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Brovarone a FN: “Milinkovic-Savic alla Fiorentina, era fatta. Vi racconto un incredibile rimpianto. E quei messaggi di Tare a Pradè…”

Sergej Milinkovic-Savic nella sede della Fiorentina

Domenica allo Stadio Olimpico di Roma la Fiorentina affronterà la Lazio e si troverà di fronte Sergej Milinkovic-Savic, fortissimo centrocampista serbo classe ’95, vicinissimo a vestire la maglia viola. Il ragazzo è stato ad un passo dalla Fiorentina, salvo poi firmare poi per la Lazio dopo essere stato addirittura dentro la sede di Viale Fanti. L’operazione era condotta dall’intermediario di mercato Bernardo Brovarone, contattato da Fiorentinanews.com per raccontare varie sfaccettature ed aneddoti della vicenda:

Milinkovic-Savic, un grande rimpianto. Con il serbo per lei è stato davvero amore a prima vista?

“Milinkovic-Savic è un giocatore che mi ha fatto innamorare tremendamente subito. La Fiorentina non lo conosceva, e nella manovra per portarlo in viola è stato determinante Paulo Sousa insieme a Daniele Pradè. Abbiamo provato a strapparlo alla Lazio che già lo aveva invitato a Roma e con cui aveva un accordo preventivo. Ci siamo ben riusciti, ma poi sono accadute intorno al giocatore una serie di situazioni quasi ingestibili, perché c’erano in mezzo i genitori, uno da un lato e uno dall’altro, personaggi più o meno discutibili, ed attorno al giocatore, la Lazio, quando abbiamo provato a strapparglielo ha messo in moto una reazione molto strana, ma il calcio è questo…”.

Cos’è andato storto e com’è cambiato l’atteggiamento del calciatore?

“Avevamo condotto un percorso professionale molto lineare e studiato nei dettagli. Tuttavia, quando Sergej era in macchina con me, andando verso lo stadio lo vedevo con uno sguardo preoccupato, un po’ vago. I giorni precedenti di trattativa erano stati molto complessi, di totale instabilità, con situazioni davvero da ‘Far West’. Avevamo tenuto botta, e col padre Nikola si era creato un rapporto meraviglioso. Eravamo arrivati al traguardo, c’erano tutte le componenti definite, benché la strada fosse stata tortuosa. La Fiorentina lo avrebbe pagato 6 milioni con il 40% della rivendita futura a favore del Genk, che aveva rifiutato i 10 cash della Lazio. C’erano anche altre squadre, ma l’atteggiamento di mister Sousa fu determinante esercitando una grande pressione su Milinkovic. Ne parlai già a Gennaio alla Fiorentina ma nessuno prese la proposta in considerazione; poi la Serbia vinse il Mondiale Under 20 con lui da protagonista. Era tutto fatto, invece il giocatore, purtroppo, nel momento della firma del contratto ha avuto una sua reazione ed è stato impossibile farlo tornare sui suoi passi. Sousa gli aveva già garantito una maglia da titolare, il centrocampo sarebbe stato composto da Mario Suarez e Milinkovic-Savic. Sergej mi aveva detto che avrebbe voluto giocare 2/3 anni in Italia e poi andare al Real Madrid, il suo sogno. Si è perso un campione assoluto, e certamente la sua esplosione non me la immaginavo neanche io così repentina. Dopo una strada così complessa e piena di problematiche, non essere stato premiato è stato frustrante. Mi sentivo anche solo, perché ero l’unico a credere fermamente nel giocatore insieme a Sousa”.

Ci racconta qualche episodio divertente e particolare relativo a quei momenti?

“C’è un’amicizia profonda tra Daniele Pradè ed Igli Tare, ds della Lazio, e mi divertiva il fatto che si mandassero i messaggini prendendosi in giro. Tare gli scriveva: ‘Daniele rassegnati Milinkovic-Savic è già mio’. E Pradè mi diceva ‘Bernardo mica mi starai facendo perdere tempo?!?!’ Io lo convinsi a lasciar perdere Tare e seguirmi nella trattativa, convinto e sicuro che Tare non avesse già preso proprio niente, ed era così infatti. Siamo perciò andati avanti fino alla fine. Purtroppo, arrivati a Firenze all’aeroporto io fui notato e un video con me e Milinkovic-Savic, nonostante le mie richieste di discrezione, arrivò rapidamente in televisione. Il blitz doveva essere invisibile e ciò mi creò un grande panico. La giornata era strana, caldissima e snervante e il sapere di essere osservati non ha aiutato”.

La società viola come ha vissuto questa operazione e il fatto che sia sfumata?

“In quel momento la situazione alla Fiorentina era molto particolare. C’era Rogg che non aveva mai fatto in vita sua l’operazione relativa ad un calciatore, Pradè che veniva tenuto troppo spesso ai margini. Una società normale avrebbe dovuto incaricare me e Daniele di prendere l’aeroplano e andare in Belgio a Bruxelles e concludere tutto col ragazzo e col Genk. Invece è stato mandato Rogg, dirigente in gamba e ottima persona, che definì quanto serviva ma non trovò il tempo per far firmare il giocatore subito, un passo determinante, in virtù delle problematiche affrontate durante la trattativa. Nel momento in cui si arriva a chiudere, bisogna far firmare il calciatore. Invece è stato tutto molto approssimativo; in quel periodo si entrava in sede e si aveva un tremendo effetto, c’era solo Pradè, una situazione particolare. Se c’è stato una situazione in cui la società è mancata è stato nella gestione della vicenda dal momento in cui il ragazzo è arrivato in aeroporto. Abbiamo dovuto fare tutto da soli ed è stato un qualcosa che al giocatore non è piaciuto per nulla. E alla fine abbiamo perso un grandissimo calciatore, non averlo potuto vedere in maglia viola mi ha dato un enorme rammarico…”.

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28 commenti

  1. Etpetalasna__69esse_alx68_bernietpe

    Balle…è storia recente. E nonostante si recente l hai già dimenticata. Balle. Balle. Balle. Le tue sono scempiaggini, bubbole, fantasie.

  2. …la vicenda milinkovic per come e’ finita sembra la pietra tombale sui sogni di un tifoso……..

  3. Alessandro, Toscana

    Falso Epte, Prade solo il primo anno ebbe mano libera e poi l’estate dopo fino a Gomez, dopo l’infortunio ( sfiga) del tedesco, Gnigni prese il sopravvento cacciò Maciachini a Marzo successivo e commissario’ Prade, che faceva trattative ma alla fine era Gnigni a farle saltare o fare casini con conseguenti figure di M…
    Con corvino non succede semplicemente perché porta bidoni invendibili, che accettano tutto al ribasso!
    Quindi tu menti!

  4. …inutile farsi male con i rimpianti…….

  5. Michele da Milano

    Altra vergogna assoluta. Comunque ha scritto bene qualcuno fosse arrivati alla Fiorentina sarebbe andato via la stagione dopo

  6. Brovarone sei di Firenze ormai dovresti conoscerli ,inoltre sei anche dell’ambiente calcio, con questi non si fa un pasto buono ,mettono ai margini uno come Pradè che abbiamo visto cosa ha fatto prima in Fiorentina e ora alla Sampdoria prima alla Roma ,e riprendono un fallimento conclamato come Corvino che come sempre ci porterà insieme a Cognigni intorno al decimomposto come di consueto hanno fatto insieme ,non interessa il fattore tecnico non è mai interessato

  7. Se sia la verità non lo so, ma siccome non è stato l’unico caso eclatante (salah, mammana, lisandro lopez ecc.ecc.) sarei propenso a credere a Brovarone. In qualsiasi caso, adesso non giocherebbe nella Fiorentina perchè l’avrebbero già venduto con lauto guadagno…

  8. Non succedono no con corvno , lui cerca solo bidoni che non viole nessuno e li paga anche uno stonfo.

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