Fiorentina, Sousa e la vittoria della semplicità

Paulo Sousa. Foto: Luca Fanfani/Fiorentinanews.com
Paulo Sousa. Foto: Luca Fanfani/Fiorentinanews.com

Sousa ha cercato varie soluzioni tattiche durante l’estate per rinnovare una Fiorentina divenuta prevedibile e ormai conosciuta già nel finire della passata stagione. Che ne dica il tecnico questa Fiorentina ha cambiato tanti ruoli e tanti uomini e alla fine, nelle ultime partite, si è assestata su un 3-4-2-1 che certamente aiuta giocatori Bernardeschi ad esaltarsi. Sousa ha trovato la quadra, o almeno lo speriamo, riportando i giocatori nel proprio ruolo, uno su tutti proprio il numero 10 viola. O lo stesso Borja Valero, arretrato qualche metro ma comunque libero di spaziare in verticale. Insomma Sousa ha riportato i giocatori nei propri ruoli e la Fiorentina, almeno in trasferta, vince e convince.

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2 commenti

  1. La soluzione è stata riportare i giocatori nei ruoli giusti ma guai se ci sentissimo già guariti. Mai abbassare la guardia.

  2. Ancora con questa fesseria della semplicità e dei propri ruoli… quindi basta fare il giornalista per sapere le cose, perchè lo pagano Sousa se neppure questo capisce? E’ necessario avere i giornalisti, Sousa serve per fare presenza agli allenamenti e un pò di coreografia alle conferenze stampa. Ci pensano i giornalisti a stabilire la semplicità, o peggio ancora i tifosi, il problema è spiegarlo a Sousa. La Fiorentina già l’anno scorso avrebbe dovuto giocare come sta giocando ora, l’impianto in origine era quello, poi, ceduto Joaquin, Sousa si è inventato una Fiorentina con la difesa a 3, mai provata in amichevole in estate. E lo ha fatto perchè quella squadra non aveva qualità a sufficienza per giocare nella maniera in cui l’aveva inizialmente impostata, soprattutto mancavano uomini abili nel saltare l’uomo, perso Joaquin, tanto che Bernardeschi in effetti finì nel tempo per sostituire Błaszczykowski, come quarto di destra, e a volte di sinistra, a centrocampo. Sousa lo vedeva meglio lì che come una delle due mezzepunte dietro la prima punta, e faceva bene a vederlo lì, dati i palloni che perdeva stupidamente nell’altro ruolo. Solo a Gennaio sono arrivati giocatori con le caratteristiche che aveva Joaquin, ovvero Tello, e in parte Zarate. Ma dopo Gennaio c’è stato un piccolo black out, e la squadra aveva già un’identità funzionale ed efficace, che non è stata modificata e che è stata riproposta quest’anno, per poi verificare che fosse preferibile il ritorno alla originaria impostazione di Sousa (quella con cui al Fiorentina sconfisse Barcellona e Chelsea, pareggiando col Benfica e perdendo col PSG l’estate scorsa). La differenza è che ora la Fiorentina gioca più stretta in campo rispetto a come giocava in origine con Sousa, anche nell’estate scorsa. Sousa la difesa in 3 in carriera non l’ha quasi mai utilizzata, l’ha fatto a Firenze in base ai limiti e alle qualità degli uomini che aveva e per le sicurezze che la squadra aveva con la difesa a 3. L’unica vera novità della Fiorentina attuale è il fatto che giochi più stretta in campo di quanto abbia mai giocato, con Sousa, è solo per quello che ci possiamo permettere Borja Valero tra i due centrali di centrocampo. Il resto sono dettagli. Se esiste la semplicità, questa è la semplicità. Largo a sinistra, con la possibilità di scambiarsi il ruolo con Ilicic, fa meno danni l’impulsivo Bernardeschi, e poi con la squadra stretta si è costretti a verticalizzare di più, così contenti pure i nemici del tiki taka.

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