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Bracci a FN: “Firenze diventa più ambiziosa grazie al palazzetto nuovo. Sousa? Gli invidio solo il pubblico che va a vedere la Fiorentina”

Paulo Sousa e Marco Bracci, due grandi ex giocatori e  ora due allenatori a Firenze. Ma mentre il primo è nel centro del mirino, assieme alla proprietà della Fiorentina, per i risultati deludenti ottenuti quest’anno, il secondo è assolutamente sugli scudi perché ha portato Il Bisonte Volley Firenze ad ottenere la prima, storica, qualificazione della società alle finali play off.

Lo ha fatto ieri sera grazie alla bella e netta vittoria delle bisontine (3-0) contro Busto Arsizio meritandosi l’onore delle cronache sportive.

“Ci siamo detti fin dall’inizio che dovevamo lottare per rimanere in Serie A cosa che abbiamo fatto e la posizione in classifica rispecchia la qualità della nostra squadra . racconta BracciFiorentinanews.com – La nostra società ha fatto dei programmi importanti, mi riferisco alla volontà di costruire il palazzetto nuovo. Questa è la priorità. Poi quando ci sarà il palazzetto i dirigenti dovranno decidere se puntare ancora più in alto o meno. Perché noi adesso, giocando al Mandela che è poco disponibile durante la settimana, è come se giocassimo sempre in trasferta”.

Questo progetto ambizioso prevede anche la presenza di Marco Bracci?

“Non lo so (ride ndr). Per quanto mi riguarda l’accordo è per questo anno e voglio finire bene questo anno poi si vedrà. Il patron Wanny Di Filippo è una persona eccezionale, si fa volere bene dalle persone che lo circondano ed è veramente un piacere lavorare con lui”.

Come è diventato allenatore?

“Ho iniziato a lavorare sul campo con Barbolini (all’epoca CT della nazionale femminile ndr) facendo da vice e per sei anni sono stato con lui. Ho capito di aver fatto la scelta giusta. Sto cercando, per quello che posso, di trasmettere la mia conoscenza alle ragazze che alleno. E’ bellissimo e stimolante perseguire determinati obiettivi e questo il sale che ci fa stare ancora in palestra”.

Domanda un po’ scontata, ma d’obbligo: ha un modello come allenatore?

“Bisogna prendere un po’ da tutti, anche se non è detto che tutti dicano cose giuste. L’importante è saper filtrare e prendere solo quello che c’è di positivo. L’allenatore con il quale ho avuto un feeling particolare però è stato Bebeto, brasiliano che ho avuto prima a Parma e poi in Nazionale per un paio di anni. Velasco? E’ un bravissimo allenatore”.

Cosa invidia a Paulo Sousa e ai suoi colleghi calcistici? (Sempre se c’è qualcosa che invidia)

“Credo che si debba essere ambiziosi, quindi non è sbagliato pensare di star meglio e vincere ancora di più, ma con tutta franchezza a noi qua non manca niente. Per cui io non invidio niente a Paulo Sousa, se non il pubblico numeroso che va a vedere il calcio rispetto a quello che viene a vedere la pallavolo. Un allenatore viene sempre giudicato per ciò che dice, anche all’interno della propria squadra, e siccome anch’io sono stato atleta, posso dirti che dopo un paio di interventi non qualificanti, gli fanno la croce addosso. Devi essere attento, capace, ma se sei dentro una squadra importante come può essere la Fiorentina nel calcio, o Il Bisonte nella pallavolo chi ha scelto l’allenatore avrà prima valutato il valore del tecnico”.

Ritiene Firenze una città troppo calciocentrica?

“Sicuramente, ma è anche logico perché la Fiorentina è un’ottima e bellissima realtà da decenni nel calcio italiano quindi ci mancherebbe che non fosse così. Ci piacerebbe vedere un po’ più di persone al palazzetto. Immagino che aspettino una squadra ancor più competitiva, ma fare il passo più lungo della gamba è un errore e in questo sposo l’idea della società”.

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2 commenti

  1. Michele da Milano

    Il palazzetto nuovo? Allora a Firenze c’è davvero qualche società che invece di dire e basta fa anche le cose

  2. Grande Bisonte. State crescedo molto bene continuate cosi e mi raccomando la prossima volta battete scandicci

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