Fiorentina, è ancora lecito sognare?

Diego AndreaDellaValle Grande

Il girone d’andata è terminato e ormai è partito anche quello di ritorno. La Serie A sta sempre più entrando nel momento clou e quest’anno c’è tanta attesa, ma anche molto equilibrio ed un’insolita incertezza. Ma tutti ancora si interrogano sul valore e sull’importanza, anche meramente statistica, del titolo d’inverno. Ad aggiudicarselo è stato il Napoli di Maurizio Sarri, ormai trattato come un vero e proprio maestro di calcio. Andando a vedere i numeri degli scorsi campionati, si nota come, ben 11 volte su 14, chi ha chiuso in testa la prima parte della stagione abbia poi vinto lo Scudetto, come dimostra una analisi Bwin su quanto vale lo scudetto d’inverno. Le scaramanzie napoletane, insomma, possono iniziare.

Ma c’è un’altra squadra che, probabilmente ancor più dei partenopei, ha stupito per qualità di gioco e per risultati. Stiamo parlando della Fiorentina di Paulo Sousa. L’ex allenatore del Basilea ha fatto dimenticare, senza troppo problemi, Vincenzo Montella, andato via l’estate scorsa con qualche strascico polemico. L’allenatore portoghese ha il grande merito di aver dato una fisionomia ed un’identità chiara e ben precisa ai viola. I 38 punti conquistati in campionato e la qualificazione ai sedicesimi di Europa League testimoniano l’ottimo lavoro fatto. Spettacolo e bel gioco, ma anche concretezza e cinismo: sono queste le caratteristiche dei gigliati.

Sicuramente il punto più alto del girone d’andata della Fiorentina è stato il successo per 4-1 in casa dell’Inter. Ma,se si dà uno sguardo ai risultati, ci si rende conto che quello è l’unico scontro diretto portato a casa da Borja Valero e compagni. Proprio come accadeva negli anni passati, i viola sembrano peccare di personalità nelle partite che contano. Ne è una dimostrazione la sconfitta contro la Juventus, dove, nonostante il vantaggio nei primi minuti, non vi è stata la capacità di gestire la partita e il risultato. Ancor peggio la sconfitta con Lazio, dove è stata buttata al vento la possibilità di diventare campioni d’inverno con una prestazione scialba, opaca e a tratti irritante.

Dopo aver analizzato pregi e difetti, è lecito porsi una domanda: la Fiorentina può sognare in grande? Difficile rispondere così su due piedi. E’ comunque necessario mantenere un equilibrio e una razionalità. Questa squadra ha probabilmente fatto anche di più di quanto ci si aspettava e quindi va fatto un applauso al lavoro di Paulo Sousa. Però le ultime settimane hanno ben messo in evidenza che la coperta è troppo corta. Basta l’assenza di un titolare e il giocattolo non funziona più in maniera perfetta. Le riserve non sono affatto all’altezza dei titolari. E poi, a differenza di squadre come Napoli e Juventus, ai viola manca un vero e proprio top player in grado di spaccare e risolvere le partite. Senza alcun dubbio, i Kalinic, gli Ilicic e i Borja Valero hanno indiscutibili qualità, ma non valgono gli Higuain, i Pogba, gli Hamsik e i Dybala. Quindi parlare di Scudetto appare esagerato e fuorviante. Ma non sarebbe affatto assurdo sognare di risentire la musichetta della Champions League all’interno del Franchi. Ma per farlo servirebbe rendere quella coperta un po’ più lunga.

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