Calleri, il Deportivo Maldonado e le TPO: Ecco tutto quello che c’è da sapere

Nelle ultime settimane il nome di Jonathan Calleri è stato accostato con forza alla Fiorentina. Dopo aver sfiorato l’approdo in Serie A nell’ultima finestra di mercato, adesso per l’attaccante argentino potrebbe essere veramente la volta giusta. Il cartellino dell’ex Boca Juniors è passato a gennaio 2016 dal club argentino agli sconosciuti del Deportivo Maldonado. Stiamo parlando di una società che milita nella seconda divisione uruguaiana, balzata agli onori della cronaca nelle ultime trattative di mercato: prima di Calleri sono passati dal Deportivo nomi del calibro di Alex Sandro,  Allan, Piris ed Estigarribia. Quello che contraddistingue tutti questi giocatori è chr non hanno mai giocato neanche un minuto con la maglia degli uruguaiani, ma quest’ultimi hanno comunque incassato soldi per le loro cessioni. La svolta è arrivata nel 2010, quando Malcolm Caine, grazie ai soldi del fondo di investimento Stellar Football Ltd (collegato anche al trasferimento di Gareth Bale dal Tottenham al Real Madrid e proprietario del cartellino dell’obiettivo gigliato Praet), ha acquistato la società. Quando si parla del Deportivo Maldonado, le parole più usate sono TPO (Third Party Ownership) e TPI (Third Party Investment): in Sudamerica le trattative hanno funzionato così per molto tempo ed è molto difficile cambiare le regole, nonostante i divieti della FIFA. Il mercato si è così evoluto e i fondi d’investimento si appoggiano a società ponte, come dimostra il caso del Deportivo Maldonado: una piccola squadra di una città di 60mila abitanti, che vivacchia in seconda divisione, ma che viene usata anche per aggirare le questioni fiscali. Il meccanismo che porta Stellar ad usufruire di un club per farci passare i propri giocatori conferma quanto è stato pronosticato più di un anno fa: per aggirare la FIFA, i fondi di investimento mettono le mani su piccoli club, come il Maldonado, da cui far transitare i giocatori su cui investono, smettendo così di essere terze parti. E’ la logia dei “bridge club“, autorizzata da una sentenza del TAS che riguardava un’altra società uruguaiana, l’Atletica Sud America.

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2 commenti

  1. Ma in un trasferimento ci deve essere il benestare del giocatore o no ? Questo avrà un significato o no ?
    Le TPO possono pressochè costringere un calciatore a trasferirsi. Questo ad esempio è avvenuto con Neymar al Barcellona, il brasiliano voleva raggiungere i blaugrana solo dopo il mondiale casalingo. La TPO possedeva il 45% del cartellino e in pratica lo obbligò a partire l’anno prima. Saluti, Redazione.

  2. Che banditi

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