Donadel: “La Fiorentina non deve snaturare il suo DNA, il Franchi deve essere una marcia in più. Tra Gomez ed Ilicic…”

L’ultima volta che la Fiorentina si giocò una semifinale di Europa League era il 2008 e quella squadra era allenata da Cesare Prandelli. In campo c’era invece Marco Donadel, centrocampista che oggi è protagonista in MLS con i Montreal Impact. “La Fiorentina fa bene a credere nell’impresa – afferma a TuttoMercatoWeb.com il giocatore -. All’andata i viola non sono stati inferiori, a mio avviso, al Siviglia. Gli spagnoli sono stati però molto più bravi a sfruttare le occasioni. Da qui Montella e i suoi giocatori dovranno ripartire, consapevoli che recuperare tre gol in Europa è sicuramente più fattibile che in una gara italiana”.

Per quanto riguarda la formazione sembra esserci un solo dubbio: Gomez o Ilicic. Lei chi sceglierebbe?
“Non posso dire quale sarebbe l’opzione migliore perché non vivo la quotidianità della squadra. Quello che è certo è che se la Fiorentina vorrà centrare la finale avrà bisogno della panchina. Un ingresso a gara in corso potrebbe rivelarsi decisivo”.

Meglio partire subito all’arrembaggio o sfruttare tutti i 90′ per l’impresa, quale la tattica migliore?
“La dote migliore della Fiorentina è il possesso palla e l’idea di attaccare sempre. Questo è il DNA viola e non credo che la squadra debba snaturarsi”.

Il destino ha poi regalato ai viola lo stesso direttore di gara della storica vittoria di Anfield contro il Liverpool.
“Può essere una sorta di piccolo portafortuna, anche se la differenza la potrà fare il Franchi. Se Firenze crede in qualcosa fino in fondo ha la forza per trascinare la squadra”.

Ultima domanda in chiave mercato. Alberto Aquilani è in scadenza con i viola e per lui si parla di un’ipotesi MLS. Gli consiglierebbe l’avventura negli USA?
“Se Alberto ha la possibilità di rimanere a Firenze dove c’è un club ambizioso e solido come pochi al mondo credo che farebbe bene a cogliere questa opportunità. Altrimenti la MLS può essere una soluzione importante. Qua il calcio è un mondo in crescita, dove i giocatori di talento sono sempre ben accetti”.

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