Dainelli a FN: “Firenze sempre speciale per me e tifo perché la Fiorentina resti lassù. La fascia? Dispiace per Pasqual ma basta che ci sia dialogo con Sousa”

Capitano per diversi anni a Firenze, sotto la guida di Cesare PrandelliDario Dainelli ritroverà la Fiorentina proprio nell’ultimo turno di campionato di questo 2015 che sta per andare in archivio. Fiorentinanews ha interpellato proprio il difensore del Chievo, rimasto naturalmente molto legato ai colori viola, anche per averne un’opinione circa la querelle “fascia di capitano”.

Ritorno a Firenze, che partita è quella contro la Fiorentina per te?

“Quando torno a Firenze è sempre una partita diversa dalle altre, ora sono diversi anni che sono andato via ma in viola sono rimasto per 6 anni ed ho tutt’ora tanti amici, oltre alla casa dove vorrei andare a vivere. Ho amici anche dentro la società, per cui per me partita è ovviamente una gara molto particolare”.

Chievo che arriva da un ottimo momento, con quali ambizioni vi presentate a Firenze?

“Noi stiamo facendo un ottimo campionato, siamo contenti di quello che abbiamo ottenuto finora. Sappiamo che in serie A si fa presto a trovarsi invischiato in situazioni difficili se perdi ritmo, dove poi diventa complicata la gestione a livello mentale. Speriamo di mantenere questo livello fino alla fine per giocare in modo sereno”.

Ti ha stupito la Fiorentina lassù in classifica?

“Credo che la Fiorentina abbia lavorato bene, con obiettivi diversi da nostri ovviamente. Arriva da tanti anni in cui ha fatto bene. In questa stagione, oltre a giocare bene, è stata anche concreta. E’ nelle parti altissime della classifica e, da tifoso, spero che ci possa restare”.

Ce lo vedi un paragone, a livello di sorpresa, con la Fiorentina tua e di Prandelli?

“La nostra Fiorentina, con Prandelli, aveva forse anche meno aspettative di questa. Io ero arrivato l’anno prima, dove ci eravamo salvati all’ultima di campionato ma in generale la società veniva da anni difficili. Poi con Cesare ottenemmo subito risultati importanti, da lì scaturì un progetto di crescita che ci portò fino alla Champions. Quello attuale invece è un percorso che ha delle premesse diverse, viste le stagioni passate, però a livello di aspettative si può dire che anche ora i risultati sono forse maggiori delle aspettative”.

Da ex capitano viola, come giudichi il passaggio di fascia da Pasqual a Gonzalo?

“Le dinamiche interne faccio fatica a decifrarle. Non so come può aver valutato Sousa, non conoscendolo personalmente. Vedendola dall’esterno mi dispiace per Manuel ed in via generale non la reputo una cosa forse giusta, perché lui è da tanti anni a Firenze. Manuel è una persona eccezionale, un ottimo ragazzo e sempre disponibile. Pur non giocando costantemente poteva comunque portare la fascia al momento dell’ingresso in campo. Può starci una valutazione di Sousa, col fatto che Manuel non è un titolare fisso, magari nel voler dare continuità a Gonzalo. L’importante, aldilà del giusto o sbagliato, è che ci sia stato un confronto tra i due perché le incomprensioni si creano quando non c’è dialogo. In tal caso nessun problema”.

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