Cognigni: “Rossi e Suarez se ne andranno solo se in prestito. Bernardeschi è il futuro, per il rinnovo di Alonso è soltanto questione di giorni”

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Il presidente della Fiorentina Mario Cognigni tocca vari argomenti riguardanti la squadra viola in un’intervista rilasciata al Corriere Fiorentino presentandosi così:
“Sono molto più tifoso e molto più espansivo di quello che si possa pensare, la mia passione per la Fiorentina è assoluta solo che da parte mia non può mancare l’equilibrio e la razionalità, soprattutto nelle sconfitte”

Presidente che effetto fa aver passato il Natale al secondo posto?

«Ci godiamo la bellezza del momento e faremo di tutto per continuare a farlo. Alcune decisioni che magari all’inizio sono apparse azzardate e poco convincenti, ci stanno dando ragione. Non scordiamo che ci troviamo in compagnia di squadre molto più attrezzate della Fiorentina dal punto di vista delle risorse a causa di quella disparità che l’attuale sistema calcio, che considero in default, genera attraverso criteri di distribuzione degli introiti televisivi».

Dica la verità però: non se l’aspettava nemmeno lei…

«No, anche perché non pensavo a un campionato così equilibrato. Però ero sicuro della forza di questa Fiorentina. E lo dico al di là delle questioni tecniche: qui c’è un gruppo storico eccezionale che ha scelto di restare insieme nonostante le tentazioni di grandissimi club. Per questo voglio ringraziare questi ragazzi. Vogliono raggiungere un risultato con questa maglia e nel calcio di oggi tutto ciò non è scontato».

Già, parliamo un po’ del portoghese. Che cosa significa Sousa per la Fiorentina?

«Per rispondere sono costretto a tornare indietro. Venivamo da tre anni bellissimi con Montella, stagioni fondamentali per mostrare a tutti che cosa voleva essere questo club: la rappresentazione di un grande spettacolo. Vincenzo ha dato un’ identità alla Fiorentina, ha portato in campo quelle che erano le aspirazioni della società. Lo ha fatto con il sorriso e la spensieratezza ma anche le normali insicurezze del ragazzo che sa di essere alle prime armi. Per noi è stata una svolta, che fa sembrare come un lontano ricordo il momento difficile che abbiamo vissuto prima del suo arrivo. Dovevamo riportare entusiasmo e abbiamo pensato che la strada fosse generare spettacolo, costante, continuo».

E poi Sousa che ha firmato per due anni con opzione sul terzo…

«Quando abbiamo scelto Paulo, lo abbiamo fatto perché abbiamo pensato che potesse rappresentare una degna continuità, regalando un tocco di internazionalità in più. Fin dal nostro primo incontro ho avuto conferma del suo valore anche dal punto di vista umano. È tra l’altro affiancato da eccellenti collaboratori tecnici. Credo che il suo possa essere un ciclo lungo quantomeno come quello del suo predecessore. Ad oggi non ci sono cambiamenti rispetto a ciò che ci siamo detti qualche mese fa. Certo non gli avevamo chiesto né lo scudetto né di raggiungere la Champions…».

Domani apre il mercato. Che cosa ci possiamo aspettare?

«Cercheremo inserimenti importanti, significativi, di “primo livello” per usare parole del mister. Se ci sarà da fare uno sforzo e qualche sacrificio li faremo per restare competitivi. Cercheremo elementi che ci consentano di continuare a farci sognare. Tutte le decisioni verranno prese in assoluta sintonia con Sousa. Riguardo alle cessioni cercheremo di mantenere tutto l’attuale organico, anche se le pressioni possono essere significative. Non siamo un supermercato».

E Pepito Rossi?

«Giuseppe è uno di quei giocatori di cui parlavo prima per la sua bravura, l’affiatamento con il resto del gruppo, la volontà e l’attaccamento alla maglia. Va anche capito il suo momento e se andrà a giocare altrove sarà solo perché pensiamo possa ritrovarsi ed essere in futuro un valore aggiunto per la Fiorentina. A una condizione però: perché accada bisogna che la Fiorentina non perda equilibrio in quel reparto: se lui va via qualcuno insomma deve arrivare. Ma c’è un giocatore che può fare al caso nostro e calarsi immediatamente in questo contesto? E c’è qualche società disposta a cedere un titolare, rafforzando una concorrente?».

Rossi dunque via eventualmente solo in prestito. Lo stesso discorso vale per Suarez?

«Esattamente»

Ci racconta l’arrivo dello spagnolo? È un’operazione su cui lei ha lavorato in prima linea la scorsa estate…

«Diciamo che conosco bene sia il presidente che il ds dell’Atletico, l’operazione però è stata definita dai responsabili del comparto sportivo. La cessione di Savic ha consentito alla Fiorentina di ottenere gran parte delle risorse finanziarie per gestire il calciomercato estivo».

Sousa rimase spiazzato.

«Bisogna calarsi nel momento, l’operazione è avvenuta all’inizio e lui era arrivato da pochissimo per cui in quella fase anche il suo lavoro era in evoluzione. Certo per uno come lui che crede nel gruppo la perdita di Savic non è stata da poco, però sapeva che quell’operazione ci avrebbe consentito di sopperire ad alcune carenze tecniche. Ad esempio abbiamo acquistato un giocatore fondamentale come Kalinic».

Una qualificazione Champions come modificherebbe l’orizzonte viola?

«Intanto vuol dire confrontarsi con squadre che hanno una dimensione galattica. Giocare quel torneo è una gratificazione che costringe a essere ancora più attenti perché obbliga a un aumento del monte ingaggi e senza una continuità sportiva può essere rischioso. Però (sorride, ndr ) è una sfida che noi tutti siamo vogliosi di voler provare di nuovo. Ci piace, è così che troviamo l’energia e la passione».

C’è anche un giocatore che sembra essersi tatuato il viola addosso: Bernardeschi. In estate è previsto l’assalto delle grandi. Cosa farete?

«Federico per noi rappresenta il prototipo del giocatore della Fiorentina. È cresciuto con noi e oggi è un grande professionista che sa cosa vuol dire questa maglia. Non è un caso che indossi un numero così importante. Io penso che Bernardeschi abbia dimostrato di essere il nostro giocatore modello per il prossimo futuro. Ha un contratto rinnovato da poco e non prendo neanche in considerazione quello che leggo e sento dire. Sarà importantissimo per il futuro della Fiorentina, non mi posso privare così dei miei giovani. Almeno fateci godere ciò che abbiamo costruito con tanto lavoro…».

Anche uno come Alonso deve tanto alla Fiorentina. Quanto manca per il rinnovo?

«Il dg Rogg mi ha garantito che l’annuncio arriverà a giorni».

Intanto però c’è da lottare per lo scudetto. Ci crede davvero presidente?

«(sorride, ndr ) E come potrei fare diversamente? Potrei dire che la Juve, l’Inter e la Roma sono meglio di noi sapendo di non dire una bugia. Ma lo farei avendo nel cuore l’ambizione di poter far vedere alla fine chi è stato veramente il migliore».

Magari potrebbe fare un fioretto…

«Diciamo che farsi a piedi dalle Marche a Firenze potrebbe essere un po’ lunga. Magari lo facciamo a tappe… Con Andrea Dealla Valle e i tifosi al seguito però».

Nel calcio è sempre dura fare previsioni. Basta pensare a casi come quello di Salah.

«Sì, ma purtroppo capita che gli accordi non vengano rispettati dalla controparte. Da parte sua la Fiorentina ha sempre cercato di fare in modo che gli impegni sottoscritti abbiano un valore».

A volte però c’è il rischio di combattere contro i mulini a vento. Basta pensare alla Lega: anni di promesse, progetti per ridurre il numero delle squadre di A e poi tutto resta in mano alle solite note con la “blasone” e il “bacino d’utenza” che valgono sempre molto di più dei risultati del campo. Come è possibile?

«Vero, ma sono stato spesso in Lega ultimamente e stavolta c’è veramente la volontà di cambiare in maniera radicale, partendo da una governance esterna che ritengo assolutamente necessaria. I passi immediatamente successivi saranno la riduzione delle squadre e una diversa distribuzione degli introiti che tenga conto della meritocrazia. La Fiorentina è fermamente decisa a far sì che questo cambiamento possa avvenire. Nei prossimi due mesi ci saranno novità».

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11 commenti

  1. Come ci sono i troll contro osservo che ci sono pure quelli pro (vero Sandro?).
    Che i tifosi capiscano di calcio…..mi viene solo da ridere.
    Loro vogliono solo vincere e non conta neanche come.
    Basta pensare a quelli che hanno criticato il comportamento di Orsato contro la Juve.
    E sono tifoso Viola da una vita.
    Ma ho il brutto difetto di essere obiettivo.
    Caratteristica che col tifo a molto poco a che fare.
    Su Cognigni…tra poco sapremo.
    E gudicheremo

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