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Galanti: “Certificati tema non banale dal punto di vista etico. Calciatori hanno tutto il diritto di avere un medico personale…”

Caso che specialmente quest’estate è stato ricorrente e ha visto protagonisti vari calciatori, tra cui Nikola Kalinic e Federico Bernardeschi, è quello dei certificati medici utilizzati dai giocatori per non rispondere alle convocazioni delle proprie squadre e forzare la mano per la propria cessione. I calciatori hanno fatto ricorso ai loro medici di fiducia (non quelli del club, ovviamente). Sull’argomento, Tuttomercatoweb.com ha sentito il professor Giorgio Galanti, responsabile medico e coordinatore scientifico della Fiorentina: “E’ un argomento certamente molto interessante e di grande attualità, è una vicenda non banale dal punto vista etico e deontologico. Il calciatore è un dipendente della società che ha un medico pagato dal club stesso. Nulla vieta però al giocatore di avere un suo medico personale. Non vedo nessuno scandalo ad avere un medico personale al quale si chiede un giudizio sulla salute, è un suo diritto in questo caso utilizzare un medico di sua fiducia. In un periodo di trasferimenti e di compravendite ci può magari anche essere l’interesse del calciatore ad avere i propri riscontri sulle sue condizioni. E’ come quando un giocatore si infortuna e si deve operare: la società ha dei suoi consulenti ma poi, se vuole, il calciatore si opera da chi sceglie lui. Ma ripeto, è un tema molto attuale e a marzo terrò un congresso su etica sportiva e medicina dello sport per parlare di certi comportamenti ed eventuali conflitti di interesse. E’ un argomento da sviscerare così come va discusso il motivo per cui non c’è ad esempio la condivisione della cartella clinica del calciatore nel momento in cui il giocatore si trasferisce da una società ad un’altra”.

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9 commenti

  1. Se il.mio.medico personale mi fa un certificato di malattia, ma alla visita di controllo risulto guarito,io devo tornare a lavoro.Qui il prof Galanti inverte i termini e sottolinea che ognuno deve poter avere la liberta’ di farsi curare da chi vuole…ma se questo e’ incontestabile,non e’ accettabile che sia il medico da me scelto quello che ha l ultima parola,bensi’ sara’ il medico fiscale che dovra’ accertare l esistenza o la persistenza di una patologia e su quanto lui certifichera’ il giocatore ,in questo caso,dovra’ o meno riprendere il suo lavoro.

  2. Dott. Galanti…medico personale o no se un certificato è ingiustificato bisognerebbe perseguire sia il giocatore che il medico…o lei firmerebbe. Un
    certificato falso?

  3. È giusto che abbiano un medico personale su questo non ci piove , è altrasì delinquenziale che un medico firmi un certificato inventandosi una patogia per permettere ad un plurimilionario di prendesi gioco della societá , bisognava che l’asl facesse scattare subito degli accertamenti nei confronti del medico e del giocatore, e pensando male secondo me ci è scappato anche il busco !

  4. non è ‘avere un medico personale che si discute, ma l’uso dei certificati che ne fanno,quest’anno c’è stata un’epidemia di certificati quantomeno farlocchi,diciamo così, ultimo niang del milan che vuole andare a torino.

  5. Mi scappa da ridere con tutto qullo che guadagnano…. che buffoni questi calciatori io li manderei un mesetto in fabbrica a lavorare.

  6. È giusto che abbiano un medico personale!
    Prof Giorgio galanti se avresti detto che è stata una buffonata saresti più credibile!

  7. Galanti, il prof. rappresenta l’antico perchè è antico e giustifica l’operato medico perchè è un barone di vecchio stampo. Fra cani non si mordono.
    Oggi di fronte ai milioni di euro (e non noccioline) di acquisti/vendite dove tutti cercano di vendere gli inglesi per tedeschi, l’onestà e la rigidità devono essere alla base di tutto senza giustificazioni.

  8. Ma è altresì giusto che la societa , visto che il giocatore è un suo dipendente, si tuteli controllando la veridicità del certificato con un suo medico di fiducia ……

  9. buffoni………………….

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