Bernardeschi, si legge Sassuolo, ma si scrive Juventus

Bernardeschi Chievo

Bernardeschi Chievo

Il Sassuolo vorrebbe prendere Federico Bernardeschi. Il club emiliano di liquidità ne ha parecchia, in primo luogo perché il patron Squinzi è già una garanzia di per sé, e in secondo luogo perché di soldi ne sono piovuti molti in seguito ad un doppio accordo con la Juventus per Simone Zaza e Domenico Berardi. Già, la Juventus: coi neroverdi c’è un molto di più che un canale aperto e l’operazione Bernardeschi è di quelle che hanno il sapore della collaborazione vera e propria. In sostanza l’attaccante della Fiorentina, qualora decidesse di rompere definitivamente con i viola, non accettando di trattare il rinnovo contrattuale, potrebbe finire parcheggiato in Emilia proprio via Juve, per maturare ancora ed essere pronto per il palcoscenico bianconero. Per il momento non siamo ancora ai ferri corti con la dirigenza gigliata, ma neanche la firma è dietro l’angolo per cui…

Foto: Paolucci/Fiorentinanews.com

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34 commenti

  1. sergio cipriani

    alla faccia della squadra italiana ! se poi ci facciamo scappare i migliori giovani della primavera ! ma che dormiamo ?

  2. per me puo andare anche via, ma devono tirare fuori tanti soldi.almeno 14-15

  3. bisogna cambiare la legge o le societa’ serie che allevano tanti anonimi ragazzotti come lui ( ma chi e’ questo ? ho visto la finale fra Portogalle e Svezia li’ ci sono dei veri campioni, altro che lui e soci di pari grado ! ) saranno sempre beffate. Le societa’ hanno diritto a un risarcimento del danno in caso di comportamenti come bernardeschi. Comunque se il sassuolo paga bene, addio e se rifiuta altre soluzioni a pulire la panca per 2 anni. Societra’ hai capito ?

  4. –praticamente libero di scegliersi un’altra squadra senza che la societa’ che ti ha cresciuto e ti ha fatto diventare un calciatore non abbia nessun diritto su di te e non sia padrona di chiedere alle societa’ piu’ ricche la giusta valorizzazione che il giocatore ha raggiunto non solo per meriti suoi ma soprattutto di chi l’ha cresciuto, non possiamo prendercela con i giocatori, ma con una regola ingiusta e che non riconosce gli sforzi che le societa’ piccole fanno nei settori giovanili

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