Due indizi fanno (quasi) una prova

L'allenatore Paulo Sousa. Foto: Luca Fanfani/Fiorentinanews.com

Le vittorie contro Slovan Liberec e Cagliari rappresentano la risposta migliore che la Fiorentina poteva dare ai critici dell’ultimo periodo. Momento di crisi superato? Due indizi fanno (quasi) una prova, ma quel che è certo è che la squadra ammirata nelle ultime due uscite è qualcosa di vicino a quella che ha incantato l’Italia nella prima parte del campionato scorso. La trasferta in Repubblica Ceca non era da sottovalutare, complici anche i soliti problemi logistici e le fredde temperature di Liberec, così come quella di Cagliari: i sardi hanno ottenuto in casa buona parte dei punti in classifica ed erano reduci dalla vittoriosa trasferta a San Siro contro l’Inter. L’escursione termica, inoltre, tra la Repubblica Ceca e la calda Sardegna, sommata all’ennesimo partita ravvicinata di un ciclo che vede la Fiorentina in campo tre volte a settimana, non ha certamente aiutato i viola: a tutto questo va anche aggiunto il gol subito a freddo da Di Gennaro. Tutta una serie di motivi che facevano presagire un pomeriggio difficile, ma per una volta la truppa di Sousa ha dimostrato quell’orgoglio e quella cattiveria agonistica tanto richiesti dai tifosi ottenendo i meritati tre punti. Il difficile, però, arriva adesso, con la Fiorentina che dovrà confermarsi prima contro il Crotone e poi contro il Bologna: partite che, se affrontate nel modo giusto, potrebbero dare ai ragazzi di Sousa quei punti necessari per riportarsi nelle posizioni che contano della classifica. E fornire la terza e, perché no, quarta prova che la Fiorentina è tornata e non ha intenzione di vivere una stagione nell’anonimato.

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