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“Caro Della Valle, costruiamo il nuovo stadio con i mattoni prodotti a Firenze”. La lettera di una dipendente della SEVES

Stadio1La Seves è una delle fabbriche fiorentine più importanti. Ma al tempo stesso sta vivendo un momento di difficoltà molto grosso. Potrebbe essere rilanciata da alcuni investitori che però non hanno intenzione di puntare su un prodotto d’elite che esce da questa fabbrica, ovvero i mattoni in vetro. Da questo punto e dal fatto che a Firenze potrebbe essere costruito un nuovo stadio per la Fiorentina che parte la lettera scritta da una delle dipendenti e pubblicata da IlFattoQuotidiano.it, che mettiamo di seguito.

Gentile dottor Della Valle,

in questi giorni leggo del suo scambio di battute con John Elkann, sul quale vorrei esprimerle la mia totale solidarietà e dirle che condivido in pieno le sue posizioni.
Ammiro la sua schiettezza nel rintuzzare l’arroganza di un privilegiato, che sentenzia in merito a situazioni che, evidentemente, non conosce e non ha mai vissuto.

Condivido la sua posizione, così come condivido la situazione di quei giovani che Elkann così superficialmente definisce, perché il mio lavoro, come quello di tante altre persone, giovani e meno giovani, fra poco tempo non ci sarà più.

Lavoro in una azienda privata, si chiama SEVES, una minimultinazionale che, per ora, ha sede a Firenze. Produciamo principalmente vetro industriale: isolatori in vetro per le linee ad alta tensione e mattoni in vetro per l’edilizia. Se includiamo anche la divisione degli isolatori in porcellana, nel mondo, siamo circa 2700 dipendenti oggi. Nel 2009 eravamo più o meno 4100.

Nello stabilimento di Firenze, da 200 siamo diventati 90.
Questa situazione si è verificata ufficialmente per la crisi, ma noi che ci lavoriamo sappiamo che purtroppo è la cattiva amministrazione dell’azienda che ci ha portati nell’attuale, bruttissima condizione.
Per molti anni si sono effettuati investimenti infruttuosi e spese ingiustificate, così come sono stati elargiti premi immotivati e accordati stipendi altissimi che hanno comportato altrettanto onerose buonuscite, proprio agli amministratori che avevano così mal gestito l’azienda.
Questo ha portato il gruppo SEVES sull’orlo del fallimento. Ora nuovi fondi d’investimento subentreranno, ma questi però manifestano interesse solo per gli isolatori. Il mattone in vetro prodotto dallo stabilimento (storico) di Firenze a loro non interessa.
Così, dopo che sono stati investiti ben due milioni di euro sul forno fiorentino, questo sta per chiudere.

I nuovi investitori liquideranno lautamente la vecchia, così poco competente e lungimirante amministrazione, ma per 90 famiglie che vivono di ciò che produce lo stabilimento fiorentino, dopo oltre un anno di cassa integrazione, ci sarà solo la mobilità.

Potrebbe legittimamente pensare che si tratti del solito problema di un costo di produzione troppo alto rispetto a quello di altri paesi.
Il gruppo SEVES produce il mattone di vetro anche nella Repubblica Ceca, in effetti, ma si tratta di un prodotto differente, con utilizzi differenti, che si ottiene da forno e cicli produttivi anch’essi differenti: è la linea Basic. Il mattone di vetro prodotto a Firenze, quello di alta gamma (linee Design, Technology ed Energy Saving), non verrà più prodotto, non esisterà più. E così la SEVES regalerà questo mercato direttamente alla concorrenza.

Mi sono permessa di scriverle e di raccontarle questa storia perché sono convinta che, contrariamente a chi dovrebbe farlo e invece non lo fa, lei potrebbe aiutarci. Quello che le chiedo è una collaborazione: se per la costruzione dello stadio della Fiorentina lei prendesse in considerazione le aziende di Firenze dimostrerebbe a chi definisce bamboccioni i giovani senza lavoro (e contemporaneamente trasferisce la produzione all’estero, togliendo agli stessi “bamboccioni” un’opportunità d’impiego), che esiste invece il modo per dar loro lavoro e dignità, e nel contempo aiuterebbe anche l’economia di Firenze.

Dimostrerebbe che esiste un modo etico e non arrogante di essere industriali.
Usi le aziende del territorio fiorentino. La SEVES per i mattoni in vetro, la Targetti per l’illuminazione… e tutto quello che può per risollevare le sorti di quelle aziende che ormai fanno il palinsesto del TG Regionale. Lei può aiutarci, lei può dimostrare che noi possiamo farcela.
Mi permetto di chiederle questo perché credo che potrebbe essere un’ottima opportunità.

Perché i nostri sono mattoni davvero belli, unici.
Parli con l’Architetto Renzo Piano e si faccia raccontare del progetto per la Maison Hermes a Tokyo.
Se poi nei suoi gusti rientrasse qualcosa di più colorato, venga a vedere come sono i mattoni Mendini. E se anche questo non dovesse soddisfarla pienamente, sappia che potremmo progettare qualcosa fatto apposta per lei. Qualcosa di unico per lei, ma anche per noi.

Per far conoscere alla città la nostra situazione abbiamo intrapreso un’iniziativa dal nomeVIVISEVES. Invitiamo i fiorentini in azienda, organizziamo per loro spettacoli, gare di cucina, eventi. Se anche lei volesse fare un salto a trovarci saremmo felicissimi.
Potrebbe verificare personalmente la qualità e l’unicità della nostra produzione e anche la sola sua presenza sarebbe un evento che ci aiuterebbe a diffondere la nostra iniziativa.

Noi non dobbiamo né vogliamo dimostrare nulla al signor Elkann, perché non prendiamo nemmeno in considerazione le sue dichiarazioni spocchiose e avulse dalla realtà.
Ma siamo sicuri di essere all’altezza di una fornitura di qualità, se ce ne darà l’opportunità.
Perché noi, quando il lavoro c’è, lavoriamo bene.

Grazie

Anna Dugnani Lavoratrice SEVES

© RIPRODUZIONE RISERVATA

31 commenti

  1. Questa lettera dovrebbe diventare un manifesto, a prescindere dall’utilizzo dei mattoni che si utilizzeranno nella costruzione dello stadio. Complimenti Anna, spero fortemente che lo stabilimento fiorentino della Seves riprenda a produrre con le commesse che si merita. Spero che la politica si occupi della produzione industriale del paese e affronti tutti questi problemi prima che si arrivi al definitivo impoverimento del nostro sistema.

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