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Chiesa: “Ruberei due cose a mio padre. Vorrei rigiocare con Borussia e Lazio mentre in due mi hanno messo in crisi”

Un bilancio della stagione viola da parte di Federico Chiesa, che ha parlato al Corriere dello Sport-Stadio: “E’ bello che un club decida di costruirsi i campioni in casa invece di andarli a comprare all’estero. Io, per quello che posso fare, sono pronto a dare il mio contributo. Cosa ruberei a mio padre? Il tiro e la velocità di esecuzione, in movimento, ma soprattutto da fermo. Le bandiere? Ce ne sono state e ci saranno, penso ad Antognoni ma anche a Del Piero e Totti. Nel calcio moderno è sempre più difficile ma sono questi giocatori che dimostrano che il calcio non è un lavoro ma una gran bella passione. Cosa partite rigiocherei? Ne dico due, il ritorno di Europa League con il Borussia Monchengladbach e quella con la Lazio nel girone d’andata. La più bella? Sarò banale ma dico la vittoria contro la Juventus al Franchi. Se ci ho messo lo zampino? Mi sarebbe piaciuto, diciamo che ho contribuito un pochino al bene della squadra. Poi vorrei ricordare anche la partita con il Napoli, quella prima della sosta invernale, perché abbiamo avuto la forza di cancellare il vantaggio degli azzurri ribaltandola. Peccato per il rigore quasi alla allo scadere. E’ stata una sfida simbolo per il carattere e la voglia. Chi ammiravo da bambino? Senza dubbio Kakà. Avversario più tosto? Il terzino sinistro del Borussia, Wendt. E’ stato difficile attaccarlo e mi ha creato un sacco di problemi quando invece ero io a dover difendere. In Italia tra i più pericolosi c’è Alex Sandro“.

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