Frigo e la tessera della Fiorentina fino alla morte. La storia di un eroe della Liberazione

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Nella giornata della Liberazione che si celebra oggi, c’è un ex viola che può definirsi un vero e proprio eroe. Nel 1939 la Fiorentina vince la Coppa Italia, trascinata dal mediano Armando Frigo. Alla fine del campionato si porta a casa il bottino di 5 reti in 21 presenze. Nel ’42 passa allo Spezia, e arriva l’arruolamento nell’esercito. In uno dei suoi tanti viaggi in treno per Vicenza, infatti, scorge un giovane soldato, senza una gamba, persa durante gli scontri bellici. Armando viene scosso, e non ce la fa a rimanere inerme, decidendo di arruolarsi volontariamente come ufficiale del regio esercito. Dopo l’addestramento viene mandato in Croazia con la Divisione di fanteria “Emilia”. Combatte insieme ai suoi uomini fino all’armistizio dell’8 settembre del ’43, quando, i tedeschi decidono di vendicarsi con i traditori. La Divisione “Emilia” si trova bloccata tra i Balcani, con i cannoni nazisti che bombardano incessantemente le loro postazione.Le truppe resistono eroicamente fino a che la carenza di armamenti si fa evidente, e decidono di arrendersi. Armando e gli altri ufficiali, vengono, quindi, fucilati. Il loro sacrificio non fu vano, dato che il giocatore e gli altri ufficiali si offrirono ai nemici senza nascondere i gradi, in modo tale da salvare tutti i componenti della divisione. Così moriva un giovane ex calciatore 26enne, che, fino alla morte, teneva in tasca un santino della madonna di Monte Berico e la tessera della Fiorentina. Una storia, che, come molte di eroi che sono morti per il nostro paese, non può essere dimenticata.

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