Cannella: “Quella volta che Novellino voleva cacciare Baba, poi ce lo chiese perfino Lippi. Vi racconto come nacque il soprannome Billy”

Babacar Carpi

A Modena come ds dei canarini nelle scorse stagioni e protagonista dello sbarco in Emilia di Khouma Babacar, l’intermediario Giuseppe Cannella a Radio Bruno è tornato sul senegalese, ricordando i momenti della sua esplosione: “Fu una scommessa un po’ particolare perché tutti ritenevano Babacar un giocatore che non riuscisse ad applicarsi sotto l’aspetto orale, rispetto alle sue qualità di atleta. Il ragazzo mi seguì alla perfezione, al primo impatto con Modena a cena gli dissi che lo avrei chiamato Billy come soprannome perché Baba o Khouma gli avevano portato male. Lui accettò e facemmo questo patto. Lavorammo molto con Novellino sulla testa del giocatore per fargli capire che era l’imprenditore di sé stesso e doveva darsi una regolata e capire che era nel mondo del professionismo. Indolenza? E’ un’impressione, a Modena lo facevamo lavorare in modo particolare e questa cura gli dette una sicurezza tale che lo fece esplodere. Lui sembra un dinoccolato o un lento ma negli allenamenti è sempre tra i primi, è un grande atleta. Rinnovo in viola? Ha fatto bene anche perché lui è innamorato della Fiorentina. Bastianelli e Raiola avevano altre proposte ma lui ha sempre anteposto la Fiorentina a tutto perché la riconosce come società madre della sua carriera. Dopo i primi tempi a Modena Lippi venne personalmente per portarlo in Cina; la Roma lo ha seguito per tanto tempo, la Fiorentina ha fatto un grande affare a rinnovargli il contratto. Il suo valore, se riesce ad avere presenze in Nazionale e ottenesse il permesso di lavoro per l’Inghilterra può superare i venti milioni. Rapporto con Kalinic? Baba è un ragazzo splendido, non pensa alla rivalità ma a mettere in difficoltà l’allenatore. Aneddoto su Baba? All’inizio mi fece perdere la pazienza, lo avevamo messo in un albergo dove alloggiava anche Novellino. Quando lui si ritirava in stanza, Babacar usciva verso mezzanotte e Novellino mi chiamò per dirmi di cacciarlo. Allora tornai da Milano e feci da paciere, il ragazzo si giustificò dicendo che era andato a fare la ricarica del cellulare. Da lì però i due diventarono inseparabili”.

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