De Sisti: “Alla Fiorentina da un titolo di giornale, poi una nuova grande e corretta famiglia”

L’ex viola Giancarlo De Sisti torna a parla di Fiorentina e della sua cessione dalla Roma in gigliato nel 1965: “Sono venuti dalla Roma a prendersi la tua divisa. Io rimasi malissimo perché era una cosa alla quale tenevo tantissimo. Non capivo, ero turbato dal fatto che probabilmente sarei stato ceduto. Per me qualsiasi destinazione al di fuori della Roma era maledetta, allora non sapevo che andando alla Fiorentina avrei trovato una nuova famiglia – commenta al Corriere dello Sport – una mattina stavamo facendo un’esercitazione, per vedere un carro armato come si muoveva su alcuni dossi, ed è venuto il comandante con il Corriere dello Sport tra le mani, c’era scritto De Sisti alla Fiorentina per 240 milioni più Benaglia. Così l’ho saputo: prima la sottrazione della mia adorata maglia giallorossa, e poi il titolo del giornale. Nella Fiorentina ho vinto una Coppa Italia e la Coppa delle Fiere nel 1961. Ricordo che giocammo la prima partita con la Fiorentina a Bergamo e io segnai. Io non sono stato mai un goleador, ho fatto cinquanta gol ufficiali in campionato, ma in 478 partite di serie A. Il presidente Baglini la sera mi disse “De Sisti devi ritornare a casa? “E dove vado presidente? Vado a casa.”. “Ma invece può partire domattina?”. Lui era un industriale dell’inchiostro, c’era una cena con tutti gli industriali di Milano e mi voleva portare come il suo nuovo gioiellino, come un esemplare da far vedere. Ma io fui felice, sentii che quell’uomo era orgoglioso di me, capivo che ero partito bene e che mi stavo guadagnando la stima della gente. La società puntava su un regista giovane come me per creare una nuova Fiorentina. Io fui orgoglioso di questo e piano piano capii che la Fiorentina contava molto su di me e ho cercato di meritarmi la fiducia. Con questo spirito vincemmo lo scudetto.  Ne sono morti tanti, in pochi anni. come me lo spiego? Io provo grande dolore per quei ragazzi morti, erano miei compagni di squadra e con loro ho trascorso momenti bellissimi. Per quanto riguarda me, io posso dire che la Fiorentina si comportò in maniera corretta, nessuno mi ha mai proposto cose che non avrei accettato. Si fece un gran parlare di una malattia che ebbi ma, come gli atti giudiziari hanno dimostrato, quella era legata semplicemente ad una infezione dentaria, risolta la quale tutto è passato. Comunque credo sia giusto, per rispetto di quei ragazzi e delle loro famiglie, che tutto sia chiarito”.

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