Dalle luci e le stelle ai muscoli e la panchina: Jovetic e i rimpianti da consolare a Firenze

Dispiace parlare di Stevan Jovetic in termini negativi, visto quello che poteva rappresentare per Firenze: un po’ un figlio adottivo, giunto in viola a 18 anni e subito in grado di mettersi in mostra in una squadra che giocava la Champions ed aveva un signor attacco. La carriera del montenegrino ha vissuto ben pochi sussulti però dal momento del suo addio alla Fiorentina, nell’estate del 2013. Il calciatore è cambiato vertiginosamente: dal talento rapido e sgusciante che metteva a soqquadro le difese di Liverpol e Bayern al carro armato, meno dinamico e dunque meno efficace, di ora, finito all’estremità della panchina dell’Inter. Oggi Pioli ha mandato in campo perfino il desaparecido Gabigol, se pur solo nei minuti finali. Solo nella Fiorentina l’attaccante classe ’89 aveva trovato fortuna, anche dopo il maledetto infortunio del 2010, quando sembrava pronto al salto di qualità e fu costretto invece a saltare un anno. E chissà che la soluzione per lui non possa essere davvero quella di un ritorno a casa, in riva all’Arno: certo servirebbe un suo bel sacrificio a livello economico, ma d’altronde a 27 anni compiuti e dopo quattro stagioni da una sessantina di partite (contando gli spezzoni), di occasioni per risalire non se ne presenteranno così tante.

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3 commenti

  1. Ma perchè tutti spingono per il ritorno di JoJo a Firenze? Non è più lui, questo è lo zio, quello grosso…

  2. Meglio lasciarlo dov’è…
    Non è un problema mentale ma fisico !
    È letteralmente raddoppiato fisicamente è diventato un armadio a sei ante perdendo la sua dinamicità

  3. Come talento e classe non ne parliamo purtroppo penso che sia andato fuori di testa perché è incomprensibile che nessun allenatore lo faccia giocare, comunque al posto di Ilicic lo prenderei subito

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