Baggio splendido cinquantenne, il ricordo dell’Associazione Glorie Viola: “L’accoglienza con le stampelle e la nascita del campione. Poi la Juve rovinò tutto…”

Foto: Robertobaggio.com

“ROBERTO, UNO DI NOI.
Compie oggi cinquant’anni uno dei più grandi numeri dieci della storia del calcio italiano, un campione universale: Roberto Baggio. L’Associazione Glorie Viola, per celebrare il suo compleanno, ha raccolto le storie di quei tifosi che hanno avuto la fortuna di viverlo quotidianamente nella sua esperienza fiorentina.
Baggio arrivò a Firenze nella stagione 1985-86, dal Vicenza, gravemente infortunato ma pieno di ambizioni e sogni. Il “Nicci”, uno dei tifosi che in quegli anni lo frequentò con maggior assiduità, ci racconta un Roberto assolutamente inedito: «Ricordo come fosse ieri l’arrivo di Roby, era solo un ragazzino. Si presentò con le stampelle sottobraccio, a causa di un grave infortunio al ginocchio destro che ne aveva compromesso il legamento crociato e il menisco, e settantamila lire in tasca. Era la prima volta che si allontanava da casa e si vedeva che soffriva moltissimo per questo. Spesso infatti ci parlava di quanto gli mancassero la famiglia e gli amici. Durante la sua permanenza a Firenze, specialmente nei primi due anni, eravamo sempre insieme, lui mi ospitava a casa sua e viceversa. Fin dal primo momento capimmo quanto era speciale. Insieme ad altri tifosi viola ho condiviso il suo percorso per tornare a giocare, una strada tortuosa fatta di tanta sofferenza ma anche di speranza. Mi piace pensare che tutti noi lo abbiamo in qualche modo aiutato a non mollare. Dopo le cure della Fiorentina lo accompagnavamo da Vinicio, un massaggiatore non ufficiale che lo faceva stare meglio e che ha contribuito a farlo tornare sui campi di calcio. Gli anni vissuti con lui sono stati talmente intensi ed emozionanti, ci hanno coinvolto così tanto che conservo centinaia e centinaia di ritagli di giornale che riguardano Roby: i gol, gli infortuni, le convocazioni in Nazionale… Tutto!. Nel periodo successivo all’operazione Baggio visse isolato dai nuovi compagni di squadra, ma si fece forte della vicinanza di un gruppo di tifosi che non lo lasciò mai solo, che lo accolse come uno di loro. Roberto poi tornò a giocare, ricominciò a inseguire il suo sogno dopo aver temuto di vederlo svanire e il 21 settembre del 1986 esordì finalmente in Serie A, al Franchi contro la Sampdoria. Sembrava giunto il momento per dimostrare il proprio valore, ma pochi giorni dopo un altro infortunio al menisco lo fermò sul più bello e lo costrinse a star fuori per quasi tutta la stagione. Ma anche in questo caso poté contare sui suoi amici, che si strinsero intorno a lui come solo una famiglia sa fare, come ci spiega il “poeta”: «Baggio soffriva molto e aveva paura che il sogno della sua vita, cioè quello di fare il calciatore, andasse in frantumi. In quel brutto momento cercavamo di farlo svagare, andavamo spesso a cena fuori, lo accompagnavamo ovunque. Mi torna alla mente una volta che andammo dal massaggiatore Vinicio: stavamo aspettando il nostro turno, prima di noi c’erano delle signore, e allora per ingannare il tempo scrivemmo sul muro una cosa poco carina, diciamo così, nei confronti della Juventus. Vinicio vide la scritta e con tono serioso ci chiese chi fossero i responsabili… Noi ovviamente facemmo finta di nulla, finché non ci disse che da quel momento in poi non avrebbe più lavorato con gli uomini. Allora, per paura che Roby non fosse più ricevuto, andammo a riverniciare il muro… Io, lui e un altro amico. Questo per dire che era come noi, scherzava e si comportava esattamente come noi. E’ sempre stato diverso da tutti gli altri calciatori passati da qui…”.
“Finché non successe qualcosa che rovinò tutto: il passaggio alla Juventus: “Non voleva andare a Torino, piangeva, voleva restare a Firenze con noi – racconta uno dei tifosi –. Ci pregava di aiutarlo. Cercammo di parlare con il presidente, di convincerlo, ma fu tutto inutile». Il “Divin Codino” salutò i suoi amici e lasciò la maglia viola per trasferirsi alla Juventus. In quelle settimane il dolore fu così grande che dimagrì sette chili. «Ci telefonava in lacrime, dicendo che voleva tornare. Nel primo anno dopo la sua partenza andammo a trovarlo sette/otto volte. Ed ogni volta di fronte a noi c’era un Baggio diverso rispetto a quello che avevamo conosciuto, era spento… Lasciando Firenze aveva perso tanto, tantissimo. E noi con lui…”.

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6 commenti

  1. Onore al grande Antonio ma tecnicamente Baggio era di un’ altra categoria

  2. Mi hai regalato grandi emozioni. Auguri Campione.

  3. Tanti auguri Roberto, il ricordo di te a Firenze resterà indelebile. SFV

  4. Auguri campione .?

  5. S69…
    Concordo assolutamente con te!
    A volte penso cosa sarebbe successo se fosse rimasto…
    BAGGIO, BATISTUTA e RUI COSTA!
    Brividi…

  6. Sicuramente fosse rimasto a Firenze, sarebbe potuto diventare il nuovo Antognoni.

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