Corvino: “Abbiamo supportato Sousa nonostante il malumore verso i suoi confronti. Bernardeschi? Sappiamo come agire con chi si sente la maglia addosso”

Il direttore generale della Fiorentina Pantaleo Corvino commenta così a Sky il momento della squadra viola: “Il grande sforzo nostro è quello di essere razionali e non il contrario . Questa è una squadra che è ancora matematicamente in lotta per l’Europa, pur consapevoli che qualcosa non ha creato l’humus adeguato. Qualcosa ha portato il malumore verso il nostro tecnico ma noi lo abbiamo supportato. Faremo delle analisi ma non adesso, non è il momento.  Siamo sempre proiettati al futuro. L’offerta a Bernardeschi? La nostra è una proposta figlia di quello che vuol essere il futuro della Fiorentina, che vuole essere sempre attrezzata soprattutto con chi si sente la maglia addosso”.

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22 commenti

  1. Grazie per la risposta: la vedo sotto un’altra luce.

  2. MINATORE, entrate della Fiorentina: incassi da stadio, incassi da abbonamenti, incassi da pay-tv basati sul bacino di utenza, più pubblicità assortite varie, al netto della gestione del patrimonio calciatori. Bene, le prime tre categorie di incassi dipendono direttamente dal comportamento dei tifosi, che vanno allo stadio, che comprano gli abbonamenti e che sottoscrivono contratti con le pay-tv per vedere la Fiorentina. La pubblicità viene pagata alla ACF Fiorentina in base all’utenza potenziale del marchio, ancora una volta rappresentata dai tifosi della Fiorentina di cui sopra. Quindi, i tifosi sono sovrani perchè OGGETTIVAMENTE decidono le sorti della Fiorentina coi loro comportamenti. Mentre i Della Valle, Diego per brevità, sono/è e resta il proprietario della società, ed è lì a garanzia che quel marchio tanto amato da quei tifosi possa perdurare ed avere sempre più successo, come lo hanno numerose società di proprietà dei Della Valle. Ora, il calcio è un ambito assai particolare, ma la chiave di tutto è saper interpretare lo spirito della piazza, e scegliere i manager giusti per raggiungere il miglior risultato possibile. Nel calcio del 2017, con social, siti di informazione sportiva vari, l’ambito calcio è incendiario, complesso, e per gestirlo la prima qualità è sapersi imporre alla piazza, guidarla, e non essere da lei guidati e condizionati. La ACF Fiorentina ha un proprietario, sta al proprietario portare la piazza dalla sua, coi fatti e coi risultati, ma soprattutto con manager che sanno guidare la piazza all’obiettivo, e non con soggetti che si nascondono, mentono, al massimo esprimono mezze verità, dimostrandosi sistematicamente banali e ridicoli nelle reazioni, regolarmente in ritardo, tra l’altro. Firenze è una città viscerale che dà tutto a chi lo merita, a chi si espone, parla chiaro, difende a spada tratta il suo lavoro e lo rende trasparente, chiaro. Odia invece chi fa il gioco delle tre carte, perchè lo conosce o impara presto a conoscerlo. Le piazze si guidano, come gli eserciti, ma per guidare piazze ed eserciti ci vogliono i Generali, non bastano i marescialli, alla Corvino, o gli aiutanti di campo, alla Cognigni. Diego Della Valle ha altro da fare, bene, scegliesse un manager ha le qualità di cui sopra, fissasse i paletti che ritiene necessari, e via! Si va in guerra. Ma così, con questo pandemonio assortito di nani e ballerine no, non si può più. No! E non è un problema di risultati, è un problema di qualità percepita del marchio ACF Fiorentina, ed è un GROSSO problema. Bisogna cambiare management, compreso il Cognigni, chiara e semplice, nonchè lampante NECESSITA’. Ma il proprietario è lui, tocca a lui scegliere dove vuole andare, il quadro è chiaro, e non è solo questione di risultati, eh no, magari fosse così.

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