DA TINO A RUI COSTA: QUESTO SI’ CHE E’ UN ELETTROSHOCK. PER OGNI EVENIENZA, PRONTI A RI-BALLARE LA PORTUGUESA

Rui Costa in veste da dirigente. Foto: Fiorentinanews.com

Magari è solo una suggestione. Un sogno o poco più. Il mare leopardiano in cui è dolce naufragare. Tuttavia è papabile fra i tifosi viola la frenesia che anche solo il sentire evocato il nome di Manuel Rui Costa ha scatenato. Siamo reduci da un periodo arido non tanto di soddisfazioni calcistiche, quanto di passionalità, di emozioni forti, di spensieratezza pallonara. Rui Costa fa rima con tutto questo. Non ha importanza il ruolo, direttore sportivo o addetto alla biglietteria, il suo ritorno alla Fiorentina sarebbe un’iniezione di adrenalina per un entusiasmo in stato comatoso. Il solo parlarne provoca un benefico effetto rigenerativo. Non è la nostalgia dei tempi andati, che a distanza assumono quasi sempre un alone di leggenda. Piuttosto è la speranza, non ancora la certezza, che la famiglia Della Valle abbia finalmente compreso che occorre “cambiare verso”, slogan oggi di moda. Già il recupero di Corvino va in questa direzione. Il neo direttore generale viola può avere mille difetti, non quello di non entrare in sintonia con tifosi e città. Rui Costa sarebbe uno straordinario interprete tra le rigidità e i permali dei fratelli marchigiani, e Firenze. L’incomunicabilità protratta fin oltre ogni umana sopportazione ha provocato una progressiva disaffezione dei tifosi viola nei confronti della società. Il portoghese, che con la maglia della Fiorentina ha giocato 276 partite segnando 50 gol e, da capitano, ha alzato l’ultimo trofeo della storia viola, avrebbe – ne sono certo – l’effetto del colpo di bacchetta magica. Resta da chiedersi perché un portoghese nato a Lisbona, cresciuto nel Benfica del quale oggi e direttore sportivo, dovrebbe lasciare questo posto ideale per Firenze, città che ha certamente nel cuore e dalla quale è ricambiato, ma che offre calcisticamente palcoscenici meno prestigiosi. Non ho una risposta convincente e quindi rassicurante. Mi limito a incrociare le dita. Certo è che se Corvino portasse a termine con successo questa missione in Portogallo, avrebbe già ampiamente giustificato la sua seconda occasione fiorentina. Da Tino Costa a Rui Costa: un benefico elettroshock. Per ogni evenienza tenetevi pronti a ri-ballare la Portuguesa.

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5 commenti

  1. Il punto è tutto nell’ultima frase: perché dovrebbe lasciare la sua città e la sua squadra, della quale non è l’idolo massimo soltanto perché prima di lui c’è stato uno che di nome faceva Eusébio, e con la quale regolarmente lotta per vincere il campionato e gioca in Champions, per venire in queste che sicuramente sono città e squadra da lui amate, ma meno di Lisbona e del Benfica? E perché dovrebbe lasciare un incarico quasi da plenipotenziario della suddetta squadra per venire alla Fiorentina a fare l’attendente al pezzo di Corvino nonché la figurina da sfoderare in caso di sorteggio europeo o riunione di Lega, il tutto per non vincere neppure una misera coppetta Italietta?!? Perché qua non si vincerà NIENTE neppure l’anno prossimo, questo dev’essere chiaro: anzi, con le milanesi comprate dai cinesi e la Lazio senza coppe c’è il rischio concreto di arrivare fuori dalla zona europea, altro che vincere…

    Si è sentito parlare di una presunta scalata al Benfica da parte di Jorge Mendes, che gli impedirebbe di fare il suo lavoro: ma perché, con il ragionier Gnignigni a fare tutto di testa sua per le questioni economiche e Corvino a fare lo stesso per quelle tecniche, qua cosa gli sarebbe rimasto? La figurina, appunto.

    Credo proprio che non ci sia da gioire ma anzi da preoccuparsi, perché, voglio dire, se non arrivasse Rui di certo non verrebbero contattati Bati o men che meno Antognoni, ma Jorgensen (ottimo giocatore, ottima persona e professionista esemplare, ma non è Rui né come passato calcistico né tantomeno come esperienza dirigenziale ad alti livelli) o peggio ancora qualche oscuro portaborse atto unicamente a svolgere le mansioni di bassa manovalanza (firma contratti, burocrazia, osservare partite di obiettivi minori mentre Corvino è da qualche altra parte ecc.)
    E inoltre, particolari che comunque molti sottovalutano: 1) Rui Costa ormai IN CAMPO NON PUÒ PIÙ ANDARE e 2) ormai è tardissimo, come sempre, per organizzare una strategia di mercato valida. Chiunque sia preposto a farlo, bravo o scarso, famoso o sconosciuto che sia.

  2. lucabilly1963, da Atene, Grecia

    Bello il riferimento leopardiano Matteini anche se credo ti riferissi piu’ a San Martini del Carducci. Ma tant’e`.
    Giusto anche il riferimento allo stato comatoso del tifo.
    Giusto anche il riferimento all’entusiasmo che produrrebbe l’arrivo del mitico n. 10. M
    anca un riferimentoa quanto ottusi e indisponenti siano i DV nel loro cercare ostentatamente di non accontentare in niente i tifosi.
    Metto da parte gli ultimi quattro anni, i peggiori in assoluto della loro gestione e noto che nonostante il discorso di “tutti contro di loro” sia stato recepito, rimangano inchiodati al non ascoltare nessuno di noi poiche’ Rui Costa non e`Antognoni o Batistuta, vere bandiere che tutto il popolo viola vorrebbe in societa`, ma una soluzione che ha lo stesso spirito, ma comunque proveniente dal loro cappello, cosi’ come Martino Jorgensen tanto vociferato.
    i DV continuano imperterriti nel prendere tutto come un fastidio, una noia da eliminare, un ostacolo da oltrepassare, magari ignorandolo.
    Solo ora dopo 15 anni di nulla, se davvero arriva Rui Costa, comincerebbero a ragionare di calcio. L’abbinamento con Sousa sarebbe magico e se davvero Corvino e` plenipotenziario (con soldi pero`) ci si potrebbe riavvicinare al nostro balocco viola che ci hanno portato via.
    Me lo auguro ardentemente, solo per la Fiorentina e noi innamorati. Dei DV non me ne frega piu’ nulla da tempo.
    Sempre forza Viola

  3. Sei in stato confusionale. Forse le intense piogge di questi giorni ti hanno fatto arrugginire le rotelle. Ultimamente quello che hanno messo era in prestito ben remunerato, spendono più di 20 milioni in consulenze (poi quando arriva il sole e tisi asciugano le rotelle, ci arrivi anche te). Più che scritto sul bilancio ….. Domenica torna il sole, magari lunedì mi dai ragione. P.S. Sono molto legato al mio nik, nn ne userei mai un altro. Nn ne hai azzeccata una !

  4. L'Omino di Ferro

    S69 multinick rassegnati. I mettono mediamente 20 milioni l’anno da sempre. L’anno di Vargas hanno speso 50 perché c’erano 30 milioni della Champions. Niente di diverso da sempre. Trovaci uno che ne metta 40 l’anno, altrimenti è inutile che tu mandi 100 messaggi al giorno. Bona Ciccio !

  5. Matteini molto ottimista. Sai cosa rilancerebbe l’entusiasmo ? Un mercato tipo l’anno di Vegas

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