Bruno Beatrice c’è: Lo spirito dell’Indiano fra i 35 mila. FOTO

BRUNO BEATRICE, detto l’«Indiano», centrocampista d’interdizione dal fisico prestante, ha giocato in Serie A con Ternana, Fiorentina e Cesena.
Con la maglia viola vinse la Coppa Italia nel 1975 e la Coppa di Lega Italo-Inglese nell’annata successiva (tra l’altro, ultimo trofeo internazionale vinto dalla squadra gigliata).
Nel 1985 Bruno Beatrice si ammalò di leucemia e morì due anni dopo. Nel 2005 la procura di Firenze, su richiesta della vedova Gabriella Bernardini, ha aperto un’indagine sulla morte del calciatore. Nella perizia penale, riguardo al trattamento cui venne sottoposto il giocatore, i consulenti del pm ebbero modo di scrivere: “Assolutamente scorretto, per numero di sedute e per supposta dose somministrata”.
Secondo i carabinieri del Nas si trattò di «un approccio terapeutico omicida, spinto da logiche di sfruttamento dell’atleta, considerato più alla stregua di animale da reddito che di essere umano».
Oggi, come ieri, la famiglia Beatrice chiede Giustizia (con l’iniziale volutamente maiuscola) presso il Tribunale civile di Firenze, dove sono chiamati in causa gli eredi dei medici che “curarono” la pubalgia del centrocampista viola con eccessive, quanto letali, scariche di raggi Roentgen, unitamente alla Regione Toscana ed alle Usl dell’epoca.
Negli ultimi anni il ricordo di Bruno Beatrice sta toccando un numero di persone (tifosi e non) sempre più crescente e la presenza del suo nome sul palco dell’ultima edizione di CORRI LA VITA ha contribuito ad alimentare questo interesse verso l’impegno profuso dalla famiglia, che sta cercando di fare luce sulla tragica vicenda che ha coinvolto una persona che ha dato tutto per la maglia della Fiorentina.
La famiglia di Bruno Beatrice ha voluto omaggiare la città di Firenze e sostenere la manifestazione anche schierando ai nastri di partenza la maglia originale del centrocampista viola, indossata proprio da Beatrice nelle ultime gare ufficiali disputate con la Fiorentina nel corso della stagione 1975-76.
L’onore di “accompagnare” fra le strade del centro storico fiorentino questa storica maglia, contraddistinta dalla coccarda della Coppa Italia sovrastata dal giglio della città, lo ha avuto il ricercatore e storico del calcio gigliatoRoberto Vinciguerra, partito in prima fila nel corsa di 12 km.
Accanto alla storica maglia, tirata fuori dai cassetti per l’occasione esattamente 40 anni dopo, si sono succeduti il Sindaco di Firenze Dario Nardella, il tecnico viola Paulo Sousa, la presidente Bona Frescobaldi e l’assessore allo sport Andrea Vannucci.
Dal palco, sistemato sotto la Loggia dei Lanzi nella zona dell’arrivo, ha presentato l’evento Eva Edili, nota speaker di RDF/Lady Radio, che ha intervistato, in successione, diverse personalità come medici, sportivi, personaggi dello spettacolo ed anche Claudia Beatrice, la figlia di Bruno, che ha ricordato la battaglia della sua famiglia iniziata nel 1997.
In piazza della Signoria, era ben leggibile, negli striscioni posizionati nella zona dell’arrivo, la scritta “PERcorri la Giustizia”, ossia il messaggio che la famiglia dell’ex centrocampista viola ha voluto trasmettere a tutti i partecipanti nella giornata di domenica. “La legge ed il cuore – hanno commentato i famigliari di Bruno Beatrice -vanno di pari passo in questa nostra battaglia e vedere correre la maglia di Bruno in mezzo a quella di altri 35.000 partecipanti, nel cuore della città per la cui squadra ha dato tutto, è stata per noi la dimostrazione più grande”.

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3 commenti

  1. Io lo conoscevo molto bene xchè eravamo insieme nello stesso istituto a Cesano Boscone mi
    Alla sacra famiglia. Ero più piccolo di lui di 5 anni. E quando facevo gli allenamenti con la mia squadra, lui si allenava a parte nello stesso campo d’ erba dentro il collegio. E lo faceva con molto spirito e impegno . Da li ho visto che come calciatore era molto promettente.

  2. Giustizia

  3. Bruno Beatrice un glorioso mediano in campo…Un grande uomo in cielo che vergognosamente da 20 anni non ottiene giustizia terrena…Ma in Italia si sa come funziona… Per loro era solo anonimo Bruno Beatrice… I tifosi viola uniti con la famiglia Beatrice

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