Bistecca contro carciofo, alta moda contro Stecco Ducale, Cupola del Brunelleschi contro Discoteca Jaiss

Babacar Empoli

Molto sentito dai tifosi azzurri, un po’ meno da quelli viola, Empoli-Fiorentina resta comunque una sorta di piccolo, affascinante derby dell’Arno. Giocata per la prima volta in occasione della Coppa Italia 1985/1986, questa partita vede infatti confrontarsi due squadre distanti solo 22 chilometri in linea d’aria. In pratica, quasi una stracittadina a tutti gli effetti, se non fosse per le profonde differenze che caratterizzano le due realtà. Bistecca contro carciofo, alta moda contro Stecco Ducale, Cupola del Brunelleschi contro Discoteca Jaiss… insomma… il confronto fra le due città sembra davvero impari e potrebbe portare ad un malriposto senso di superiorità verso i vicini di casa empolesi. Malriposto perché – bene ricordarlo – proprio ad Empoli, dopo la battaglia di Montaperti, si tenne l’importante congresso in cui Farinata degli Uberti si oppose alla distruzione di Firenze. Un crocevia fondamentale per la storia del capoluogo, il cui destino diventò così indissolubilmente legato alla ridente cittadina della Collegiata di Sant’Andrea. Ma adesso, storia a parte, andiamo a rivivere alcuni degli episodi più interessanti che hanno contraddistinto questa sfida calcistica della provincia fiorentina, fra sfottò, giocate di classe e curiosi aneddoti…

EASY RIDER COL CIAO PIAGGIO

La vicinanza fra Empoli e Firenze ha dato modo ai tifosi viola di organizzare delle folkloristiche trasferte in motorino. La prima – nella stagione 1987/1988 – causò una vera e propria invasione della FI-PI-LI, trasformata in una specie di circuito da Gran Premio. Il rumorosissimo esperimento fu un successo e negli anni i supporters fiorentini hanno avuto ancora modo di sfrecciare a tutto gas verso il Castellani. Non mancano, inoltre, testimonianze di alcuni coraggiosi pronti ad affrontare il viaggio in sella alla bici. Qui però, più che nella fede calcistica, si entra nella sfera del masochismo.

“VOI LA FESTA DI’ GRILLO, NOI QUELLA DELLA CIHALA”

Gli striscioni delle tifoserie sono uno spettacolo nello spettacolo. Meritevole di menzione quello del Settebello che, per protestare del caro biglietti, minacciò qualche tempo fa di abbandonare il Cinque Stelle per passare al lato oscuro dei cornetti Algida. Sempre dei tifosi viola notevole lo striscione contro l’impianto Castellani (“Ma lo stadio che l’avete preso all’Ikea?”). Non mancano, naturalmente, le risposte firmate dai cugini di campagna. Bellissimo lo striscione “Voi la festa di’ grillo, noi quella della cihala”, per cui non servono esegesi. Esiziale quello contro il povero Mario Gomez, in pieno clima natalizio: “Dategli du’ palle a Gomez, almeno fate l’albero”.

MATCH INDIMENTICABILI

Per i tifosi fiorentini il più bel ricordo contro l’Empoli resta sicuramente il capolavoro di Edmundo della stagione 1998/1999. L’allora undici di Trapattoni, primo in classifica, gioca in notturna al Castellani, alla caccia del suo terzo scudetto. I padroni di casa tengono duro fino ad un quarto d’ora dal termine, poi Heinrich e Rui Costa sbloccano la partita. Ma è l’ultimo gol la vera ciliegina sulla torta: O’Animal parte sulla destra, manda a prendere un Moment a Bianconi e con un lob da fuoriclasse batte Sereni. Lacrime di commozione. Le stesse che versarono gli ultras empolesi in trasferta al Franchi nella stagione precedente, quando i ragazzi di Spalletti rimontarono l’iniziale vantaggio firmato da Batistuta grazie alle reti di Tonetto e Martusciello. Apoteosi azzurra.

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13 commenti

  1. Per tifoso: fossi gobbo goderei sempre… invece… Probabilmente tu stai brindando ancora per la vittoria con Empoli… Io da tifoso Viola da oltre 50 anni mi piacerebbe vedere la Fiorentina tornare a vincere dopo oltre 16 anni un trofeo… E tu?..Continui a accontentarti di vittorie platoniche come quella odierna come ci abitua di tanto in tanto la Viola griffata DV da sempre

  2. Consigliali gli specialisti, visto il soggetto ne devi conoscere parecchi.

  3. Questo perché non sai leggere.
    Ma almeno che sei gobbo l’hai capito, già qualcosa.

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