Di Carmine: “Con me Sousa era più amico che allenatore, mi voleva con sé anche dopo ma Corvino disse no. La Fiorentina ora lotta di più”

Di Carmine

Samuel Di Carmine conosce molto bene sia l’ambiente viola, nel quale è nato, ma anche Paulo Sousa per averlo avuto come allenatore durante la sua esperienza al Queen’s Park Rangers ed al sito ufficiale di Gianluca Di Marzio l’attaccante del Perugia ne ha parlato così: “Senza dubbio credo che sia l’uomo giusto per una piazza così perché è un allenatore preparato che fa giocare bene le sue squadre senza mai rinunciare alla sua mentalità offensiva. E’ un allenatore-giocatore. Ti lascia sereno, sa quando spingere e quando frenare dal punto di vista mentale. Punta tutto sul rapporto con i giocatori. Con me era un prima di tutto un grande amico. Andavamo sempre a cena fuori insieme e a fine allenamento si fermava ore e ore per farmi migliore il tiro e poi in palestra per sfide infinite a calcio-tennis. Non è un allenatore che guarda l’età anagrafica dei suoi giocatori. Io ero giovanissimo eppure mi faceva giocare anche se in rosa c’erano ragazzi con molta più esperienza di me. L’anno seguente voleva anche portami con lui allo Swansea ma poi Corvino mi volle alla Fiorentina e non se ne fece più nulla. Ho continuato a sentire Sousa fino ad un annetto fa, poi ho mantenuto rapporti molto stretti con il suo vice che però adesso allena da solo in Qatar. Il bel gioco viola? E’ tutto merito del suo lavoro settimanale. Non ti mette mai pressione ma arrivi il giorno della partita che ti ha spiegato tutto dell’avversario nei minimi particolari. Dall’Inghilterra ha importato senza dubbio il pressing. Rispetto alla Fiorentina di Montella che pure giocava un bellissimo calcio, questa di Sousa è una squadra che non molla mai e lotta su ogni pallone anche oltre la propria metà campo. Poi ha dalla sua dei giocatori tecnicamente straordinari che sicuramente aiutano nel lavoro e nel raggiungimento dei risultati importanti”.

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