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Bacconi: “Fatico ancora a capire la posizione di Ilicic. Rischioso schierare Matri-Gomez”

Consueta analisi tecnico-tattica da parte dello specialista Rai Adriano Bacconi, ai microfoni di Lady Radio. Si guarda alla gara di giovedì scorso ad Esbjerg ma soprattutto alle situazioni Aquilani ed Ilicic: “La Fiorentina ha sì giocato più di tutti ma è anche la squadra che ha fatto più turn over di tutti, anche per sfortune varie legate agli infortuni. Vedo però una Fiorentina ancora sul pezzo, il rebus è legato naturalmente alla condizione di Mario Gomez. Montella sta preferendo un modulo come il 4-3-3 con una punta sola e con due trequartisti che partecipano anche alla fase difensiva. Giocare con due punte pure come Matri e Gomez vuol dire sì allungare la squadra e dargli profondità però sono due giocatori che tendono a fermarsi quando perdono il pallone. La Fiorentina ha bisogno di tenere certe distanze, quello che il possesso necessita di giocatori vicini, che vanno incontro al pallone. E’ un gioco meno collettivo il 3-5-2, meno globale. Ilicic? Si sta un po’ ritrovando, anche se va molto a corrente alternata. Piano piano sta trovando una sua collocazione, anche se tutt’ora faccio fatica a capire che giocatore è, qual è la sua zona di campo ideale da cui farlo partire per valorizzare le sue doti balistiche. Dovrebbe essere un trequartista che parte da destra, però poi tra le linee fatica. In un 4-3-3 partendo da attaccante esterno di destra potrebbe trovare la sua posizione. In più rispetto a Ljajic ha il tiro da fuori probabilmente, ha più potenza nell’impatto col pallone. Non ha però l’agilità di Ljajic nel superare anche due avversari nello stretto, nel cercare l’uno-due e così via. La Fiorentina non si può permettere un giocatore statico perché ai viola servono spazi per l’inserimento da dietro dei centrocampisti. Aquilani? Non lo vedo alla Pirlo perché non ha la sufficiente tenuta mentale per fare attenzione alla fase difensiva. Mi dispiacerebbe che perdesse la sua attitudine all’inserimento in area ed al gol, che può segnare di piede ma anche di testa. Rispetto a Pizarro ha più il tocco corto e lungo. Lo vedo però più come interno”.

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