Diakhaté ed una retrocessione che sa di lezione e mercato

Non ci sarà Abdou Diakhaté nel ritiro di Moena 2016, il giovanissimo centrocampista senegalese che Sousa si era voluto portare in Trentino e poi anche in America per l’International Champions Cup. Dopo un’estate passata tra i grandi, con il debutto da titolare contro il Psg di Ibra & company, Diakhaté tornò però tra i suoi coetanei in Primavera senza però lasciare il segno come in precedenza, quasi che il nuovo salto verso il basso lo avesse condizionato negativamente. Un fattore che ci può stare e che capita a tanti giovani ma che non ne fa il loro bene poiché, così come non ha fatto quello del classe ’98, mai nemmeno convocato nel corso della stagione da parte di Sousa. Ora questa esclusione anche dalla fase di preparazione, che sa un po’ di lezione da impartire a Diakhaté ma forse anche di mercato, visti gli interessi che ha attirati in diverse società di Serie B.

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3 commenti

  1. Questo, dal momento che qualcuno lo accostò a Pgba non c’ha visto più; comunque x quello che s’è visto con sousa quelli sotto i ventanni hanno poche chance,come con prandelli, con Montella e un po’ con tutti quì in Italia.

  2. Se Diakhate non era pronto (dal punto di vista psico-fisico) per fare il salto tra i grandi è stato un gravissimo errore farlo. E’ sempre meglio posticipare un anno (al massimo si inca+++ il calciatore e, se di carattere, migliora ulteriormente) che anticipare (rischi di perderlo ed infatti ha fatto non bene nella primavera e adesso è anche demotivato). Credo che anche con Babacar si è verificata qualcosa di simile.
    Con i giovanissimi ci vuole molta psicologia!!!

  3. Solita storia italiana: si debutta in A a 22-23 anni(escluso Donnarumma e pochi altri)quando un coetaneo che gioca in un altro paese ha già 2-3 anni di esperienza!! I giovani vanno lanciati con coraggio basta con la patetica scusa che si bruciano!!!!!

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