Beha: “Rinnovate il contratto a Paulo Sousa. Basta spendere con criterio e senza braccini per tornare in alto”

Dopo la scoppola presa a Milano dall’Inter e da Damato inteso come arbitro, il 29 novembre scorso scrivevo qui e in giro sul web che la proprietà avrebbe fatto bene a rinnovare il contratto fin da subito a Sousa incontrandolo con Diego della Valle, e non con Cognigni. Insomma, anche per i pugili ci sono le categorie… Niente di fatto. Poi ne ho dette di tutti i colori su Sousa dopo Genova, il peggio possibile, augurandomi che si arrivasse a un addio subito, se il fossato era troppo ampio. Ora, all’indomani di una superba serata fiorentina, a partire dalla coreografia della Fiesole emozionante in tv figuriamoci sul campo e da Antognoni che significa memoria storica, vorrei riallacciare i fili del discorso. Questa proprietà ha bisogno del miglior Paulo Sousa, convinto, determinato, emozionato. Oggi e nel prossimo futuro. Basta rispettarlo.

Se l’anno scorso di questi tempi non l’avessero preso in giro con gli scarti e fosse arrivato un Mammana (perché altrimenti andare in Argentina a vuoto?), se i Della Valle, il terzo gruppo più ricco tra gli italiani nel calcio amassero davvero almeno un poco la Fiorentina, Firenze e la cittadinanza, una e trina, non ci sarebbe davvero bisogno che si svenassero, basterebbe voler spendere con criterio e senza braccini.

Dal momento che in tutti questi anni tra errori e cose buone, certo non è l’amministrazione della Fiore che ha affondato economicamente Dieguito, anzi. Promozione pubblica a parte, adesso anche solo con il progetto dello stadio approvato la Fiorentina vale molto di più di quando l’hanno presa gratis in C2,e da qualche parte saranno finiti i soldi di Nastasic, Jovetic, Ljiaic, Cuadrado, Savic, Alonso… anche se in parte reinvestiti e magari male o sfortunatamente, promettendoci i Milinkovic-Savic o i Salah (ma i soldi c’erano? Altrimenti, ennesima presa in giro). Adesso se c’è l’offerta per Kalinic del tenore di diverse decine di milioni e lui vuol andare è giusto venderlo. Ma a condizione di aver prima chiarito con Sousa, e reinvestito almeno buona parte dei soldi subito, per le occasioni che certo Corvino conosce perché fa quello di mestiere tutto l’anno.

Volete che per ogni ruolo in società non ci sia una rosa di papabili di prima, seconda, terza grandezza da contattare ad horas? Compreso un centravanti che costi meno della metà di quel che si incassa con Kalinic ma possa rimpiazzarlo degnamente? Certo, finché Cognigni su mandato di Diego non vuole cacciare un euro e anzi vorrebbe specularci sopra, non si può pensare a una Fiorentina sui livelli di ieri sera o a un Sousa concentrato come ha dimostrato di potere e saper fare nel girone d’andata dell’anno scorso. E Corvino da ottimo aziendalista dal suo punto di vista fa bene a dire che in giro c’è poco… e costa tanto. E’ vero ma anche no, e lui lo sa benissimo. Quindi festeggiamo la gran serata gettando nuove basi: Sousa, denari della proprietà, ambizione da parte dei signori del mocassino che nel resto dei loro business si ritengono da pole position non solo in Italia. E invece per la Fiorentina si accontentano delle briciole? E su, un po’ di passione e di investimenti. Altrimenti non finirà bene.

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31 commenti

  1. Leggo difese d’ufficio fatte da saponi che lo hanno infamato fino a ieri. Ora , invece tutto sommato perché no? Infondo avrebbe seguito i “loro” suggerimenti. Roba da chiodi e da vigliacchi. Abbiate il buon gusto,di tacere e vergognatevi in silenzio, per favore

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