti anche all’estremo sacrificio pur di ricacciare Satana all’inferno… Noi, per la riproposizione calcistica, puntiamo su un Milic che vomita, magari sotto i comandi dell’esorcista Federico Chiesa. Con un cognome così, del resto, la parte ecclesiastica non potrebbe che andare a lui. Riuscirà il giovane attaccante a tirar fuori dal croato il demone dei piedi a banana? Bisogna avere Fede.

THE MAIO OF WALL STREET

«Vendimi questo stopper.»

Ben cinque nomination agli Oscar 2014, ma nessuna statuetta per il divertente «The Wolf of Wall Street», altro grande film del regista Martin Scorsese. Leonardo DiCaprio è un broker assetato di dollari, disposto a rifilare alla gente qualsiasi fregatura pur di arricchirsi. Un po’ come un difensore recentemente passato in viola… «Mi chiamo Sebastian De Maio. L’anno in cui ho compiuto trent’anni, alla Fiorentina, ho guadagnato un milione di euro giocando tre match, il che mi ha fatto incazzare perché con altri due arrivavo ad un milione a partita». Insomma, decisamente non una di quelle operazioni di mercato che passeranno alla storia del club.

E.DIKS. – L’EXTRACALCIATORE

«E.DIKS. – telefono – Olanda.»

Quattro Academy Awards per il dolcissimo alieno di Steven Spielberg. «E.T. – l’extraterrestre» viene involontariamente abbandonato sulla terra da alcuni simili, costretti a volare via con la propria astronave per evitare di essere scoperti dall’uomo. Sarà Elliot, un bambino californiano, ad ospitarlo nella sua cameretta prima di riuscire, dopo mille peripezie e voli in bicicletta, a farlo tornare a prendere. Una storia, quindi, simile a quella di Kevin Diks. Arrivato a Firenze come oggetto misterioso, il giovane difensore olandese è stato tenuto lontano dagli occhi dei tifosi, prima del recente rientro al Vitesse. «Noi saremo sempre qui. Addio, E.DIKS!»

COGNICULA DI BRAM STOKER

«Ho attraversato gli oceani del tempo per l’ammortamento.»

 

Prodotto e diretto da Francis Ford Coppola, questo film ha il merito di portarsi a casa tre Oscar tecnici nel 1993, ma soprattutto di dare nuova vita all’immortale capolavoro letterario di Stoker. 1462: Costantinopoli è caduta, i turchi dilagano per l’Europa, combattuti solo dalla resistenza del cavaliere romeno Vlad. Alla morte dell’amata sposa, suicidatasi credendolo morto in battaglia, Vlad diventa un vampiro rinnegato da Dio, una creatura assetata di sangue… Ma niente in confronto alla sete di Mario Cognigni quando si parla di plusvalenze. Lì, per riuscire a contrastarlo, non ci sono paletti di frassino né Van Helsing che tengano…

I SOLITI DISPETTI

«Chi è Keyser Sousa?»

 

Prima Prandelli, poi Montella e adesso Paulo Sousa. Tutti partiti con le migliori intenzioni e tutti finiti a polemizzare con la società alla fine del loro ciclo. Be’, non è un segreto che non sia facile essere il mister della Fiorentina. Soprattutto se hai un carattere leggermente permaloso e tendente alle ripicche. Formazioni a caso per mettere alla gogna campagne acquisti deludenti, dichiarazioni polemiche, musi lunghi: ormai, da qui a giugno, pure l’allenatore portoghese sembra stia procedendo con… i soliti dispetti delle precedenti gestioni. Insomma, un finale già visto e rivisto, decisamente non sorprendente come quello del film di Bryan Singer. Oscar alla migliore sceneggiatura e a Kevin Spacey nei panni del camaleontico Keyser Söze.

ILICIC JUNIOR

«Potrebbe andare peggio.»
«E come?»
«Potremmo sbagliare un rigore.»
(Tifosi in Fiesole, prima del penalty di Ilicic contro il Siviglia)

Due nomination agli Oscar del 1975 per questo capolavoro di comicità. «Frankenstein Junior» di Mel Brooks non è solo una parodia, ma un film destinato all’immortalità per le sue battute, per i suoi dialoghi assurdi e, ovvio, anche per la bravura di Peter Boyle nell’interpretare la creatura assemblata dal grande Gene Wilder, nel ruolo dello scienziato. Vi ricorda qualcuno? Fronte larga, andatura minacciosa… Ebbene sì… Josip Ilicic dal suo arrivo a Firenze è sempre stato paragonato al personaggio nato dalla penna di Mary Shelley. Un accostamento dei tifosi, spesso, mirato a criticare alcune sue prestazioni non proprio esaltanti.

(Le immagini sono di Marco Peruzzi)

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11 commenti

  1. Complimenti anche ai commenti… Io aggiungerei anche un “c’eravamo tanto amati”…. Visto che mancava un titolo italiano! Forza viola sempre e comunque!

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