Cosa pesa di più, CINQUANTA milioni di euro, o Kalinic? Ne va anche della credibilità dei Della Valle

Kalinic esulta dopo un gol. Foto: Luca Fanfani/Fiorentinanews.com

Prendete una bilancia vecchio tipo, come quella che usò Brenno per chiedere l’oro ai romani. Su un piatto ci mettete a sedere Kalinic, sull’altro sovrapponete mazzette di banconote di yuan fino ad arrivare a un valore di 50 milioni di euro. Cosa pesa di più? Messa in questi termini non ci sarebbero esitazioni. Tuttavia questa misurazione è fuorviante. Su un piatto della bilancia c’è un peso invisibile ma non per questo meno gravoso.

La somma di 50 milioni (100 miliardi delle vecchie lire) non necessita di spiegazioni. Una massa di denaro enorme, addirittura spropositata, tuttavia il calcio ci ha abituato a follie di questo tipo tanto da farle rientrare nella normalità. E i cinesi questa “filosofia” l’hanno abbracciata con grande convinzione.

Cosa vale Kalinic lo sappiamo bene: discreto bottino di gol, movimento continuo a servizio della squadra, gran difesa della palla, generosità no limits, comportamenti irreprensibili in campo e fuori. Però non è tutto qui. Accanto a lui, sul medesimo piatto della bilancia, ci sono altri elementi. L’ambizione della Fiorentina: come si può aspirare, anche agli occhi altrui, ad essere una grande società se si vende in fretta e furia il miglior giocatore della rosa? La credibilità dei Della Valle: provocatorio annunciare ad ogni piè sospinto che si vuole una squadra sempre più competitiva se si cede l’unico vero attaccante di riferimento. L’operazione recupero simpatia: inutile ingaggiare Antognoni, con l’arduo compito di ricucire un rapporto da tempo sfilacciato con la tifoseria, se ci si priva di uno dei beniamini del pubblico.

E allora c’è una semplice formula per opporsi alle “offerte irrinunciabili”: basta rispondere “no, grazie”. Perché se è vero che Parigi val bene una messa, come sosteneva Benedetto Croce, c’è sempre una messa che non vale Parigi.

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50 commenti

  1. Purtroppo la credibilità i DV se la sono giocata da un pezzo…

  2. …e se fosse vero, se esistesse l’offerta e nikola kalinic dicessi si….sarebbe l’unico modo per rifare un po’ la squadra, non ce ne sono altri all’orizzonte e il 2021, data dello stadio nuovo, e’ troppo lontano.

  3. …matteini con affetto….neanche la juventus terrebbe kalinic a fronte di un offerta del genere, suvvia fa il bravo e rifletti.

  4. Con 50 mln contanti, da reinvestire nella squdra, si può sopperire alla partenza di Kalinic. Sarebbe sufficiente prendere una punta di valore, un nuovo l’allenatore che giochi con due attaccanti , rinforzare adeguatamente la difesa ed il gioco sarebbe fatto. Nessuno più rimpiangerebbe il buon Croato. Basta saper spendere ed avere un progetto concreto….

  5. Darioneviola

    Caro Stefano Tu parli di stadi, Loro leggono alberghi, negozi, uffici ed appartamenti…
    Inoltre io vedo in atto un RICATTO che va avanti da anni…(senza cittadella si vivacchia cit.)!
    Firenze merita rispetto !!!!!

  6. DARIONE,i terreni della Juventus sono stati regalati dal comune di Torino in comodato d’uso per 99 anni,lo stadio Friuli è stato dato gratis all’udinese dal comune di Udine in comodato d’uso per 99 anni,i terreni sui quali la Reggiana costruì lo stadio che poi è stato acquistato dalla Mapei per il Sassuolo,sono stati dati in comodato d’uso gratuito per gli anni previsti dalla legge vigente italiana (cioè un massimo di 99 anni),il comune di Cagliari sta pensando di fare la stessa cosa,sempre il comune di Torino ha promesso il comodato d’uso dello stadio comunale con terreni adiacenti al Toro. Spiegami perché se il comune di Firenze facesse quello che fanno e faranno esattamente tutti gli altri comuni d’Italia,i DV sarebbero da etichettare come furbastri???

  7. Darioneviola

    50 milioni sono tanti… ma SE i fratellini avessero un po’ di orgoglio, capirebbero che la squadra non può fare a meno di Kalinicce in questo finale di stagione che tra l’altro i vede impegnati in una coppa europea mai così scarna di grandissime squadre….
    Ma tanto senza cittadella si vivacchia cit.
    Perciò sono arrivato alla conclusione che loro NON vogliono vincere finché non avranno 50 ettari in REGALO dal Comune…

  8. La credibilità dei della valle ormai è svanita da anni, ma anche quando ci hanno provato ci si e’ pure messa di traverso la sfiga.perché se con Rossi poteva esserci qualche dubbio, chi poteva immaginare che Gomez si rivelasse il più grande flop di sempre? Se avessimo vinto una coppa Italia o avessimo centrato la champions(alla nostra portata in quegli anni), non staremo sempre a rompere le balle a ogni sessione di calciomercato o alla vendita di un giocatore….per come la vedo io kalinic a 50 ma anche 40 va venduto xche’ se davvero come dice cognigni stiamo arrivando al pareggio di bilancio il prossimo anno e’ l’ultima occasione x riacquistare credibilità cambiando allenatore(che tornerà dai gobbi),e rifondando il 60\70% della squadra visto che quasi tutti sono alla canna del gas….ovviamente in questa sessione invernale non si acquisterà nessuno x i soliti motivi…i della valle ci hanno distrutto i sogni quando eravamo secondi, figuriamoci quest’anno che siamo noni….sempre forza viola ma e’ sempre più dura..

  9. Povera Fiorentina, l’articolo è frustrante, come del resto lo sono gran parte di quelli sfornati da questa redazione e badate bene la mia è una polemica nel vero senso della parola. Mi spiego, scrivete un sacco di amenità senza mai centrare il nocciolo della questione, la proprietà e la dirigenza. Leggendo l’articolo, peraltro infiocchettato da un bel po’ di bischerate del tipo messe e bilance varie, cosa si capisce? Nulla, ovvio che un giocatore possa essere allettato da un corposo contratto e la società possa pensare di venderlo per una cifra come quella di cui si parla ma, la società ormai non ha più credibilità, i soldi non verranno reinvestiti e i 50 milioni ricavati dell’eventuale cesssione di kalinic farebbero la fine dei 25 di Alonso.. ogni tanto spiegate queste cose. Povera Fiorentina.

  10. Credo che per 50 milioni non c’è neanche da pensarci

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