Fiorentina: Aspettando il sole

BISCHOFSHOFEN- “C’è chi aspetta la pioggia per non piangere da solo”. Prendere in prestito le parole di una delle più celebri canzoni di Fabrizio De Andrè per parlare di calcio e non di tematiche sociali rischia di essere blasfemo, ma dall’Austria, parafrasando, “non filtra ottimismo”. La Fiorentina, reduce dalla sconfitta 3-1 nel test match contro il Bayer Leverkusen, si è risvegliata sotto un cielo grigio e gonfio di pioggia, ma ad essere ancora meno sereno è lo stato d’animo della tifoseria viola. Insomma l’unica consolazione per i tifosi giunti in Austria? Le lacrime che rigano le guance si possono nascondere tra le gocce di pioggia. No, non è il caso di far drammi e no, non è il momento di fare bilanci definitivi, ma l’anno scorso il calcio d’agosto aveva portato segnali positivi e vittorie prestigiose contro il Barcellona e Chelsea. Oggi in Austria invece è plumbeo il cielo, scuro il volto di Paulo Sousa e soprattutto sono tetri i pensieri dei tifosi. La squadra, dopo le poco provanti sgambate di Moena, ha rimediato tre sconfitte in fila. Cesena, Celta Vigo e appunto le Aspirine di mister Schmidt hanno “misurato, pesato e trovato mancante” la Fiorentina di Sousa, che evidenzia ancora un ritardo di condizione preoccupante, considerando che tra appena quindici giorni ci saranno in palio i tre punti e l’onore in una gara, quella con la Juventus, che non concederà appelli o attenuanti. Il mercato ancora non è decollato. Diks, Hagi e Toledo cresceranno sicuramente ma non silenziano le sirene di allarme di una Fiorentina corta in quasi tutti i reparti. In difesa non ci sono i numeri per sostenere tutta una stagione con una retroguardia a tre, visto che di fatto non ci sono difensori centrali a sufficienza. Allo stesso tempo però la difesa a quattro non è ancora del tutto metabolizzata. A centrocampo non esistono alternative a Alonso e Bernardeschi come esterni, senza contare che un altro anno a “pestare” la linea laterale potrebbe davvero innescare l’involuzione del talento di Carrara, che già in passato ha espresso il suo malumore per il costante impegno in quella posizione. Gli unici “timidi” raggi di sole arrivano dall’attacco, dove il duo Rossi-Kalinic e il sempre più convincente Zarate, sembrano in grado di scatenare precipitazioni di gol su qualsiasi difesa. Stanti queste note positive restano comunque da dirimere i dubbi legati alle situazioni di Gomez e di un Babacar sempre più ai margini. Mister Sousa intanto continua a dribblare le domande sul mercato, non risponde sul tema Rossi e predica una serenità e una calma che non pare però avere nel suo intimo. In attesa che le cessioni sblocchino il mercato in entrata c’è da sperare che il buongiorno non si veda dal mattino.

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