Da Flachi a Palombo ed ora tocca a Berna

Prima di Federico Bernardeschi di gioie vere e proprio il settore giovanile viola non ne regalava da lungo tempo: Flachi è il primo esempio che viene sempre alla mente, perché simbolo di Firenze, tifoso viola e sbocciato proprio al “Franchi”. La carriera, e la presenza di un certo Batistuta, lo portarono però a consacrarsi con la maglia della Sampdoria; la stessa di un altro prodotto della Primavera gigliata: Angelo Palombo. Laziale e già protagonista in C2 a 17 anni, prima che la Fiorentina si accorgesse di lui. Il fallimento del 2002 di fatto ne limitò le presenze in maglia viola ad una decina, niente più, ma in tema di calciatori giunti alla Nazionale azzurra va tenuto in conto anche lui. Ed eccoci a Bernardeschi, presumibilmente il prodotto più soddisfacente vista la rilevanza che ha per la causa viola, a dispetto degli altri due.

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1 Commento

  1. Flachi andò via perchè Ceccogrullo gli preferiva Spadino Robbiati e, oltre al Bati, avevamo anche Oliveira, Edmundo (o’Animal il ballerino) e poi uno serio, Chiesa.
    Flachi, alla Samp, fu anche pizzicato almeno 2 volte dall’antidoping, scontò lunghe squalifiche e poi smise.

    Palombo no per cortesia, giocò metà dell’ultimo campionato in serie A, quello del fallimento, Insieme a Moretti (ora al Toro) e Agostini (terzino sn per tanti anni al Cagliari) tutti 18enni e della nostra primavera che dovevano essere l’ossatura per la squadra in B che doveva risalire subito in A. Dopo il fallimento scapparono tutti, compreso il tifosissimo Viola Viviano…uno di noi.
    Di certi personaggi cancellerei anche il ricordo…. altro che ex Viola.
    Salvo solo Flachi che era molto bravo e sono sicuro che sarebbe rimasto, perchè era Viola dentro, la Fiorentina ce l’aveva nel DNA.
    Peccato avesse quel vizietto perchè probabilmente sarebbe finito anche in Nazionale.

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