Bardini: “Ho scelto il Prato dopo aver parlato con il presidente. Dopo otto anni di gioie saluto la Fiorentina, ho solo un peccato”

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A margine della presentazione ufficiale dell’AC Prato, in esclusiva per CanteraViola.com ha parlato Lorenzo Bardini, portiere classe ’96 in prestito dalla Fiorentina alla formazione laniera di Lega Pro:

Prima esperienza in una prima squadra, perché hai scelto il Prato?

“Ho scelto questa piazza perché da subito il presidente Toccafondi mi è sembrato una persona schietta e cercavo proprio una squadra che mi permettesse di intraprendere un percorso in Lega Pro. Prato mi è sembrata la sistemazione più ovvia e la scelta più naturale che potessi fare”.

Quali differenze stai notando tra il lavoro nel settore giovanile e in un contesto professionistico come Prato?
“È naturale che in un settore giovanile si curi di più la crescita di un ragazzo, mentre qua è una realtà più improntata al risultato. Di conseguenza tutto il lavoro svolto in settimana è dedicato al match e alla ricerca della vittoria. Comunque, vorrei aprire una parentesi… “.

Prego.
“A Firenze ho passato otto anni meravigliosi, senza alcun dubbio, dove ho conosciuto persone meravigliose, che mi hanno fatto crescere in ogni minimo dettaglio non tralasciando niente. Saluto tutti i tifosi viola e tutta la società”.

Restando al tuo percorso nel vivaio gigliato, quali i momenti più belli e quali le delusioni maggiori?
“Sicuramente la vittoria più bella è quella dello scudetto nel 2011, con mister Guidi e i Giovanissimi Nazionali, gruppo che poi ho ritrovato in un percorso fino alla Primavera. Non sono stati compagni di squadra, ma amici e fratelli con cui ho trascorso anni bellissimi. La delusione più grande, purtroppo, è non aver vinto campionato o Viareggio nell’ultimo anno a Firenze”.

Il tuo obiettivo stagionale a livello personale?
“È il mio primo anno in Lega Pro, di conseguenza cerco più di reggere l’impatto con i professionisti e con gli “uomini”. Naturale che sarebbe opportuno giocare, è importante per qualsiasi giocatore. L’obiettivo principale, comunque, è fare qualcosa di bello con il Prato”.

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