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Chiesa: “Sousa è un secondo padre per me. Ora vinciamo questo Europeo Under 21 e poi… forza Real”

Il talento della Fiorentina Federico Chiesa al Corriere dello Sport-Stadio fa il punto sulla propria crescita e su qualche aspirazione futura: “Devo ancora lavorare tanto. Per essere al top c’è da migliorare nella tenuta in campo e nella resistenza. Nel calcio non si arriva mai, bisogna puntare sempre più su. Mi ricordo ancora quando mio padre mi sgridò perché in campo, con la Primavera, non avevo dato il 100%. Aveva ragione ed è stato così che mi ha fatto capire il senso di questo gioco.  Il mio carattere? Ne ho, ma è tutto figlio della voglia di vincere sempre, quando entro sul rettangolo verde penso sempre di uscirne col risultato pieno, sennò non ha senso. Cosa mi resta di Sousa? L’idea che ho sempre avuto, di una bravissima persona con idee calcistiche importanti. Per me è un po’ un padre putativo perché ha sempre creduto in me, fin dal ritiro di Moena. E mi ha sostenuto durante la stagione, con la continuità di gioco. Il mio ruolo? Posso giocare in un centrocampo a 5, sulla fascia, come da esterno in un attacco a 3, su entrambe le fasce. Sogno Under 21? Sì e anche vincere l’Europeo, perché ce la possiamo fare. Temo molto il danese Dolberg, che ha segnato 17 gol tra campionato e coppe. Finale di Champions? Tiferò per il Real. Un gol che non dimenticherò? Mi porterò sempre dentro l’emozione del primo, segnato a Baku. Dietro la porta c’erano tutti i tifosi con gli accendini in mano. Fu un attimo quasi surreale”.

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