Borja Valero: “Il calcio è un grandissimo X-Factor, ho visto tanti ragazzi in lacrime. Sono stato fortunato”

Borja Valero in possesso del pallone. Foto: Luca Fanfani/Fiorentinanews.com

Borja Valero a La Gazzetta dello Sport racconta le difficoltà nell’emergere come calciatore: “Per me il calcio era un divertimento, ma ho smesso di viverlo in modo spensierato nel giorno in cui sono andato al Real Madrid, a 11 anni. Mi ritengo fortunato per avercela fatta, altrimenti sarei molto più amareggiato. Durante la mia formazione ho vissuto con oltre 300 ragazzi e l’85% di loro non ha sfondato. Tutta gente che ha sacrificato l’adolescenza per niente. Quelli scartati li vedevi partire con lo zaino, dall’oggi al domani, e mi dicevo che avrei potuto fare anch’io quella fine. Era stressante perché non dipendeva soltanto dal campo, ma anche dall’opinione dei formatori. Assomigliava a X-Factor, solo che non c’era il pubblico a salvarti. Ho visto tantissime lacrime”.

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2 commenti

  1. Pensa te tomovic in serie a ho almeno 15 amici piu forti di lui

  2. Io penso (citando nostri ex) che se in serie A sono arrivati (e rimasti!) quelli come Gobbi e Gamberini, può arrivare chiunque!!!

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