Questo sito contribuisce alla audience di

El Hamdaoui: “Sono pronto, e sogno la Champions”

Bella intervista a Mounir El Hamdaoui sul Brivido Sportivo. L’attaccante della Fiorentina si racconta a 360 gradi; dalla sua condizione fisica dopo l’infortunio, al sogno di arrivare lontano con la Fiorentina:

Mounir, iniziamo dal presente: come sta? È pronto per suo rientro in campo?«Sto bene, ho risolto il mio problema al ginocchio e finalmente sono pronto al mio rientro in campo».

All’inizio della sua carriera, ha subito alcuni infortuni. L’hanno condizionata in qualche modo?«Nel mio percorso professionale, fino ad oggi, non ho avuto moltissimi problemi. Da quando gioco a calcio ad alti livelli ho avuto solamente un infortunio al ginocchio, uno alla spalla, uno al bacino. Guai fisici che, anche se mi hanno tenuto fuori in alcuni periodi, non hanno condizionato la mia carriera».

Quanto ha sofferto, in queste partite, vedendo la sua squadra dalla tribuna stentare in zona gol e in quale partita tra Parma, Juventus e Inter ha pensato che il suo apporto avrebbe fatto comodo a Montella?«Ho sofferto tantissimo. Vedere la tua squadra da fuori, dalla tribuna, è sempre difficile, specialmente quando ti accorgi che ha delle difficoltà a trovare la via del gol, nonostante giochi un gran calcio. Non c’è una partita in particolare in cui ho pensato di poter essere decisivo, perché credo che avrei potuto dare in mio contributo in ognuna di queste gare».

Fiorentina bella ma incompiuta: lei sente di poter essere l’uomo giusto per restituire un po’ di gol e finalizzare al meglio le occasioni che la squadra crea?«Spero di poter essere l’uomo giusto per far tornare al gol la Fiorentina con una certa continuità, e mi auguro di essere decisivo sotto porta. Stiamo lavorando bene, io mi sto impegnando tutti i giorni e dalle prossime partite cercherò di dare e il mio contributo alla squadra. Ma questo è il mio lavoro».

Lei si sente un titolare di questa Fiorentina?«No, non è questione di sentirsi titolare perché è l’allenatore che decide chi mandare in campo in base a quello che vede durante il lavoro che svolgiamo nel corso della settimana. Ovvio che io mi impegni al massimo per essere il titolare, ma quando l’allenatore fa la sua scelta io la rispetto sempre».

A proposito di allenatore, mi dà un giudizio su Montella?«Un ottimo allenatore sul campo, ma è anche una bella persona fuori. Montella mi piace!».

L’esordio nel campionato italiano, nel frattempo, lo ha già fatto. Com’è stato il suo impatto con la serie A?«Avevo già giocato tante volte contro le squadre italiane in Europa, in Champions, e sapevo bene cosa aspettarmi una volta arrivato in Italia, nel vostro campionato. Posso dire però di essere contento di aver scelto la Fiorentina perché qui si lavora bene e la squadra esprime un grande calcio».

Passiamo alle sue caratteristiche: qual è la sua posizione preferita in campo e quale la sua dote migliore?«Mi piace giocare davanti e stare nel vivo del gioco, però per caratteristiche sono uno a cui piace anche muoversi molto in area: dribblare, fare assist, segnare. Sono una punta ma, per capirci, non sono un attaccante alla Toni».

Per dar modo ai tifosi di conoscerla ancora meglio, ci può dire allora il nome di un giocatore al quale lei sente di assomigliare?«Ci sono tanti giocatori che mi possono assomigliare tecnicamente, ma io sono io e mi piace pensare di essere unico nel mio genere».

Lei ha un idolo?«Se devo dirne uno – ride – dico mio fratello. No, a parte gli scherzi, non ne ho uno in particolare nel mondo del calcio».

Troppo presto per dire come si trova in coppia con Jovetic?«Per adesso, per quanto fatto insieme in allenamento e in ritiro, ci troviamo molto bene, però, si, è ancora troppo presto per dare un giudizio, perché abbiamo giocato troppo poco in partite ufficiali».

È il giocatore più forte col quale abbia mai giocato?«No, non penso sia il più forte. Nella mia carriera mi è capitato di giocare accanto a tanti grandi campioni come Suarez, Robbie Keane, Mido, Kanouté, Defoe e tanti altri. Non penso che Jovetic sia il migliore in assoluto, almeno per adesso».

E cosa le va di rispondere a chi dice che il suo difetto è quello di avere un carattere non facile?«In realtà sono un bravo ragazzo, una persona molto onesta e corretta che guarda dritto avanti a sé e fa il proprio lavoro tutti i giorni, cercando di impegnarsi al massimo».

Fiorentina da Europa League o da Champions?«L’obiettivo è quello di riportare la Fiorentina in Europa. Speriamo di centrare l’Europa League, innanzi tutto. Adesso stiamo giocando un buon calcio e, con un po’ di fortuna e continuando ad esprimerci a questi livelli, potremmo toglierci grandi soddisfazioni. La Champions è il sogno: la vorremmo nella stessa maniera in cui lo vorrebbero i nostri tifosi».

Quindi è la Champions il suo sogno nel cassetto?

«Sì, è questo il mio sogno: giocare la Champions League con la Fiorentina. Sono venuto a Firenze con questo obiettivo perché credo che questa società sia un top club».

E poi, Firenze… ha già avuto modo di visitarla?«Sì, ho avuto modo di visitarla un po’. E’ una città piccola ma bella, mi piacciono in particolare il multiculturalismo di Firenze e i tanti turisti che la affollano».

Ha già trovato casa?«Sì, l’ho trovata e mi ha già raggiunto mia moglie. Viviamo insieme qui a Firenze, ma non abbiamo figli».

Adesso che è finito il Ramadan, potrà provare i piatti tipici della città e fare conoscenza con la bistecca alla fiorentina?«A me, però, non piace la carne…».

Nato in Olanda, ma originario del Marocco: in cosa si sente più olandese e in cosa più marocchino?«Io sono marocchino – dice con orgoglio –. Anche se sono nato a Rotterdam, mi sento in tutto e per tutto marocchino».

Ma se lei non avesse fatto il calciatore, cosa avrebbe voluto fare?«Avrei sicuramente fatto un lavoro manuale».

A che punto siamo con lo studio dell’italiano e chi le sta dando una mano ad impararlo?«Bene. Lo sto studiando e sto migliorando a piccoli passi grazie all’aiuto della nostra insegnante Federica»

E nel gruppo, con chi si trova meglio?«Un po’ con tutti, ma in particolare – è normale – con Hegazy. È con lui che parlo di più».

Ha già pensato come esulterà al suo primo gol ufficiale in maglia viola… magari il primo gol, oggi, durante Fiorentina-Bologna, contro l’ex Gilardino… lo conosce?«Non penso mai a queste cose. Penso soprattutto a lavorare ogni giorno e non ho in serbo nessuna esultanza in particolare. Gilardino? Lo conosco, è un buonissimo attaccante italiano. Non penso a sfide personali con ex giocatori viola. Penso solo al presente e a quello che riuscirò a fare con la maglia della Fiorentina».

Vorrei concludere con il ritardo con il quale è arrivato a Firenze: tutti l’aspettavano nel mercato di gennaio, poi cos’è successo realmente?«E’ una vecchia storia e non ho voglia di tornarci sopra. Non mi interessa il passato, penso solo al futuro».

Però adesso è qui e sembra essere molto felice di questo…«Sì, sono molto felice di essere qui».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

7 commenti

  1. vincere oggi innanzitutto e mai porsi limiti, siete tutti attaccanti assolutamente in grado di segnare!!

  2. Bravo Mounir, risposte giuste a stupide domande.

    @@@@ Sorcerer – Scaricare sul giovane Ljajic tutta la responsabilità della sterilità (ammesso che di sterilità si tratti) del nostro attacco è un comportamento prevenuto e pregiudiziale. Io credo nel lavoro di Montella, e se il mister sceglie di mandare in campo Ljajic è perché ritiene che il ragazzo gli sta dando le risposte che lui si aspetta. E’ vero che ha sbagliato un paio di gol (non è lui il primo e neppure l’ ultimo attaccante che sbaglia dei gol, in apparenza facili, se visti dalla poltrona di casa) , anche Jo Jo (per stare in casa nostra) ha sbagliato un rigore (tirato con superficialità e presunzione) che ci è costato due punti a Parma, eppure nessuno ha gridato allo scandalo.

  3. MOUNIR PORTACI IN CHAMPIONS LEAGUE

  4. Dai Munir, oggi è il tuo giorno…It’s up to you! go go go straight to the Champion’s!!!! :-))

  5. la Champions dipende da voi attaccanti.Dal portiere a Jovetic siamo da Champions,il problema è quell’uomo che lo affianca,per ora le prestazioni dell’uomo accanto a Jovetic sono state da salvezza faticosa,come lo scorso anno,il che fa abbassare i risultati della squadra perché non c’è finalizzazione.è anche vero che quel poco che hai giocato ci hai dimostrato di essere superiore agli altri,soprattutto a quel penoso giocatore che è Ljajic,che è come un giocatore di tiro con l’arco mandato in battaglia.Speriamo in El Hamdaoui

  6. Bravo Mounir, continua così ! sfv

  7. fai15 gol e in champion ci andiamo tranquillamente.

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati *

*