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Ferrara: “Fiorentina, la squadra che ancora non c’è. Tanti giocatori alle prese col futuro”

Benedetto Ferrara su Repubblica racconta sensazioni e impressioni del primo giorno di ritiro viola “Moena. Moena è sempre lì. Serena, immobile nel tempo, pronta ad accogliere chiunque.  Il sesto anno porta con sé l’entusiasmo di quando i tuoi ti mandavano in vacanza dalla zia tanto affettuosa ma anche un tantino ansiosa. Mettiti il cappellino, ricordati il golf che poi raffresca e via dicendo. Ecco, il sesto anno a Moena ti offre quella sensazione: sì, tutto bello, ma anche basta, però. Forse lo pensano anche gli abitanti del paesino incantato, che hanno visto Verdù e Cristoforo, Iakovenko e Milic, hanno incontrato Montella sorridente e Sousa recitare poesie della fuffa a memoria. Ora c’è Pioli, uno dei pochi riconoscibili di questo gruppo un po’ scassato in attesa di cambiare pelle. Onore ai sette tifosi della Fiorentina che hanno aspettato il pullman della squadra davanti all’albergo. Di possibili titolari ce ne sono tre o quattro: Vecino, Sportiello, Vitor Hugo, Saponara e Tomovic. Unico attaccante presente il mitico Rebic, colpo di Cognigni e Ramadani che ha girato un po’ la Germania per tornare qui. Il colpo Rebic fu messo a bilancio a 5 milioni. Ma da Montella a Pioli è passato del tempo, sono successe molte cose. Anche quella Fiorentina fu ricostruita in corsa: dalla notte delle pernici in poi cambiò tutto, e fu una rivoluzione col sorriso. Ora è un momentuccio. Un po’ come quando per ricominciare dopo Prandelli, Corvino impose Mihajlovic, il full metal mister. Fu buio vero, ora magari con il malloppo delle cessioni qualcuno buono lo prendono. Finalmente c’è un terzino destro, Bruno Gaspar. Anche Sousa aveva Diks, ma lo fece fuori nel giro di mezza amichevole. Pioli sarà meno duro con le scelte dei suoi dirigenti, almeno all’inizio. Di sicuro lui non ha preso la Fiorentina come una tappa di passaggio sulla strada di un top club. Kalinic torna ma ne farebbe a meno: dovrebbe arrivare domani, insieme a molti altri. A Milic, per esempio. E Astori e Babacar. Tutti (o quasi) sul campo in attesa di parlare col procuratore per sapere se ci sono novità sul futuro. È il calcio di luglio, è la Fiorentina quando cambiano cicli e le plusvalenze vanno al potere.”

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10 commenti

  1. Benedetto è un grande. L’ultima volta che l’ho sentito alla radio, pareva un po abbacchiato dalle critiche subite per la sua posizione su Borja.
    Cosa sbagliatissima. Farsi condizionare l’umore da coglioni prezzolati o colleghi in incognito, vorrei far altro.

  2. Purtroppo Andrea quelli come te aiutano ad alimentare casini! Parli solo x il sentito dire! Cecchi giri ha vinto una coppa Italia e una supercoppa ma dopo nn esistevano più! In quanto a calcio poli TT sanno la verità solo tu la ignori! Vincere? Nn è facile ma ci siamo andati vicino! Spero tanto che quelli come te diventeranno sempre meno altrimenti sarà caos! Forza viola forza i veri tifosi no ai rosiconi!! Viola viola!!

  3. Giornalista mediocre di un quotidiano di sx…..che esce normalmente con 56 pagine la meta’ da cestinare come Benedetto……..

  4. Se la Fiore va in B e’ colpa dei contestatori la societa’,se resta a meta’ classifica e’ perche’ al primo anno non c e’ sufficiente amalgama,se si piazza tra le prime (cosa che io spero ma che non credo) i DV&compagni saranno idolatrati…nel frattempo i ragazzi su a Moena si divertono e in cassa arriva denaro fresco mentre sul registro delle uscite si notano dei bei freghi rossi sui nomi con accanto le cifre piu’ alte..
    nessuna preoccupazione e’ tutto sotto controllo !

  5. Come sempre trovo Benedetto splendido e’ l’ unico che cn grande classe e grande ironia dice le cose vere non mollare !

  6. Questo giornalaio mi mette sempre più tristezza. Ormai i suoi pseudo articoli senza notizie e pieni di bile. Spero vada presto in pensione o sia dia definitivamente al cabaret, cosa che gli riesce senza dubbio meglio.

  7. …e se penso che il numero 10 del fututo viola diventerà il numero 10 del futuro juventino….
    calciopoli, epurazioni, cambio pradè e macia con corvino, salah, cuadrado, milinkovic-savic, berbatov, bernardeschi, dilivio, le bugie, il disinteresse, la spocchia, l’incomunicabilità, la vicenda stadio, ramadani, le cappellate di rogg e tanto altro….mamma mia che gestione!

  8. Grande Benedetto !

  9. IDV hanno lasciato un timbro indelebile: proprieta’ meno vincente e proprieta’ condannata dalla giustizia sportiva. A me bastano e avanzano questi timbri.

  10. Dalla vendita di Bernardeschi e Kalinic si può ripartire per fare una grande Fiorentina…I DV lascino un timbro come le proprietà passate della storia viola.

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