Bernardeschi: “Mi voleva il Manchester ma non mi esaltava. Ci sono rimasto male dopo le parole di Sousa, ma…”

Bernardeschi in una fase di gioco. Foto: Luca Fanfani/Fiorentinanews.com
Bernardeschi in una fase di gioco. Foto: Luca Fanfani/Fiorentinanews.com

E’ un Federico Bernardeschi a 360 gradi quello che si racconta a La Gazzetta dello Sport: “Quando mi sono rotto il malleolo ho tirato fuori tutta la tigna che ho, la beffa è stato romperselo da solo. Un salto e track, proprio il rumore che si racconta. In quei giorni di allenamenti da solo sono cresciuto, diventato più forte. Non ho paura di rifarmi male. Mi voleva il Manchester ma sinceramente era una voce che non mi esaltava più di tanto. A Firenze stavo bene e sapevo che sarei diventato un calciatore. Comunque Corvino stoppò tutto dicendo: “Non se ne parla”. L’ultima parola però l’ho messa io. Sarebbe stato presto a 17 anni. Si va all’estero quando si è già calciatori, da ragazzini si deve pensare a lavorare. C’ero rimasto male dopo le parole di Sousa che ero confuso ecc, poi però mi ha spiegato cosa intendeva. 20 giorni di vacanza dopo l’Europeo erano stati pochini, davo il massimo in allenamento ma il fisico e la testa non rispondevano. Se Sousa mi fa fare anche un altro ruolo faccio due riflessioni, una: sono cose che mi serviranno in futuro, due: se me le fa fare vuol dire che le posso fare”.

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2 commenti

  1. Avanti così. Testa bassa e lavorare e ti toglierai soddisfazioni

  2. Le parole di sousa erano uno sprono a fare meglio. Sul discorso posizione in campo condivido pienamente.

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