Corvino e le scommesse suoi numeri uno

Dragowski

Coi portieri Corvino chi ha sempre dato. A volte spendendo, spesso risparmiando. E scommettendo. Infatti adesso tutti immaginano Dragowski come una saracinesca imperforabile. Bello sognare, poi si vedrà, scrive Repubblica, che poi fa una carrellata dei numeri uno presi da Corvino nella sua prima esperienza alla Fiorentina sta puntando molto. Dragowski, se la trattativa va a buon fine, dovrà stare per un po’ sereno alle spalle di Tatarusanu, e quindi provare a conquistarsi col tempo un posto fisso tra i pali. Una bella occasione, per uno del ‘97. Ma di ragazzi la Fiorentina ne ha un bel po’. Lezzerini, tanto per cominciare. Uno arrivato alla Fiorentina a tredici anni. Classe ‘95, altra scommessa di Corvino. Adesso partirà per iniziare a misurarsi altrove con la maglia di titolare. Carattere e fisicità, c’è chi metterebbe una mano sul fuoco. Poi Satalino, convocato da Sousa al White Hart Lane. Corvino lo prese dal Monopoli, il ragazzo ha da poco compiuto 17 anni. Inutile dire che a Sousa piace molto e che di strada ne deve fare parecchia. Comunque investire sui portieri può dare soddisfazioni. E fregature, come quando Gollini (anzi, i suoi genitori) scelse di andare a Manchester mentre lo stesso Corvino stava preparando il contratto con la Fiorentina. Tensione e rabbia. Poi il ragazzo ha lasciato l’Old Trafford per il Bentegodi. Magari il Verona lo venderà, la Fiorentina ci aveva pensato ma poi ha deciso che dieci milioni per un portiere non li caccerà mai. In giro c’è anche Seculin, altra scommessa dei tempi andati. Ora è al Chievo: buon portiere, senza rimpianti. D’altra parte di onesti numeri uno è pieno il mondo, è tirare fuori quello che ti cambia la vita il problema. Quando la Fiorentina puntò su Frey si comprese che era tornata la volta buona. Un anno in prestito e poi l’acquisto del cartellino dal Parma. Portiere superiore, Sebastien, protagonista dei migliori giorni prandelliani. Poi arrivò Lobont, numero uno che Corvino già voleva portare al Lecce, prima di ritrovarselo all’Ajax. A Lobont segue Boruc, portiere creativo e un po’ folle. Celebre per aver interrotto un monologo di Mihajlovic, che nell’intervallo stava ordinando ai suoi di passare la palla a Cerci. «Scusi mister, ma chi è Cerci?», chiese il portiere di cui Corvino si innamorò a San Siro, quando giocava nel Celtic e sfidava il Milan in Champions. Ma la vera scommessa si chiamava Neto, scoperto da Corvino durante le sue missioni in Brasile.

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