Bertoni: “Orgoglioso di aver giocato in una Fiorentina davvero competitiva, ma quel furto grida ancora vendetta”

Foto: Fiorentinanews.com
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Daniel Bertoni, ex attaccante della Fiorentina degli anni Ottanta, a Viola Week fa amarcord: “Fatemi dire grazie a Firenze, da parte mia e della mia famiglia. Questo luogo mi ha dato tutto. La Fiorentina è stato il mio primo amore. Non si scorda mai…. Ero a Siviglia e il conte Flavio Pontello, uomo dal carisma eccezionale, parlava con mia moglie Mabel per convincerla a scegliere Firenze. E lei gli diceva: decide Daniel… Non feci fatica a dire sì anche perché il club andaluso non era quello di oggi, leader in Europa. La Fiorentina e il calcio italiano avevano su di me un fascino irresistibile. I Pontello avevano un progetto in testa, la città viveva di calcio. Il massimo per me. L’impatto fu fantastico e dico poco… I tifosi viola mi fecero sentire subito un re e poi ero il primo straniero dopo un paio di decenni di embargo. Il primo amico Giancarlo Antognoni. Un grande capitano, grande persona, calciatore pazzesco. Per carità, furono tutti gentili con me dal primo momento: mi volevano portare fuori per farmi ambientare. Giancarlo disse: sono il capitano, Daniel viene al mare con me. Andammo al Forte dei Marmi: sua moglie Rita ci fece sentire a casa e poi vennero a trovarci Restelli, Galli e e Galbiati. Nell’estate del 1982 il presidente della Roma mi chiese di andare a giocare nella Capitale. De Sisti e il ds Corsi mi pregarono di restare, anche perché avevano perso l’opportunità di ingaggiare Littbarski e Schachner… Risposi di sì perché amavo troppo Firenze, ma la Roma vinse il campionato. Poi nell’84 la Fiorentina prese Socrates e Mascetti, dirigente del Verona, mi voleva in gialloblù ad ogni costo. Io, invece, andai a Napoli perché sbarcavano Maradona e Bagni. Il Verona vinse lo scudetto… Dopo due anni litigai con Bianchi e Allodi e purtroppo Diego non fece nulla per trattenermi… Ci rimasi molto male. Cagliari, 16 maggio ’82? Graziani segnò e l’arbitro annullò perché mi accusò di aver fatto fallo su un terzino piccolo… A Catanzaro negato ai calabresi un rigore solare… Tutto il mondo vide l’ingiustizia colossale di cui fu vittima la Fiorentina. Pare che la Federazione temesse lo spareggio per l’imminente partenza per i mondiali spagnoli. Meglio secondi che ladri? Immensi fiorentini. Ma a loro dico che oggi a 61 anni ho cambiato idea. Meglio ladro che secondo. La gioia più grande aver giocato a Firenze in una squadra competitiva. Poi negli anni seguenti iniziò il ridimensionamento. Metto nel mazzo anche la doppietta alla Juve, stagione ’83/’84. Ricordo ancora il tuffo plastico di Antognoni per un gol formidabile di testa, non esattamente la sua specialità”.

 

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4 commenti

  1. Claudio,San Miniato

    Fate leggere queste parole ai Dv, a quello che parla di amore viscerale per la Fiorentina. Questi sono i veri rappresentanti della nostra passione , non questi spilorci che ci ammazzano le palle con le loro plusvalenze, i bilanci,i tesoretti. Andatevene e sappiate che la Fiorentina é dei tifosi.

  2. E io quella partita me la ricordo come se l’avessero giocata ieri, ero in maratona centrale e i gol li ho ancora negli occhi, la fiorentina era fortissima e così i gobbi che partita fu quella ragazzi fini 3a3.

  3. ricordo quel 16 maggio, avevo 13 anni, quanto ho pianto quel pomeriggio, e da allora che odio la juve e tutti i suoi tifosi di merda.

  4. francescobellino

    E’vero, e’stato un grande calciatore, ogni volta che l’ho visto giocare, mi stupiva.

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