E’ finita l’era del “tiqui taca”?

AquilaniEsultanzaGenoaRestano soltanto 180 minuti alla stagione della Fiorentina: i viola scenderanno in campo contro Palermo e Chievo per certificare il quinto posto, poi sarà tempo di bilanci e di cambiamenti. Innanzitutto Montella e la dirigenza dovranno sedersi ad un tavolo per decidere se continuare o no un’avventura che ormai va avanti da tre anni con risultati quasi sempre positivi: ricordiamo che l’Aeroplanino è legato alla società dei Della Valle da una clausola da 5 milioni di euro. Vada come vada, l’estate viola sarà piena di cambiamenti e rivoluzioni: il reparto che cambierà volto in maniera più significativa sarà il centrocampo. Saluterà sicuramente Alberto Aquilani, destinato con molta probabilità alla MLS, mentre non è ancora ben definito il futuro di David Pizarro, da tre stagioni perno fondamentale del reparto nevralgico viola. Due giocatori fondamentali per il centrocampo viola: con loro due e Borja Valero la Fiorentina ha fatto innamorare di sè tutto il calcio italiano grazie ad un gioco che ricordava, con i dovuti paragoni, il tiqui taca del Barcellona. Il calcio champagne dei viola è proseguito nella seconda stagione viola, con il trio delle meraviglie ad incantare tutta Italia. In questa stagione il rendimento dei tre centrocampisti è letteralmente diminuito, a cominciare da Aquilani e Borja Valero, lontani parenti di quelli ammirati nel 2012/13. Nella sessione di mercato che sta per cominciare, Pradè cercherà due centrocampisti di quantità, abili in fase di interdizione, caratteristica assente nel dna calcistico di Aquilani, Borja Valero e Pizarro. L’identikit del mediano ideale è quello di Krychowiak, cercato da Pradè la stagione scorsa ed adesso perno del centrocampo del Siviglia che ha affossato i viola. Altri nomi sono quelli di Allan ed Inler, giocatori certamente più di quantità che di qualità. Per una Fiorentina che sta cambiando sempre più la sua identità.

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21 commenti

  1. Caro Specillo, solo per la precisione, quando parlo di allenatore vincente intendo con mentalità vincente, quella che purtroppo non ha Prandelli per esempio e non mi sembra di intravedere in Montella, anche se mi auguro di sbagliarmi!!Quella mentalità che quando un giocatore va a Torino sponda Juve sente fin dal suo ingresso in sede e poi ci pensa l’allenatore di turno ad inculcartela. Ecco quella che noi non abbiamo e su questo dobbiamo lavorare anche noi tifosi, indipendentemente dai risultati

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