Bortoletto: “Quando ero al Tianjin non c’erano tutti questi soldi ma non hanno futuro. Kalinic? Un esame di coscienza a chi va in Cina…”

Kalinic protesta da terra. Foto: Luca Fanfani/Fiorentinanews.com

Vice di Cavasin ai tempi della C2, con un’esperienza anche al Tianjin in Cina, Gianni Bortoletto è tornato sui tempi di Firenze e su quelli cinesi: “Con Riganò avevamo un bomber vero e autentico. Ho ancora negli occhi la rete che fece col Sassuolo. La vittoria del campionato di Serie C2 la considero mia. Avevo la possibilità di andare a Fano in quel periodo, conoscevo bene le squadre che avremmo affrontato. Il Tianjin? Ai miei tempi non c’era questa forza economica. Eravamo in Serie B. Lo stadio era uguale all’Old Trafford. Dopodiché la società è stata ceduta a una proprietà ancora più forte. Il calcio in Cina non può aver sviluppo perché non hanno settori giovanili. Hanno tantissimi soldi, ma non hanno i campionati che abbiamo noi. Hanno prima squadra e squadra riserve, stop. Negli ultimi anni hanno aperto scuole calcio, ma proprio all’interno degli istituti. Loro primeggiano su sport individuali, mentre negli sport di squadra hanno difficoltà. Kalinic? Qualsiasi giocatore che va in Cina prima dei 33-34 anni deve farsi un bell’esame di coscienza almeno per il momento”.

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