Bugie e televendite: Insoddisfatti e non rimborsati

Prade Sky

Sul caso Benalouane, il giornalista e nostro editorialista, Francesco Matteini, scrive sul proprio blog: “La Fiorentina come gli sprovveduti che nelle aree di servizio della Campania acquistano una cassa di truciolato credendo di avere fra le mani uno stereo o scambiano il peso di un mattone per quello di un computer. Pensano di fare l’affare e invece… I dirigenti viola, pur avendo la consapevolezza che tutti sapevano che la società era con l’acqua alla gola per la difesa, e quindi vulnerabile, si sono fidati della parola del Leicester. Com’è Benalouane? Very good! E come sta? Very well. Le visite mediche? Non c’è stato tempo, tutto consumato dietro a Mammana e soci per arrivare al nulla. La giustificazione  accampata da Pradè, se fosse vera, sarebbe un’aggravante, non un’attenuante…”.

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15 commenti

  1. A me fa ridere leggere i commenti di personaggi come alcuni di quelli qua sotto, che chiedono AI DELLA VALLE i licenziamenti di questo o quel dirigente, quasi sempre il povero Pradè. Cioè, fatemi capire: voi DAVVERO credete che, ad esempio, i soldi per il difensore ci fossero e non siano stati spesi per sola incapacità degli uomini mercato?
    Non raccontiamoci barzellette, per favore. La REALTA’ dice che da giugno ad oggi il monte ingaggi è stato quasi dimezzato, e che le due sessioni di mercato di questa stagione sono state CHIUSE IN ATTIVO (= minore competitività tecnica) anche quando, a gennaio, si era nonostante tutto manifestata la possibilità di andare in Champions. Champions pubblicamente definita “rischiosa” non da Pradè, ma da alcuni alti dirigenti molto vicini ALLA PROPRIETA’, perché la partecipazione ad essa comporterebbe la necessità di aumentare le spese.

    Dopodiché è evidente che alcuni dirigenti debbano essere allontanati (vedi “Mr. Mammana”, Angeloni) o quantomeno ridimensionati nelle proprie funzioni, a cominciare da quel Rogg che come ex responsabile della Puma per l’Italia era stato originariamente preso per occuparsi di marketing e gestione aziendale e che, invece, è finito a dare giudizi tecnici sui giocatori da acquistare, poiché tra i suoi compiti è subentrato anche quello, prima di Gnignigni, di controllo del lavoro dei direttori sportivi, onde evitare che il monte ingaggi risalisse sopra i settanta milioni. Ma tra di questi non c’è di certo Pradè, uno che A ROMA E’ ANDATO A NOVANTA MINUTI DAL VINCERE UNO SCUDETTO CON LA SOCIETA’ SOMMERSA DAI DEBITI e ormai quasi in amministrazione controllata, e che A FIRENZE HA PRESO UNA SQUADRA REDUCE DA DUE ANNI ORRENDI, CON TANTO DI RETROCESSIONE EVITATA ALLA PENULTIMA GIORNATA, PORTANDOLA IMMEDIATAMENTE A TRE QUARTI POSTI DI FILA NONCHE’ A UNA COPPA ITALIA E UNA EUROPA LEAGUE SFIORATE non certo per minore qualità nei confronti di Napoli e Siviglia, ma per una certa mancanza di mentalità vincente che nessuno dei due allenatori, né Montella né Sousa, è riuscito ad inculcare nel cervello di giocatori mentalmente debolissimi e quasi tutti mai abituati a vincere.

    Pradè qualcosa può anche avere sbagliato (ad esempio, dichiarazioni come quella di domenica pomeriggio o quella sul difensore “già preso” a settembre sono degli autogol clamorosi), ma si sa che ormai il suo operato è stato limitato AL MERCATO ITALIANO.

    Quindi, riassumendo per i tanti che sembrano essersi persi molte delle puntate precedenti: né la telenovela Montella, né la vicenda Salah, né la vicenda Joaquin, né il pantomimico mercato gennaio con tutte le sue sottovicende (da Lisandro a Mammana, da Tino Costa al capolavoro assoluto Benalouane) sono direttamente ascrivibili a Pradè. La colpa è di chi a Pradè ha clamorosamente svuotato il portafogli, limitandone al tempo stesso le competenze.
    La colpa, per essere ancora più espliciti, è di quella testa che nel pesce, come noto, è sempre la prima parte a puzzare. Sono quelle le teste che dovrebbero rotolare altrettanto per prime, non fosse per il semplice fatto che sfiduciare loro significherebbe sfiduciare i Due Delle Marche, e questo non è per il momento possibile…

  2. Ma nel corso delle frequenti assemblee, cosa stanno a dirsi? Si parla di faìr play? Tutti conosciamo le direttive societarie e chi tiene e gestisce i lacci della borsa. Si parla di mercato? Tutti sappiamo a chi tocca l’ultima incontestabile parola. Si parla di squadra e delle sue esigenze? Al massimo, si prende atto di ciò e si då mandato ai vari “generali” di trovare valide opportunitå e non söle, ma sempre nel rispetto del Fair play, osservando, per inciso, che la squadra potrebbe andar bene anche cosī, se ci fosse maggiore impegno, entusiasmo e convinzione nei propri mezzi da parte di tutti. A tal punto si esortano tutti i vari responsabili. Sciolta l’Assemblea si ritorna come prima, anzi peggio perchė si assottiglia sempre piū la speranza di poter vedere un cambiamento, anche minimo,in positivo.La mia ė solo fantasia? Spero tanto di si.

  3. ALE-ANDREA NON LI LICENZIERA’ MAI XCHE ANDREA DELLA VALLE E’D ACCORDO CON LORO. AVEVANO PARLATO CHE NELL ULTIMA ASSEMBLEA DOVEVANO FARE IL REPULISTI ,MA COSA E’ AVVENUTO? NIENTE. SONO ANCORA TUTTI AL LORO POSTO. ARRIDATECE CORVINO E MACIA…ALMENO QUESTI CAPIVANO DI CALCIO

  4. Ora c’è il tiro al piccione su Pradè, uomo società ovunque vada, a Roma come a Firenze. Nn è un aquila, ma nemmeno un bischero, se avesse avuto i soldi, andava a cercare Benalouane in prestito ?

  5. M chi crede più a questi Dirigenti, in primis il Presidente Asino Cognigni e questa proprietà? Guardate che se fate un referendum sarebbe un maggioranza schiacciante,, NESSUNO VI CREDE PIU….è COME QUANDO RENZI DICE NOI ITALIANI SIAMO DALLA PARTE DEI PROFUGHI, MA LO DICE LUI…Perché NON Fa UN REFERENDUM? AHAHHAHAH

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