ECCO PERCHE’ I MIRACOLI IN ITALIA SONO PRATICAMENTE E TRISTEMENTE IMPOSSIBILI

Vardy

Il Leicester ha vinto in Inghilterra, evviva il Leicester. Siamo tutti contentissimi che la squadra di Ranieri si sia imposta in Premier League contro qualsiasi pronostico di inizio campionato. Una vera e propria favola o un miracolo se volete definirlo diversamente.

Ma questo tipo di storia può ripetersi anche in Italia? Purtroppo ci sono diverse differenze tra Italia ed Inghilterra che rendono questa impresa praticamente impossibile. La più importante di tutte si chiama “ripartizione dei diritti televisivi”. Oltremanica il sistema è semplice: metà dei proventi vengono distribuiti in parti uguali, 25% in base al piazzamento dell’anno precedente (ripartizione meritocratica) e il 25% in base ai passaggi in tv di ogni squadra. La Lega assegna un minimo di 12 milioni di euro per le squadre con 10 match trasmessi ed un milione di euro per ogni gara addizionale. In Italia invece ci siamo inventati un sistema astruso, basato addirittura su sei parametri: il 40% in parti uguali, il 25% in base ai sostenitori, il 5% determinato dal numero dei cittadini, il 5% (solamente) in base al piazzamento dell’anno precedente, il 15% in base ai risultati dell’ultimo quinquennio e il 10% in base ai risultati dal 1946/47 ad oggi. Risultato? In Inghilterra ci sono molte meno sperequazioni tra le squadre che partecipano alla Premier, rispetto a quelle della Serie A, in gran parte determinate da dati non oggettivi e non facilmente rilevabili come i cosiddetti ‘bacini d’utenza’. Per capirsi, la Juventus partirà per sempre con un vantaggio nettissimo rispetto a tutte le altre, specie le matricole tipo Carpi, Frosinone, Crotone e altre ancora. Senza contare che i fatturati anche delle cosiddette squadre minori inglesi sono comunque importanti, al livello di una medio-grande in Italia. Questo permette di poter arrivare a prendere giocatori che, magari, non sono campioni, ma sono pur sempre buoni elementi che, messi insieme in una stagione molto positiva, possono anche produrre il miracolo.

Dove non arrivano i soldi arrivano altri fattori. E’ inutile nascondercelo, il nostro è il paese di Calciopoli, dove il predominio del cosiddetti poteri forti si allarga a macchia d’olio in tutti i campi, dalla politica allo sport. E questo è un aspetto non secondario. I bastoni tra le ruote le hanno messe a tante squadre a beneficio delle solite note e non vediamo perché questo andazzo potrà cambiare in futuro. Per giustificare questa pratica si è perfino inventato il concetto della “sudditanza psicologica” che c’è solo da vergognarsi a pensare.

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19 commenti

  1. Loneytones2006

    Non so chi abbia scritto il pezzo, ma di sicuro a mio modestissimo avviso ha tralasciato qualcosa (volutamente? Chissà). Chi scrive il pezzo sembra sostenere la tesi che sia sufficiente adottare la medesima ripartizione dei proventi televisivi adottata in Inghilterra per dare più soldi alle piccole o medio piccole. Bene se così è io vi auguro di tutto cuore di riuscire a modificare questa situazione, tanto lo sappiamo ancorché la ripartizione sarà effettuata secondo il modello inglese, si troverà un’altra scusa. Seconda considerazione in questo momento storico la Juventus all’interno della Lega è considerata come il due di bastoni quando la briscola è a denari (peraltro insieme ai Della valle mi sembra). Quindi l’attuale regolamento sulla ripartizione dei proventi televisivi non deriva da una imposizione della Juventus. Ancora, ultimamente è stata introdotta una modifica (o si sta decidendo su una modifica) che prevede una percentuale in base ai residenti. Quindi a prescindere da quanti tifosi juventini ci possano essere a Roma piuttosto che a Milano o a Napoli, queste città che sicuramente hanno più residenti di Torino, riceveranno più soldi, per la quota relativa ai residenti. Ultima considerazione, io ho sky e su sky hanno fatto uno speciale sul Leicester. Ora nello speciale è venuto fuori da una parte che circa 2 o 3 anni fa questa squadra era in fallimento, rilevata da un fondo di investimento asiatico (non vi fate fuorviare dal “fondo di investimento” questi hanno fatto il botto con sta cosa, vedrete i vari Mr Bee o chi sarà, cosa investiranno nel Milan e/o nell’Inter), dall’altra che una bella fetta di questi calciatori erano (scusate se uso questa espressione), “scarti” di altre squadre, uno di questi percepiva uno stipendio di poche sterline a settimana fino a poco tempo fa. Come fate a dire che il Leicester era già ricco? Questa è una balla. Lo è sicuramente diventato adesso che ha vinto il campionato inglese, ma questo non credo per una diversa ripartizione dei proventi, ma proprio perché diversi in quantità. Il Watford della famiglia Pozzo (il patron dell’Udinese per intenderci) che sta circa a metà classifica percepirà per la sua quota di diritti televisivi circa 100 milioni di euro, l’equivalente di quanto prende la Juventus per aver vinto il campionato. Oggi il Leicester ha un fatturato di circa 300 milioni dopo un solo campionato inglese vinto e l’accesso alla fase a gironi della Champions League, mentre la Juve è a circa 350 milioni di fatturato quindi poco sopra, però dopo aver vinto un filotto di 5 scudetti una finale Champions una semifinale Europa League Coppe Italia e Super Coppe Italia. La differenza quindi per cui non si può avverare un analogo sogno tipo Leicester è il tipo di ripartizione dei proventi? Come ho già detto Vi auguro di cuore che cambi il sistema e che adottino il modello inglese, dopo vedremo se non inventerete altre scuse.
    Loneytones2006
    Caro amico, nel pezzo c’è scritto che la ripartizione dei diritti televisivi in Inghilterra è sicuramente molto più equa e premiante per i meritevoli, che in Italia, non che basta questo per risolvere la situazione. Avere più proventi da questa fonte ha aiutato le medie e medio piccole inglesi sul mercato perché un Crystal Palace, tanto per fare un nome, ha potuto offrire 15 milioni di euro alla Fiorentina per Babacar. Un giocatore che deve dimostrare le sue potenzialità pagato come un top player che gioca nel nostro campionato (praticamente quanto i viola hanno pagato il cartellino di Gomez). Parliamo di diritti televisivi, perché in Italia, a differenza di quanto avviene in Inghilterra, è la voce principale delle entrate di tutti i club e quella che ha generato anche le più grandi sperequazioni. Poi, è chiaro, che una società seria, per dirsi tale, deve fare anche altro, ma se non mettiamo mano al giocattolo partendo da questo, avremo campionati sempre più monotoni. Stefano Del Corona

  2. Sento fare gli elogi verso RANIERI… la stampa e nessuna società avrebbe puntato su di lui.. Non possiamo fare paragoni con il nostro calcio… ti pare che ad una NEOPROMOSSA danno sopra i 100 milioni ? Gli ARBITRI HANNO PAURA DELLA GRANDI SQUADRE PRIMA DI INIZIARE LA PARTITA… figuriamoci se danno un rigore o goal ad una neopromossa ? SI GAGANO sotto alla prima OCCHIATACCIA DEL CAMPIONE.. FIGURIAMOCI SE AVVANTAGGIANO UNA NEOPOROMOSSA.. per non sbagliare danno a FAVORE DELLA BIG… Il paragone è fuori luogo. Nel girone di ritorno FISCHIANO CONTRO LA NEOPROMOSSA.

  3. Nn per deluderti, ma mi pare evidente che fra quelli che vincono anche quando perdono ci sono pure i DV. I veri responsabili della situazione che descrive i’Del Corona, nn sono le big (fanno i’loro), ma le altre 15, alle quali evidentemente stà bene partecipare ma nn competere. PER QUELLO DICO CHE NEL NOSTRO SISTEMA CALCIO, VINCE ANCHE CHI PERDE.

  4. mario da trento

    finalmente dei commenti sensati e privi dei soliti insulti ai DV. Complimenti a Stefano Del Corona per l’articolo ed a S69 pe4r iul commento. “sudditanza psicologica”….. meglio sarebbe chiamarla indrottinamento chirurgico.

  5. Tutto vero, ma i sudici, tanto per fare un esempio, sono risaliti dalla B, dopo calciopoli, che avevano le pezze al c..o. Le piccole e le medio-piccole, sono in numero maggiore delle cosiddette big. In un sistema come la lega, che si basa su votazione, dovrebbero avere la meglio su 4-5 squadre ( peraltro spesso divise fra loro) ma stranamente questo nn avviene e la forbice fra big e piccole si divarica anziché assottigliarsi. Dunque ? L’unica risposta plausibile è che in Italia, vince anche chi perde. Posto che il fatturato del nostro calcio è egemonizzato dai diritti pay, nulla di strano se chi paga voglia anche precise garanzie sul prodotto che compra (ricordate l’intercettazione di Lotito ? “Num me fa salire Frosinone e Carpi, che ho da vendere i diritti TV”), un Leicester campione, farcito dagli United fuori dai giochi da subito, sarebbero un bagno economico difficilmente sopportabile dalle nostre pay tv. Altra anomalia, una delle pay (fondamentale perché paga e di conseguenza alza l’offerta dell’altra) è anche competitor nel campionato (milan). Quindi se da una parte ci sono società che guadagnano molto inquanto Big e altre che guadagnano solo per partecipare. Per questo temo, nn cambierà mai nulla

  6. Concordo con te verze il problema principale è nella nostra società e dopo tutto il resto impedire persino di sognare significa essere al capolinea
    Se cecchi gori avesse fatto lo stesso discorso di gnignignigni la sera stessa gli davano fuoco alla casa

  7. Continuate a fissarvi sui diritti tv, ma in realtà in Inghilterra tra squadre come MU, MC, Arsenal, Liverpool e Chelsea e le altre ci sono differenze di budget molto superiori a quelle che esistono tra le squadre italiane, e se è vero che una squadra come il Leicester può permettersi giocatori più costosi di una analoga squadra italiana, è anche vero che, relativamente, le sopra citate squadre possono permettersi top player assoluti, e per questo la differenza tra le due condizioni, quella del Leicester e quella dei top club, resta comunque enorme, uguale a quella tra le squadre italiane, anzi molto superiore! Non per nulla i bookmakers lo davano 5000 a uno! La verità è che per vincere bisogna avere la VOGLIA DI VINCERE, bisogna saper lavorare per raggiungere i massimi traguardi senza porsi autolimiti, generosamente e con la massima convinzione di potercela fare… insomma è sempre la MENTALITÀ E LA BRAVURA NEL FARE IL PROPRIO LAVORO CHE FA LA VERA DIFFERENZA! D’altra parte è successo anche in Italia (la Fiorentina del 69, il Verona dell’85, la Lazio di Maestrelli etc) e non cominciamo a dire che prima era diverso perché semplicemente non è vero: le differenze tra le grandi squadre e le piccole squadre è sempre stata grandissima… Cerchiamo invece tutti di non auto deprimerci, e di lavorare insieme per costruire il nostro sogno… È POSSIBILE… Non sarà mai possibile invece con la mancanza di passione e di voglia di vincere della nostra ricchissima proprietà….

  8. A Firenze abbiamo un problema in più egr. Direttore, un Presidente che dice ai suoi giocatori per problemi di bilancio non possiamo arrivare tra le prime tre.Follia assoluta.

  9. Il Leicester ha vinto complimenti a Ranieri ma guardando la classifica mi vien da dire che lo hanno piuttosto perso gli altri Chelsea, Arsenal, Liverpool ed i 2 Manchester hanno fatto un campionato ridicolo.
    Sono perfettamente d’accordo con Del Corona per quanto riguarda la “Equa” distribuzione dei diritti televisivi tanto che avrei voluto dire al ns allenatore, quando dopo la gara con i gobbi, ha elogiato la professionalità della juve che mi sarebbe piaciuto vedere Marotta e Nedved gestire la metà dei soldi ( gli stessi che ha Pradè) che abitualmente gli arrivano dai diritti TV se riuscivano ad acquistare Dibala dal Palermo per 40Mln o tenere Pogba con un ingaggio da 6Mln/anno. Senza parlare dello stadio che se lo sono trovato fatto e quasi regalato. Al posto di Pradè ( ammesso che non l’abbia fatto) mi sarei un po’ inc*****to

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