Due che costano meno di un aperitivo di Briatore, un carrarmato sì, ma nei movimenti e un 2010 da dimenticare: Ecco i peggiori flop di Corvino

Gennaio. Tempo di bilanci, buoni propositi, ma anche di calciomercato. Cosa porterà la Befana in dono ai tifosi viola? Carbone o calza di dolci che siano, tutto ruota intorno a Nikola Kalinic. Il Tianjin di Fabio Cannavaro è pronto a mettere sul piatto un bel malloppo di milioni per prendere il croato. Nessuno vuole paragonare il fascino di Ponte Vecchio alla Torre del Tamburo di Tientsin, né una bella bistecca agli involtini primavera, né tantomeno il prestigio della Serie A alla Super League Cinese ma, diciamocelo, dieci milioni di euro netti all’anno farebbero appassionare chiunque al confucianesimo. Se il bomber dovesse partire sul serio toccherà dunque sostituirlo adeguatamente. E qui entra in gioco Pantaleo Corvino. Nel caso, punterà sull’usato sicuro o tirerà l’ennesimo coniglio fuori dal cilindro? Vecchia volpe delle trattative. Uomo delle plusvalenze. Il mago di Vernole ha una lunga storia all’ombra della Cupola, iniziata nel lontano 2005 e ripresa questo campionato dopo una separazione di quattro anni. Tante, nel mezzo, le cosiddette ‘corvinate’. Colpi di mercato a sorpresa, giocatori semisconosciuti acquistati a prezzi modici e rivenduti a peso d’oro. Felipe Melo, Osvaldo, Jovetic, Ljajic, Nastasic: solo alcuni degli esempi più eclatanti. “Non posso comprare lana pagandola come fosse seta” è l’aforisma che da sempre ha contraddistinto l’operato del direttore, benché nel suo curriculum non manchi pure un certo magnetismo verso i bidoni da far invidia al cattivo degli X-Men. E proprio di bidoni parliamo in questo articolo, ripercorrendo alcuni dei flop della gestione Corvino.

HRVOJE MILIC
Partiamo dai dolori più recenti: il mercato estivo del 2016. Una campagna acquisti all’insegna del risparmio, affinché potesse essere risanato il bilancio societario. Risultato? A Firenze arrivano tanti sconosciuti e rincalzi. Sanchez, De Maio, «Chi l’ha visto?» Toledo, Diks «amari», Cristoforo, oltre a qualche giovane di belle speranze. Il ruolo più delicato resta però sulla corsia mancina, orfana di Alonso emigrato verso Londra. Corvino punta sul ventiquattrenne uruguaiano Maxi Olivera e su Hrvoje Milic, per un esborso complessivo non sufficiente a pagare un aperitivo di Flavio Briatore in Costa Smeralda. Il peggiore dei due? Lo abbiamo scelto con la monetina. Insomma: non proprio degli acquisti azzeccati.

ANTHONY VANDEN BORRE
Talento strepitoso. Purtroppo solo al videogioco Football Manager. Il terzino belga – cresciuto accanto a Vincent Kompany – viene acquistato da Corvino nel 2007, versando all’Anderlecht 4,5 milioni di euro. Soldi spesi peggio che per un biglietto di prima classe sul Titanic. E siamo nel campo degli eufemismi. Il laterale collezionerà soltanto cinque presenze fra campionato e coppe. A gennaio 2008, quindi, l’immediato passaggio al Genoa, con conseguente svalutazione. Vanden Borre, quest’estate, è risalito agli onori delle cronache per aver urlato “Bomba!” all’aeroporto di Bruxelles, creando il panico. Una ripicca: era stato respinto al check-in. I piedi a banana sono spesso il male minore.

MANUEL DA COSTA
Fra il 2007 ed il 2008 a Firenze arrivano in serie Hable («Il nuovo De Rossi»), Mazuch, bomber Cacia (4,5 milioni per la sua metà), Gulan, il «promettente» Lupoli e poi – dulcis in fundo – lui, Manuel Da Costa. Mai nessuno riuscirà a solleticare l’ironia dei fiorentini come il centrale difensivo portoghese. Due partite in un anno e mezzo a Firenze – ma in compenso tanti tavoli e privé allo Yab – Da Costa farà rimpiangere amaramente i quasi 5 milioni di euro spesi per il suo cartellino. Ormai più abituato alle discoteche che al rettangolo di gioco, si dice che alle domande di Prandelli su quale fosse il suo sogno da calciatore, Da Costa rispondesse: «My dream, is to fly, over the rainbow, so high…». Okay, stiamo scherzando. O forse no.

SANTIAGO SILVA
Davanti, in ottica bidoni, c’è l’imbarazzo della scelta. Roba da poterci fare la raccolta differenziata. Amauri. Seferovic. Bonazzoli. E nessuno, poi, potrà mai dimenticare il coro della Fiesole, sulle note dei Village People, «Nacho, Nacho Man!», indirizzato verso il povero «Nacho» Castillo: 120 minuti complessivi di mediocrità assoluta, con tanto di lacrime di rabbia dopo l’unico gol segnato. Una giostra degli orrori da Luna Park. Ma niente in confronto a Santiago Silva, detto «El Tanque», il carro armato, forse in riferimento alla sua agilità sotto porta. Insomma: se Corvino non può comprare lana, pagandola come fosse seta, qui siamo decisamente sull’acrilico. Santiago Silva arriva dal Vélez con l’intenzione di spaccare il mondo, ma segna un solo gol. Su calcio di rigore. Nota a margine: sceglie pure la maglia numero 10. Una bestemmia berciata dentro al Duomo.

MARIO BOLATTI
Il 2010 è probabilmente l’annus horribilis di Corvino che, nel mercato di riparazione, riesce a prendere – tutti insieme –Keirrison, Felipe (9 milioni) e Mario Bolatti, centrocampista ibrido: metà bradipo, metà giornata di pioggia autunnale. Eroe in patria – un suo gol salva Maradona dalla mancata qualificazione ai Mondiali – il mediano argentino a Firenze non vive una parentesi trascendentale. Anzi. Riesce più che altro a combinare guai, come il tackle in allenamento che costringe Jovetic a stare fuori un’intera stagione. «El gringo» passerà alla storia per la sua lentezza «lumachesca» e per la prevedibilità di pensiero, con un marchio di fabbrica ormai diventato leggenda: il passaggio in orizzontale. Vederlo giocare? Una tortura da Santa Inquisizione.

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26 commenti

  1. Corre l’obbligo di una precisazione. Van de Borre e Mazuch non possono essere additati come flop di Corvino.
    Van de Borre non fu visto da Prandelli, caso analogo a quello di Balzaretti, 0 presenze (o giù di li) al Franchi e poi Nazionale Italiano. Van de Borre è stato – una volta tornato in Belgio – un discreto nazioanale. Per Mazuch vale lo stesso discorso, visto che ha giocato con discrete fortune in Ucraina nel Dnipro presso cui sono transitati buoni giocatori.
    Anche Seferovic messo nella stessa lista dei Tanque Silva e dei Bolatti stona.
    Capisco che la voglia di apparire ironici e spiritosi sia tanta, però sarebbe opportuno mantenere un po’ di equilibrio e memoria storica.

  2. il foglionco di piano di mommio

    Cheli, un conto e scrivere ” personaggio egocentrico,con la spiccata tendenza ad apparire,alla ricerca di consensi personali,che sfociano nella presunzione autoreferenziale”,un altro è scrivere ” piccolo uomo malato di protagonismo” che nulla ha a che vedere con la tristezza,ma che rappresenta una valutazione tutt’altro che scevra da risentimenti personali.Quanto a Sarra, di cui apprezzo il modo ironico di approcciarsi,meno per contenuti impliciti,sarebbe oppurtuno firmare un’articolo che proponga i TOP di Corvino,solo per onestà mentale.
    L’ha già fatto http://www.fiorentinanews.com/da-corvino-non-e-secco-al-colpo-rifilato-in-casa-zamparini-ecco-i-top-affari-firmati-dal-mago-di-vernole/ Redazione

  3. Che articolo stupido. Tutti buoni giocatori che non hanno sfondato. Felipe gioca in America da anni…

  4. Credo che sia un articolo stupido. Esasperato nei toni con cui descrive questi calciatori. Si tratta solo di buoni giocatori che non hanno trovato spazio in squadra. Felipe sono anni che gioca in serie A ed sempre li.

  5. Vedi Foglionco, io lo dico con tristezza non con acredine, perchè ha rappresentato e rappresenta il meglio che possono esprimere i DV. Come hai potuto vedere dal mio post non entro nel merito del singolo giocatore perchè questo lo faccio fare a chi capisce di calcio, ma sulla capacità di capire le qualità e difetti delle persone mi sento molto confidente anche perchè è il mio lavoro.
    L’ho conosciuto personalmente Corvino e ti garantisco che è bravissimo ad apparire con le persone, umile e disponibile ma non corrisponde al vero, basta scoltarlo 5 minuti per capire che è sempre alla ricerca di affermare sè, è un atipico , il presuntuoso che però ha continua necessità di sentirsi dire quanto è bravo, una contraddizione in termini.
    Comunque speriamo bene ma io ho perso ogni speranza.

  6. il foglionco di piano di mommio

    Vorrei ricordare,che Felipe fu richiesto da Prandelli,Corvino era contrario al suo acquisto,ma per portare la barca pari avallò l’operazione,nella sua precedente gestione i giocatori portati a Firenze furono numerosi,alcuni autentiche scommesse,altri potenziali promesse,poi anche giocatori di grande spessore che hanno permesso alla viola di calcare i terreni prestigiosi della CL.In un lavoro così frenetico devi allacciare rapporti con procuratori,intermediari,presidenti,altri DS,e devi sobbarcarti qualche “sola” per arrivare su obbiettivi più interessanti.Chi vive nel calcio sa che queste manovre esistono da sempre,mentre molti tifosi ne ignorano le dinamiche,per cui risulta più eclatante ribadire solo gli acquisti sbagliati e omettere che la produzione Corvino ha permesso alla Fiorentina di finanziare alcune sessioni di mercato.Corvino è un ottimo DS ? Io credo che c’è ne siano di migliori,ma che non raggiungano il numero delle dita di una mano. Se non è acredine ” piccolo uomo malato di protagonismo”….

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