ESCLUSIVA – Milic: “Sousa l’allenatore giusto per un grande club come la Fiorentina. Due squadre italiane mi avevano cercato. E su Maganjic dico…” VIDEO

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Hrvoje Milic è arrivato in Italia non più giovanissimo ma ha avuto l’opportunità di giocare nel nostro Paese ben prima che si facesse viva la Fiorentina. Ora è chiamato a rimpiazzare un certo Marcos Alonso che si sta imponendo sempre di più all’attenzione per le sue prestazioni al Chelsea e ha conosciuto anche Sousa. Di questi temi e di altro ancora l’esterno ha parlato con Fiorentinanews.com.

Quali erano i suoi sogni quando ha iniziato a giocare a calcio?

“Ogni ragazzo ha dei sogni quando inizia a giocare a calcio. I miei erano quelli di giocare per l’Hajduk Spalato e per la nazionale e queste sono cose che ho fatto e dopo quello ho pensato di voler giocare in uno dei campionati migliori nel mondo…e ora sono qui”.

Quella che sta vivendo è la prima esperienza davvero importante vissuta fuori dalla Croazia. Come mai è arrivato in un campionato di questo livello non più giovanissimo (lei ha 27 anni)?

“Prima di venire qui in Italia ho avuto due esperienze all’estero in Svezia e Russia. Sono andato in Svezia a 19 anni. Sono rimasto lì due anni, poi, sfortunatamente, ci sono stati problemi con il mio ex agente e alla fine sono dovuto ritornare a casa. Mi sono allenato tutti i giorni e ho continuato a lottare e ho ricominciato a giocare in Croazia, fino a quando non mi sono trasferito in Russia. Quando giocavo a Pola (nell’NK Istra ndr) avevo due o tre clubs che mi seguivano e mi venivano a vedere, erano il Chievo, la Sampdoria, squadre così, ma sfortunatamente niente si è concretizzato con le formazioni italiane e ora sono molto contento di essere qui”.

Quello che ha firmato è sicuramente il contratto più ricco della sua carriera. Ci può raccontare che cosa ha provato la prima volta che ha capito che avrebbe potuto giocare nella Fiorentina?

“Questo è un grande club e sono contento di farne parte, con una grande tradizione e tanti tifosi. Quando ho saputo che c’era la possibilità di venire alla Fiorentina ero veramente contento. Era semplicemente favoloso e non vedevo l’ora di arrivare qui. All’età di undici anni è stata la prima volta che ho avuto l’opportunità di vedere la Fiorentina dal vivo contro l’Hajduk Spalato in Coppa Uefa. E poi negli ultimi due anni ho visto praticamente tutte le partite per diverse ragioni, tra le quali, sicuramente perché la Fiorentina è una delle migliori squadre in Italia”.

Quant’è difficile essere colui che sostituisce Marcos Alonso? E sente dello scetticismo intorno a lei?

“E’ difficile per tutti i giocatori essere il sostituto di qualcuno. Ma quando ti trovi in queste circostanze tu devi solamente allenarti di più per fare il tuo lavoro al meglio. Devi dare il massimo per cogliere le opportunità che ti si presentano. Ma non sono solo io ad essere così perché ce ne sono altri nella mia posizione”.

Un piccolo gioco. Quando lei in campo la vediamo così: buona corsa, buona attitudine difensiva, ma ha qualche problema quando deve mettere la palla nel mezzo. Si ritrova in questa descrizione? E sta lavorando per migliorare i cross?

“Sono d’accordo con la sua descrizione ma la cosa strana è che fino a poco tempo fa tutti mi dicevano che ero bravissimo ad attaccare, ma che dovevo migliorare in difesa. Ora è il contrario, perché sono qui e voglio fare un buon lavoro in fase difensiva e perché mi è capitato e mi capiterà ancora di giocare contro grandi campioni. Mi è già capitata una situazione simile in Russia e credo di aver fatto un buon lavoro. Quanto ai cross…credo di poter fare meglio nel corso della stagione…ma spesso non è importante come crossi, ma che ci sia uno nella giusta posizione in area di rigore e la metta dentro. Talvolta capita di mettere in mezzo un pallone ad occhi chiusi, un tuo compagno fa gol e tutti ti riempiono di complimenti, mentre in altre circostanze fai bene il tuo dovere, ma nessuno segna e allora tutto viene dimenticato”.

Ha parlato del sogno di giocare in Nazionale. Nazionale dalla quale lei manca da diverso tempo. Crede che la Fiorentina possa aiutarla in questo senso?

“Buona domanda. Devo dire che ora penso solo al mio club. In Croazia stanno scrivendo di un mio possibile ritorno. Ma in questo momento per me è stato meglio rimanere qui, perché devo inserirmi nella squadra e voglio farne parte. Onestamente non ci penso molto alla Nazionale perché voglio essere concentrato solo sulla Fiorentina”.
Che impressione si è fatto di Firenze e della Fiorentina: se l’aspettava così o è rimasto sorpreso?
“Quando parlavo con le persone che erano già state a Firenze o a giocare nella Fiorentina, mi ero fatto una certa immagine in testa ma solo quando vieni qui riesci a vedere quanto è bella la città o quanto sono stimolanti il club e la tifoseria. Per verificarlo però devi provare questa esperienza perché le parole non sono sufficienti a descriverla. Quando torno a casa parlo ai miei amici e alla mia famiglia di Firenze ma dovrebbero venire qui a visitarla e a vedere qualche partita per rendersene conto meglio”.

Com’è il Milic fuori dal campo? Cosa fa quando non gioca a calcio?

“Ho una moglie ed un figlio di tre anni, siamo molto felici di lui. Sono un ragazzo che ama stare in famiglia ma anche con alcuni amici, per il resto mi piace giocare alla playstation e penso di essere un tipo divertente. Ancora ho poche conoscenze approfondite tra i miei compagni di squadra ed in città, per cui ancora non è così semplice crearsi delle amicizie vere e proprie. In definitiva penso di essere un bravo ragazzo”.

Conosceva Sousa prima di venire a Firenze? Che rapporto ha con lui?

“Ho visto molte partite della scorsa stagione della Fiorentina, all’inizio era fantastica, addirittura prima in classifica e giocava veramente un gran calcio. Sentivo parlare della Fiorentina e di Paulo Sousa come di un allenatore che aveva portato qualcosa di nuovo a Firenze ed alla squadra viola. Sousa lo conosco ora e lo conoscevo comunque già da prima, perché aveva allenato altri come club europei come Maccabi Tel Aviv e Basilea; pensavo, e ne ho avuto la conferma, che fosse un gran bravo allenatore, adatto ad un grande club come la Fiorentina. Presta attenzione ad ogni tipo di dettaglio, che faccia parte del campo o della vita extra campo. Insomma è un allenatore da grande squadra”.

Ci può descrivere il giovane classe 1999 Josip Maganjic, arrivato questa estate alla Fiorentina?

“Maganjic è cresciuto come me nell’Hajduk Spalato ed è arrivato a Firenze più o meno nel mio stesso periodo. L’ho conosciuto quest’anno durante la preparazione in Slovenia con la prima squadra dell’Hajduk, Maganjic si allenava con noi. E’ giovanissimo ma è davvero un ottimo prospetto, gioca come attaccante o ala. Penso che possa fare davvero bene alla Fiorentina; nonostante non abbia ancora 18 anni è impeccabile dal punto di vista professionale. Si allena bene e si impegna molto: adesso sta a lui dimostrare di essere stato un ottimo acquisto”. (Hanno collaborato Claudio Masini e Filippo Razzolini)

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2 commenti

  1. Il lavoro paga sempre. Quindi sotto con l’impegno. Sousa sarebbe perfetto ma deve volerlo. Deve capire che è in una grande squadra composta di ottimi elementi.

  2. Bella intervista. Complimenti
    Grazie. Un saluto, Redazione

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