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C’era un tempo in cui sponsor e calcio erano distanti anni luce. Ora invece…

Per l’enciclopedia online più famosa al mondo “le sponsorizzazioni nel calcio italiano sono una pratica commerciale – relativa sia a squadre di club e nazionali, oltreché campionati, coppe e singoli giocatori – permessa e disciplinata dalla fine degli anni 1970”.

Perché c’era un tempo in cui sponsor e calcio erano distanti anni luce.

Prima dell’avvento della televisione a colori, difatti, le divise da gioco erano griffate dal solo stemma sociale. Niente loghi o scritte. Erano i tempi in cui i numeri di chi scendeva in campo andavano dall’1, per il portiere, all’11, per l’attaccante.

A poco a poco, però, gli imprenditori e i dirigenti compresero che uno sport in grado di richiamare allo stadio, attorno alle radio, davanti alle tivù milioni di appassionati avrebbe potuto essere un incredibile veicolo per promuovere servizi e prodotti.

I primi sponsor a farsi largo nel mondo del calcio furono quelli che, sfruttando delle lacune normative, affiancarono il proprio nome a quello di una squadra. Una pratica che ebbe inizio verso la fine degli anni Quaranta del Novecento. Ben presto, però, fu vietata.

La rivoluzione era dietro l’angolo. Perché gli anni Settanta furono di grande fermento anche nel calcio italiano.

Prima toccò alla cartellonistica a bordo campo, poi fu permesso ai calciatori di ‘prestare’ il proprio volto o la propria voce per degli spot pubblicitari.

Fu quindi la volta dei cosiddetti sponsor tecnici. In altre parole, le società che producevano l’abbigliamento da gioco potevano posizionare su maglie e pantaloni il loro simbolo.

Perché uno sponsor tecnico poteva ottenere il via libera, mentre uno sponsor commerciale veniva ancora rifiutato?

L’interrogativo non sarebbe rimasto in piedi per molto tempo ancora. E così alla prima giornata della stagione agonistica 1981/1982, quella che per noi italiani avrebbe condotto ai vittoriosi Mondiali di Spagna, delle 36 squadre che formavano i due principali campionati, ben 28 scesero in campo con le maglie corredate da sponsor.

Negli ultimi trenta anni i cambiamenti sono stati continui. Le scritte presenti sulle maglie dei calciatori sono sempre di più. I campionati stessi hanno finito con l’accostare il proprio nome a quello di uno sponsor. Per non parlare poi degli impianti sportivi, ultima frontiera dei contratti pubblicitari.

Ed oggigiorno anche i marchi dei casinò online hanno fatto la loro comparsa sulle divise da gioco o sui siti web delle società di calcio. Marchi che spesso promuovono iniziative, come quella del codice promoter starcasino, per attrarre e fidelizzare nuovi giocatori.

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