CRITICHE PER L’ARRIVO DI SANCHEZ IMMOTIVATE. PER BERNARDESCHI E TELLO E’ ORA DI CAMBIARE MENTALITA’ MA IL RUOLO…

Non l’ho mai nascosto, Sanchez mi è sempre piaciuto, la prima volta lo vidi all’Elche in Spagna e mi impressionò molto. Al suo arrivo non ho capito tutte le lamentele e i giudizi tecnici negativi. E’ un calciatore lineare, tatticamente meraviglioso, si muove bene e sa coprire il campo. Calcia bene anche da fuori, potrà fare qualche rete. Gioca bene sia in un centrocampo a due che da mezzala a tre. Ritengo che il centrocampo a tre per la Fiorentina possa rappresentare una soluzione importante: Badelj, Sanchez, Vecino, Borja, ci sono le pedine adatte. Il colombiano è un jolly tattico. Ha esperienza internazionale, ha bisogno di stare bene, se abbassa il ritmo vengono fuori i suoi difetti in campo, perde qualcosa sui primi metri e sull’aggressività. Adesso però eviterei di esagerare con le lodi, prendiamolo come nota positiva e spero che Sousa saprà usufruirne in maniera intelligente, arriveranno anche partite sotto tono.
Chi invece deve cambiare marcia è sicuramente Bernardeschi. Ha fatto un percorso di crescita importante, ben programmato, calcisticamente inappuntabile. Dopo di che, con un anno al Crotone come il suo, partite con l’Under 21 giocate a livello altissimo, è naturale che la vetrina cambi, le attese siano altissime e ci si debba far trovare pronti. Lui si è un po’ fermato, pesa il dieci sulla maglia, pesa Firenze, la Serie A, la convocazione in Nazionale; gli serve una mentalità che deve formare col tempo, e mi auguro emergerà. Vedo occhi giusti in lui: da giovani si possono fare errori di varia natura, basta avere le persone giuste intorno. Ci sono delle rinunce da fare, il rischio di perdersi è dietro l’angolo. Lui può fare il salto di qualità, in questo momento serve il supporto di tutto l’ambiente viola, dirigenza e tifosi. Firenze deve stargli vicino. Gli inciampi ci sono, ma lui ha tutte le carte per fare bene. Ha bisogno di sentirsi sicuro. Il suo ruolo ideale è quello di seconda punta, deve sfruttare il tiro. Da trequartista non ha le caratteristiche, non sa giocare spalle alla porta, non ha i movimenti giusti e l’ultimo passaggio, ha bisogno di partire da lontano e calciare in corsa. Tanti giocatori nella Fiorentina giocano fuori ruolo e questo non li aiuta. Discorso che vale anche per Borja Valero e soprattutto per Tello. Lo spagnolo è un attaccante esterno, il che non vuol dire che debba fare il tornante, l’ala. Deve agire vicino alla porta e dentro l’area, non a 70 metri dalla porta. Non ha le gambe che servono per giocare a lunga percorrenza. Ha un grande dribbling, ma non può stare in quella posizione e anche lui manca un po’ di mentalità, è un po’ troppo leggero mentalmente. Deve crescere, ma non potrà mai farlo in un 3-4-2-1 dovendo gestire una fascia. Tenerlo lì lo limita, lo sfianca e lo snatura. In questo modulo, meglio accentrato accanto a Ilicic o Borja, piuttosto che largo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

21 commenti

  1. Brova, dove l’hai visto il grande dribbling di Tello ? non ne ha fatto uno col Barcellona, e infatti l’hanno sbolognato, non ne ha fatto con il Porto perchè era più in panca che in campo, con la Fiorentina, in sei mesi gli ho visto provare e fallire un dribbling una volta, poi sempre palla lunga e correre. Forse ti sbagli con Joaquin ? E lo vorresti vedere accentrato tipo trequartista, uno che non si sa muovere sulla fascia, dove ci sarebbe spazio, lo vorresti vedere in mezzo ? Boh…il pallone è bello perchè ognuno lo vede come vuole !

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati *

*