Da risorsa a grande escluso e col futuro lontano

Zarate in primo piano. Foto: Luca Fanfani/Fiorentinanews.com
Zarate in primo piano. Foto: Luca Fanfani/Fiorentinanews.com

Mauro Zarate al raduno di Moena si era presentato con l’atteggiamento giusto e il piglio di chi è deciso a ritagliarsi uno spazio importante nella Fiorentina. Era stato titolare nelle prime amichevoli, denotando già in una condizione invidiabile e pronto anche al sacrificio, con tanta voglia di mettersi alle spalle le difficoltà della Premier che lo avevano spinto a lasciare il West Ham con pochi rimpianti. Agli inglesi erano andati 2,1 milioni di euro e all’argentino un contratto fino al 2018. Purtroppo tutto si è maledettamente complicato, complice il brutto male che ha colpito la moglie Natalie Weber. Il calcio, come è normale che sia in situazioni del genere, è passato in secondo piano, così ha dovuto ricominciare, o quasi, tutto daccapo, perdendo quanto si era costruito nel primo momento della preparazione. Tanta panchina, poche occasioni per riprendere fiducia e la fiducia degli altri. La partita contro il Qarabag del 29 settembre sembrava la definitiva risalita con quella doppietta e dedica alla moglie, poi è tornato ancora nell’ombra, con Sousa che non l’ha più chiamato in causa e la parola fine sembra possa essere stata sentenziata dal mister e dalla sua ennesima esclusione. Secondo quanto scrive La Nazione, il futuro di Zarate pare proprio essere lontano dalla Fiorentina e da Firenze, che ha ‘adottato’ Maurito per tutto quello che gli è accaduto. Adesso, però, il suo futuro qui sembra tornato in alto mare, nonostante l’accordo si esaurisca solo nel 2018. Il mercato di gennaio si avvicina e probabilmente anche la fine della sua avventura in viola.

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12 commenti

  1. Bravo JERAC, solo il Metodo Ludovico rimodellato calcisticamente può salvare il soldato Zarate. Potrebbe anche essere utile, ma se Sousa dice che mette la squadra in campo per vincere, e per farlo non può mettere Zarate, beh, Zarate è sul Libro dei Morti ormai. Un pò come lo fu Marko Marin con Montella. Usò le stesse parole Montella ai tempi di Marin, chi se lo ricorda?

  2. Sousa non e’ nuovo a queste cantonate Zarate non sara’ Messi pero’ potrebbe essere utile in alcune partite quando non riusciamo a fare un tiro in porta.abbiamo tre competizioni c’e’ spazio per tutti senza bisogno di creare polemiche poi se a gennaio lo vogliono vendere che lo facciano senza rompere i c..i

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